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<title>Il blog dei militari</title><link>http://www.forzearmate.eu/dblog/</link>
<description>Il blog dei militari</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[DELEGA AL GOVERNO IN MATERIA DI LAVORI USURANTI…COLPO DI MANO ANCHE NEGLI AVANZAMENTI!]]></title>
	<description><![CDATA[<span>
<div><font color="#000000"><img alt="" style="width: 417px; height: 311px;" src="/public/colpodimano.jpg" /><br /><br /><br />Il disegno di legge A.C. 1441 quater C (gi&agrave; ddl 1167 al Senato, cui ora verr&agrave; rinviato per l&rsquo;esame e approvazione a seguito degli emendamenti apportati dalla Camera che l&rsquo;ha approvato in questi giorni), &egrave; un calderone in cui stanno confluendo confuse e spezzettate norme riguardanti anche i militari, genera sempre pi&ugrave; malumori&hellip;</font></div>
<div><font color="#000000">Non ha dato la giusta tutela ai militari morti o gravemente malati a seguito dell&rsquo;inalazione di amianto, n&eacute; ai loro familiari! </font></div>
<div><font color="#000000">All&rsquo;articolo 20, riconosce la specificit&agrave; alle FF.AA. ed alle FF.PP., oltre che ai VV.FF. In realt&agrave; si tratta di una norma pleonastica di un principio gi&agrave; sancito dall&rsquo;articolo 52 della Costituzione, come riconosciuto dalla dottrina e dalla Corte Costituzionale (sentenza 449/1999)! Per di pi&ugrave;, non vengono stanziate risorse adeguate a corredo di tale riconoscimento!</font></div>
<div><font color="#000000">Infine, all&rsquo;art. 29 c. 5 prevede una riforma delle promozioni degli Ufficiali dell&rsquo;Arma dal grado di Capitano a quello di Maggiore per cui da avanzamento &quot;a scelta&quot; si passa &quot;ad anzianit&agrave;&quot; facendo un anno in pi&ugrave; da Capitano, norma in relazione alla quale la Camera, per eliminare i disallineamenti che si verranno a creare, ha imposto al Governo di &quot;adottare, con la massima tempestivit&agrave;, e comunque non oltre sessanta giorni, le opportune iniziative normative volte al riallineamento dei trattamenti &hellip; in favore sia del Corpo della Guardia di finanza che delle Forze di polizia&quot;&hellip; poi sar&agrave; il turno delle altre FF.AA.??&hellip;.</font></div>
</span>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=328]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=328</guid>
	<dc:date>2010-01-31T18:43:25+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[DON MARCO GALANTI - CAPPELLANO MILITARE E INTERNAUTA]]></title>
	<description><![CDATA[<p><font color="#000000"><img alt="" src="http://www.forzearmate.eu/public/don_marco_1.JPG" /></font></p>
<p><font color="#000000">Don Marco Galanti, cappellano militare, ci invita a visitare il suo Blog dedicato al personale militare e a tutti i navigatori della rete.</font></p>
<p><a href="http://cappellano-unavoce.blogspot.com/" target="_blank"><font color="#000000">http://cappellano-unavoce.blogspot.com/</font></a></p>
<p><a href="http://cappellano-unavoce.blogspot.com/2010/01/con-te-soldato-e-amico-per-te-pastore.html" target="_blank"><img style="WIDTH: 433px; HEIGHT: 147px" height="195" alt="" src="http://www.forzearmate.eu/public/intestazione_blog_don_marco.JPG" width="529" /></a></p>
<p style="COLOR: rgb(0,0,0)">&nbsp;<a href="http://cappellano-unavoce.blogspot.com/2010/02/avviso-una-proposta-dal-cappellano.html" target="_blank"><font color="#ff0000" size="3"><strong>PRENOTA LA VISITA ALLA SACRA SINDONE IL 17 E 18 APRILE A TORINO</strong></font></a></p>
<p style="COLOR: rgb(0,0,0)">ENTRA NEL GRUPPO&nbsp; YAHOO - CAPPELLANOUNAVOCE</p>
<p style="COLOR: rgb(0,0,0)"><a href="http://cappellano-unavoce.blogspot.com/2010/02/entra-nel-gruppo-cappellanounavoce-di.html#links">http://cappellano-unavoce.blogspot.com/2010/02/entra-nel-gruppo-cappellanounavoce-di.html#links</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=327]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=327</guid>
	<dc:date>2010-01-31T18:04:03+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[SOLDATI GAY, PENTAGONO PRONTO A DISCUTERE POSSIBILI SVILUPPI]]></title>
	<description><![CDATA[<div><font color="#000000">WASHINGTON (Reuters) - Il Pentagono diffonder&agrave; la settimana prossima notizia di possibili misure finalizzate a superare la pratica che permette di arruolare nell'esercito uomini gay soltanto se i candidati tengono nascosto il loro orientamento sessuale.</font></div>
<div><font color="#000000">La cosiddetta politica "non chiedere, non dire" ("don't ask, don't tell") &egrave; stata oggetto di un discorso del presidente Barack Obama che ha aumentato la pressione sul riluttante corpo militare Usa dicendo mercoled&igrave; "quest'anno lavorer&ograve; con il Congresso e l'esercito per abrogare la legge che nega agli americani gay il diritto di servire il paese che amano a causa di quello che sono". </font></div>
<div><font color="#000000">I funzionari del Pentagono hanno chiarito che i cambiamenti dovranno avvenire in modo graduale, permettendo ai vertici militari di "aver pi&ugrave; tempo per definire un adeguato piano di sviluppo".</font></div>
<div><font color="#000000">"Penso che sarebbe un errore abrogare la legge", ha detto il senatore John McCain.</font></div>
<div><font color="#000000">"Il nostro Paese non pu&ograve; permettersi una legge discriminatoria che limita la prontezza dell'esercito negando a persone patriottiche, uomini o donne che siano, l'opportunit&agrave; di arruolarsi", ha spiegato Joe Solmonese, presidente della Campagna per i Diritti Umani, il pi&ugrave; grande gruppo Usa di tutela dei diritti omosessuali.</font></div>
<div><font color="#000000">http://it.reuters.com</font></div>

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</script>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=326]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=326</guid>
	<dc:date>2010-01-30T17:31:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[PRECIPITA AEREO MILITARE A PISA: 5 MORTI]]></title>
	<description><![CDATA[<div><b><span style="color: rgb(70, 70, 70);"><font color="#000000"><img alt="" src="http://www.forzearmate.eu/public/c130_caduto.jpg" />&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br /><br /></font></span></b></div>
<div><b><span style="color: rgb(70, 70, 70);"><font color="#000000"></font></span></b></div>
<div><b><span style="color: rgb(70, 70, 70);"><font color="#000000"></font></span></b></div>
<div><b><span style="color: rgb(70, 70, 70);"><font color="#000000">PISA</font></span></b><span style="color: rgb(70, 70, 70);"><font color="#000000"> -</font><font color="#000000"> Un C130 dell&rsquo;aeronautica militare &egrave; precipitato a Pisa. Cinque le vittime. &laquo;L'aereo &egrave; decollato alle 14.10 e subito dopo c'&egrave; stato il crash&raquo; spiega l'ufficio stampa dell'aeronautica militare. L'incidente &egrave; avvenuto in localit&agrave; Le Rene, vicino a Coltano. L'aereo &egrave; caduto in parte sulla linea ferroviaria Pisa-Collesalvetti-Cecina, una tratta secondaria della linea tirrenica. I resti dell'aereo sono sparsi in un raggio di circa 150 metri.</font></span><span style="color: rgb(70, 70, 70);"></span></div>
<font color="#000000"><span style="color: rgb(70, 70, 70);">
<div style="margin: auto 0cm 12pt;"><br /><strong><font color="#000000">VITTIME</font></strong><span style="color: rgb(70, 70, 70);"><font color="#000000"> - A bordo del velivolo caduto c'erano 5 militari i cui cadaveri sono stati ritrovati tra i rottami. Erano tutti in servizio alla 46esima brigata aerea di Pisa: si tratta - rende noto l'Aeronautica Militare - del maggiore pilota Bruno Cavezzana, 40 anni, di Trieste, del tenente pilota Gianluca Minichino, 28 anni, di Napoli, del tenente pilota Salvatore Bidello, 30 anni, di Sorrento (Napoli), del maresciallo Maurizio Ton, 44 anni, di Pisa e del maresciallo Gianluca Larice, 39 anni, di Mestre (Venezia). </font></span></div>
<div align="left" style="margin: auto 0cm 12pt;"><span style="color: rgb(70, 70, 70);"><font color="#000000"><font face="Arial"><strong>LE FOTO DELLE VITTIME:</strong> </font><a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/aereo-vittime/1.html"><strong><font face="Arial" color="#800080">http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/aereo-vittime/1.html</font></strong></a></font></span></div>
<span style="color: rgb(70, 70, 70);"><span style="color: rgb(70, 70, 70);">
<div style="margin: auto 0cm 12pt;"><br /><strong><img alt="" src="/public/foto-disastro-23112009.jpg" /></strong></div>
</span></span></span><font color="#000000"><span>
<div style="margin: auto 0cm 12pt;"><br /><strong>CADUTO DURANTE UNA MANOVRA</strong><font color="#000000"> </font><span style="color: rgb(70, 70, 70);"><font color="#000000">- Il C130 &egrave; precipitato dopo essersi rialzato dalla pista al termine di una manovra di addestramento chiamata &laquo;touch and go&raquo;, che prevede un atterraggio e, di seguito, senza sosta, una &laquo;riattaccata&raquo;, cio&egrave; un nuovo innalzamento in volo spiegano dall'Aeronautica militare. Dopo essersi rialzato da terra, l'aereo ha fatto una virata dopodich&eacute; si &egrave; inclinato sulla destra ed &egrave; precipitato. &laquo;&Egrave; ancora presto - ha spiegato Giorgio Mattia, responsabile comunicazione della 46/a Brigata Aerea - per ipotizzare qualsiasi causa&raquo;. </font></span><span style="color: rgb(70, 70, 70);"><font color="#000000"><br /></font></span></div>
<div style="margin: auto 0cm 12pt;"><img alt="" src="/public/disastro-2.jpg" /></div>
</span>
<div style="margin: auto 0cm 12pt;"><span style="color: rgb(70, 70, 70);"></span></div>
</font></font>
<div style="margin: auto 0cm 12pt;"><font color="#000000"><font size="2"><b><span style="color: rgb(70, 70, 70);"><font color="#000000">LINEA FERROVIARIA</font></span></b><span style="color: rgb(70, 70, 70);"> <font color="#000000">- I rottami dell'aereo sono sparsi, come detto, in parte anche sulla linea ferroviaria tirrenica, ma i collegamenti in treno non sono per&ograve; interrotti: la linea ferroviaria, che termina nella stazione centrale della citt&agrave;, ha infatti una &laquo;linea gemella&raquo; che passa pi&ugrave; a ovest, verso il mare, e che arriva nelle stazioni a nord di Pisa. Proprio questa tratta &egrave; rimasta interrotta per circa un&rsquo;ora dopo l&rsquo;incidente, ma ora &egrave; di nuovo funzionante. Ferrovie dello Stato informa che la circolazione ferroviaria, tra le stazioni di Pisa e Livorno, &egrave; al momento ancora perturbata, dopo essere stata del tutto sospesa per circa un&rsquo;ora, dalle 14.05 alle 15.05. Al momento tutti i treni a lunga e media percorrenza della linea Tirrenica Roma &ndash; Genova transitano e fanno servizio nella stazione di Pisa S. Rossore. Da l&igrave; i viaggiatori possono raggiungere Pisa Centrale utilizzando i treni del trasporto metropolitano.&nbsp;</font></span></font></font></div>
<div style="margin: auto 0cm 12pt;"><font color="#000000"><span style="color: rgb(70, 70, 70);"></span></font><font color="#000000"><span style="color: rgb(70, 70, 70);"><span style="color: rgb(70, 70, 70);">&nbsp; <span style="color: rgb(70, 70, 70);"><span style="color: rgb(70, 70, 70);"><img alt="" src="http://www.forzearmate.eu/public/C-130-UNO.jpg" /></span></span></span></span></font></div>
<span style="color: rgb(70, 70, 70);"><font color="#000000">
<div style="margin: auto 0cm 12pt;"><br /><strong>CORDOGLIO</strong><font color="#000000"><span style="color: rgb(70, 70, 70);"> - Cordoglio all'Aeronautica militare e alle famiglie delle vittime &egrave; stato espresso da tutte le forze politiche. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ha espresso al ministro della Difesa, Ignazio La Russa, le sue condoglianze, affinch&egrave; le estenda alle famiglie delle cinque vittime. &Egrave; quanto si legge in un comunicato di Palazzo Chigi. </span></font><span style="color: rgb(70, 70, 70);"><font color="#000000">&laquo;La notizia dell'incidente occorso oggi a Pisa mi ha profondamente rattristato&raquo;. &Egrave; quanto scrive il presidente del Senato, Renato Schifani, nel messaggio inviato al Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, Generale Daniele Tei, nel quale esprime &laquo;il dolore profondo e la sincera solidariet&agrave; mia personale e dei colleghi di Palazzo Madama&raquo; per quanto accaduto, e rivolge &laquo;alle famiglie dei caduti sentimenti di vicinanza e sentito cordoglio&raquo;. Anche il presidente della Camera Gianfranco Fini ha inviato al capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, un messaggio di cordoglio: &laquo;Apprendo con grande sgomento e profondo dolore la tragica notizia relativa all'aereo precipitato in fase di decollo nei pressi di Pisa nel corso di un volo di addestramento e nel quale hanno perso la vita cinque militari dell'Aereonautica. Desidero esprimere, a mio nome e di tutta la Camera dei deputati, il sentimento di cordoglio pi&ugrave; profondo e la mia sincera partecipazione, di cui La prego di volersi fare interprete presso i familiari dei militari deceduti&raquo;. <br />Analogo cordoglio &egrave; stato espresso da tutti i senatori del Pd del Pdl e dal segretario dell'Udc Lorenzo Cesa a nome del suo partito.&nbsp; </font></span><span style="color: rgb(70, 70, 70);"><font color="#000000">Fonte: </font><a href="http://www.corriere.it"><font color="#000000">www.corriere.it</font></a></span></div>
</font></span>
<div style="margin: auto 0cm 12pt;"><font color="#000000"><span style="color: rgb(70, 70, 70);"><img alt="" src="/public/disastro-3.jpg" /></span></font></div>
<font color="#000000"><span style="color: rgb(70, 70, 70);">
<div style="margin: auto 0cm 12pt;"><br /><strong><font color="#000000" size="3">Messaggio di cordoglio del Presidente Napolitano per i militari vittime dell'incidente aereo di Pisa <br /></font><br /><font color="#000000">C o m u n i c a t o <br /></font></strong><br /><font color="#000000">Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, appresa la notizia del tragico incidente aereo che ha causato la morte di tre ufficiali e due sottufficiali dell'Aeronautica Militare, impegnati in attivit&agrave; addestrativa nei pressi dell'aereoporto di Pisa, ha inviato un messaggio al Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini, chiedendogli di rendersi interprete presso la Forza Armata e le famiglie dei caduti dei suoi sentimenti di profondo cordoglio e di affettuosa vicinanza. <br /><br />Roma, 23 novembre 2009 <br /></font><br />------------------------------------<br /></div>
</span></font>
<p align="left"><strong><font color="#000000"><span style="color: rgb(70, 70, 70);"><font color="#0000ff" size="4"><font color="#000000">ARGOMENTO CORRELATO, CLICCA QUI: </font></font></span></font><span style="color: rgb(70, 70, 70);"><font color="#0000ff" size="3"><a href="http://www.forzearmate.org/sideweb/2009/rassegna-stampa/disastro-aereo-am_091123-676.php">http://www.forzearmate.org/sideweb/2009/rassegna-stampa/disastro-aereo-am_091123-676.php</a></font></span></strong></p>
<p align="left"><strong><span style="color: rgb(70, 70, 70);"><font color="#0000ff" size="3"><font color="#000000" size="4">Alcuni video sull'incidente:</font> <a href="http://www.youreporter.it/">http://www.youreporter.it/</a> </font></span></strong></p>
<p align="left"><strong><span style="color: rgb(70, 70, 70);"><font color="#0000ff" size="3"><font color="#000000" size="4">Altre foto del disastro: </font><a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/incidente-pisa/1.html">http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/incidente-pisa/1.html</a><br /></font></span></strong></p>
<p align="left"><strong><span style="color: rgb(70, 70, 70);"><font size="3"><font face="Arial" color="#000000">LE FOTO DELLE VITTIME:</font><font color="#800080"> <font face="Arial"><a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/aereo-vittime/1.html">http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/aereo-vittime/1.html</a></font></font></font></span></strong></p>
<p align="left"><strong><span style="color: rgb(70, 70, 70);"></span></strong><font color="#000000"><span style="color: rgb(70, 70, 70);"></span></font><font color="#000000"><span style="color: rgb(70, 70, 70);"></span></font><font color="#000000"><span style="color: rgb(70, 70, 70);">
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<img alt="" src="/public/stemma_46_aerobrigata.jpg" /></p>
</span></font></p>
<p><a href="http://www.forzearmate.eu/public/c130_231109.mp3">&nbsp;<img alt="" src="/public/ico_mp3.gif" />SINTESI GR 1 RAI</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=325]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=325</guid>
	<dc:date>2009-11-23T19:21:37+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[PROROGA DELLA RAPPRESENTANZA MILITARE AL 30 LUGLIO 2011 - ALTO IL MALCONTENTO TRA IL PERSONALE]]></title>
	<description><![CDATA[<p><font size="3"><font color="#000000"><span style="COLOR: black; FONT-FAMILY: Arial"><img alt="" src="/public/mandato.gif" /></span></font></font></p>
<p><font size="3"><font color="#000000"><span style="COLOR: black; FONT-FAMILY: Arial">Nonostante la forte contrariet&agrave; dei rappresentati e di&nbsp; organi di base ed intermedi, e' stata concessa la proroga di un anno alla rappresentanza militare. Da informazioni pervenute alla nostra redazione sembra che alcuni delegati del Co.ce.r. che hanno richiesto la proroga siano gli stessi che in un precedente mandato si erano appellati ai Tribunali Amministrativi proprio per censurare questo comportamento che disattende i normali principi di una democrazia rappresentativa.</span><span style="FONT-FAMILY: Arial"> </span></font></font></p>
<p><font size="3"><font color="#000000"><strong><span style="FONT-WEIGHT: normal; COLOR: black; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-weight: bold">Cosa ne pensi tu di questa proroga? </span></strong><b style="mso-bidi-font-weight: normal"><span style="COLOR: black; FONT-FAMILY: Arial"> <br /></span></b></font></font><span style="FONT-FAMILY: Arial"><br /><font size="3"><font color="#000000"><span style="COLOR: black">Questo l'articolo interessato: </span></font></font></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: center" align="center"><font size="3"><font color="#000000"><b><span style="COLOR: black; FONT-FAMILY: Arial">Art. 3. del D.L. 4/11/2009 NR. 152<br /><br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Disposizioni in materia di personale</span></b><b><span style="FONT-FAMILY: Arial">&nbsp;</span></b><span style="FONT-FAMILY: Arial"> </span></font></font></p>
<p><font size="3"><font color="#000000"><span style="COLOR: black; FONT-FAMILY: Arial">7.&nbsp; Il&nbsp; mandato&nbsp; dei&nbsp; componenti&nbsp; in&nbsp; carica del Consiglio centrale interforze&nbsp;&nbsp; della&nbsp; rappresentanza&nbsp; militare,&nbsp; nonche'&nbsp; dei&nbsp; consigli centrali,&nbsp;&nbsp; intermedi&nbsp;&nbsp; e&nbsp;&nbsp; di&nbsp;&nbsp; base dell'Esercito,&nbsp; della&nbsp; Marina, dell'Aeronautica, dell'Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza, eletti nelle categorie del personale militare in servizio permanente e volontario, e' prorogato fino al 30 luglio 2011.</span><span style="FONT-FAMILY: Arial"> </span></font></font></p>
<p><font size="3"><font color="#000000"><span style="COLOR: black; FONT-FAMILY: Arial">Se desideri leggere integralmente il decreto legge in oggetto, lo trovi disponibile cliccando qui:</span><span style="FONT-FAMILY: Arial"> <span style="COLOR: #3366ff">&nbsp;</span><a href="http://www.forzearmate.org/sideweb/2009/approfondimenti/proroga-rappresentanza-militare_091110-652.php"><span style="COLOR: #3366ff">http://www.forzearmate.org/sideweb/2009/approfondimenti/proroga-rappresentanza-militare_091110-652.php</span></a> </span></font></font></p>
<p><font size="3"><font color="#000000"><span style="FONT-FAMILY: Arial"></span></font></font></p>
<p>&nbsp;<a href="http://www.fotonline.biz"><img src="/public/banner_fotonline.gif" alt="" /></a></p>
<p><a href="http://www.forzearmate.org/sideweb/2009/approfondimenti/proroga-rappresentanza-militare_091110-652.php"><font color="#000000" size="3"></font></a></p>
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	<link><![CDATA[http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=324]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=324</guid>
	<dc:date>2009-11-10T12:18:16+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[USA, IL 75% DEI GIOVANI NON PUÒ FARE IL SOLDATO "ASSENZA DI REQUISITI"]]></title>
	<description><![CDATA[<div><font color="#000000">Washington, 5 novembre 2009 - Il 75 per cento dei ragazzi americani di et&agrave; compresa fra i 17 e i 24 anni non hanno le caratteristiche necessarie non solo a essere reclutati nelle forze armate ma anche a soddisfare i requisiti minimi per fare domanda.</font></div>
<div><font color="#000000">Principalmente per la mancanza di istruzione, ma anche a causa dell’obesita, l’uso di sostanze stupefacenti e disturbi psichici, denuncia il rapporto "Ready, Willing and Unable to Serve" pubblicato oggi di cui d&agrave; notizia il Washington Post.</font></div>
<div><font color="#000000">"Siamo molto preoccupati. Abbiamo le forze armate migliori del mondo, i migliori aerei, carri armati, navi, ma l’obiettivo principale &egrave; quello di avere le risorse umane migliorI. In questo momento attiriamo persone molto qualificate, ma questa situazione potrebbe cambiare", ha spiegato il generale James Kelley, uno dei membri del gruppo "Mission: Readiness" che si occupa proprio di risolvere questo problema, paradossalmente mentre si celebra l’anno in cui il reclutamento &egrave; andato meglio dai tempi dell’abolizione del servizio di leva obbligatoria nel 1973.</font></div>

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	<link><![CDATA[http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=323]]></link>
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	<dc:date>2009-11-05T19:48:25+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[STATALI, FANNULLONI LICENZIABILI. AL VIA LA RIFORMA BRUNETTA]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="MARGIN: auto 0cm"><b><font color="#000000" size="4"><img alt="" src="/public/brunetta_dorme.jpg" /></font></b></div>
<div style="MARGIN: auto 0cm"><strong><font size="4"></font></strong></div>
<div style="MARGIN: auto 0cm"><b><font color="#000000" size="4"></font></b></div>
<div style="MARGIN: auto 0cm"><b><font color="#000000" size="4">Nel prossimo Cdm dovrebbero essere approvati i decreti attuativi Stipendi in base al merito e multe ai manager inefficienti</font></b></div>
<div style="MARGIN: auto 0cm">&nbsp;</div>
<div style="MARGIN: auto 0cm"><strong><font size="4"></font></strong></div>
<div style="MARGIN: auto 0cm"><strong><font color="#000000" size="4"></font></strong></div>
<div><font color="#000000"><b>ROMA</b> - I decreti attuativi delle riforma-Brunetta sulla meritocrazia nella pubblica amministrazione dovrebbero ottenere il via libera nel prossimo Consiglio dei ministri di venerd&igrave;. Lo ha annunciato lo stesso ministro della Funzione pubblica al termine dell'incontro di ieri con le parti sociali per presentare il testo del decreto legislativo: &quot;Riproduce al 98% lo stesso testo varato inizialmente dal governo - ha specificato il ministro - per il resto abbiamo recepito i miglioramenti e i perfezionamenti richiesti dalle Camere&quot;. <br />Secondo Brunetta le reazioni da parte delle parti sociali sono state &quot;in gran parte positive. L'incontro &egrave; stato costruttivo soprattutto su un punto: dopo l'approvazione e la pubblicazione, si avvia una fase di sperimentazione di due anni che richieder&agrave; la partecipazione di tutti per verificare il buon funzionamento delle norme&quot;, tanto da essere disposto a &quot;rendiconti semestrali sullo stato di attuazione della legge&quot;. <br />La rivoluzione promessa dalla riforma prevede sanzioni dure (sospensioni dal servizio, taglio dello stipendio, fino al licenziamento) per i dipendenti indisciplinati, assenteisti e fannulloni e un regime pi&ugrave; duro anche per i dirigenti che permettono condotte dannose per la pubblica amministrazione. Molto attesa invece la rimodulazione degli stipendi in base alla produttivit&agrave; effettiva. La forbice sar&agrave; tra il 7% e il 20% da aggiungere o sottrarre alla retribuzione totale, quota che dovrebbe salire fino al 30% nel corso degli anni. <br />Le risorse per valorizzare il merito sono state reperite, i risparmi vengono dal taglio dei premi ai manager inefficienti. I dipendenti saranno divisi in tre fasce di merito anche se negli enti locali e nella sanit&agrave; i meccanismi potranno essere diversi. Nascer&agrave; anche un'Autorit&agrave; incaricata di valutare l'efficienza e la trasparenza della pubblica amministrazione, Brunetta ha detto che &quot;sar&agrave; un'agenzia che avr&agrave; tutte le caratteristiche di un'Authority indipendente e di stampo europeo. I suoi membri saranno nominati dal Parlamento con una maggioranza dei due terzi&quot;.</font></div>
<div><font color="#000000">Una &quot;forte condivisione&quot; &egrave; arrivata da Confindustria mentre i sindacati hanno sottolineato come il successo delle riforma dipender&agrave; anche dalle risorse messe a disposizione, a cominciare dal prossimo rinnovo contrattuale. &quot;Si passa da un sistema di contrattazione a uno basato sulla legge e l'amministrazione&quot; commenta il segretario funzione pubblica della Cgil, Michele Gentile. &quot;Solo la contrattazione &egrave; lo spartiacque tra una riforma che funzioni e una che fallisce&quot; gli ha fatto eco il segretario confederale Cisl, Gianni Baratta. Per Paolo Pirani della Uil: &quot;Il testo &egrave; migliorato, ma va rafforzata la dinamica contrattuale&quot;, Sergio Varesi dell'Ugl chiede di &quot;accompagnare la rimodulazione facendo in modo che il rinnovo del contratto sia dignitoso e rispettoso dei tempi, altrimenti le proposte restano aleatorie&quot;. </font></div>
<div><font color="#000000">Fonte : www.repubblica.it</font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=321]]></link>
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	<dc:date>2009-10-07T11:08:39+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Afghanistan, esplosione a Kabul. Sei vittime tra i parà della Folgore]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong><font color="#0000ff" size="4">Kabul - Uccisi Sei paracadutisti della Folgore</font></strong></p>
<p><strong><font color="#000000">Autobomba contro due blindati Lince sulla strada per l'aeroporto della capitale<br />Quattro par&agrave; feriti gravemente. I Taliban rivendicano l'attentato suicida.</font></strong></p>
<p><br /><font color="#000000">Il ministro dela Difesa La Russa: &quot;Infami e vigliacchi non ci fermeranno&quot;<br />Osservatori Ue denunciano brogli elettorali. Karzai replica. &quot;Tutto regolare&quot;. Proclamazione congelata.</font></p>
<p><font color="#000000">KABUL - Attentato kamikaze a Kabul, capitale dell'Afghanistan. Sulla strada per l'aeroporto, un'autobomba &egrave; esplosa contro due blindati italiani. Sei paracadutisti della Folgore sono morti: un'auto carica di esplosivo si &egrave; lanciata contro il primo mezzo del convoglio, uccidendo tutti e cinque gli occupanti. Danni gravi anche al secondo Lince: uno dei militari a bordo &egrave; morto e altri quattro sono rimasti feriti gravemente. Vittime anche tra i civili: almeno due e oltre 30 i feriti. </font></p>
<p><font color="#000000">Morto un soldato arrivato a Kabul da pochi giorni. Decine di veicoli hanno preso fuoco. Tutto intorno i negozi sono sventrati dall'esplosione, le facciate dei caseggiati annerite. Nelle immagini di una tv locale si vede un mezzo militare italiano danneggiato, con le lamiere annerite dal fuoco, accanto al quale soldati italiani stendono un telo sul corpo di un collega morto. Uno dei sei militari italiani uccisi, sembra fosse appena arrivato a Kabul, probabilmente oggi stesso. </font></p>
<p><font color="#000000">La Russa: &quot;L'Italia rester&agrave; in Afghanistan&quot;. L'attentato &egrave; stato rivendicato dai Taliban. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, al Senato, ha informato il Parlamento ribadendo che quest'ultimo attentato non cambier&agrave; la strategia del governo: &quot;Infami e vigliacchi non ci fermeranno&quot; </font></p>
<p><font color="#000000">Sulla strada per l'aeroporto. L'esplosione &egrave; avvenuta nel centro della capitale, all'altezza della &quot;rotonda di Massud&quot;, un incrocio stradale rallentato da check point che controllano il traffico verso l'aeroporto, verso il comando Nato Isaf e verso l'ambasciata americana. </font></p>
<p><font color="#000000">Sei anni fa, Nassiriya. Quello di Kabul &egrave; il pi&ugrave; grave attentato subito dalle truppe italiane dalla strage di Nassiriya, in Iraq, del 12 novembre 2003. Nell'esplosione di un camion-cisterna davanti alla base italiana Msu dei Carabinieri, ci furono 28 morti, 19 italiani (12 carabinieri, cinque militari dell'Esercito e due civili di una troupe che girava un documentario), e 9 iracheni. </font></p>
<p><font color="#000000">Karzai: &quot;Nessun broglio&quot;. L'attentato suicida &egrave; avvenuto pochi minuti dopo che il presidente Karzai aveva concluso una conferenza stampa al palazzo presidenziale dedicata ai risultati delle elezioni annunciati ieri pomeriggio dalla Commissione elettorale afgana. Karzai ha contestato le obiezioni fatte dagli osservatori dell'Unione europea secondo cui potrebbero esserci brogli su quasi 2 milioni di voti. &quot;Credo fermamente alla regolarit&agrave; delle elezioni presidenziali, malgrado le accuse di brogli&quot;, ha detto Karzai incontrando la stampa. &quot;Se brogli ci sono stati - ha concluso - devono essere accertati, ma comunque non sono stati estesi come denunciato&quot;. Un'inchiesta accerter&agrave; la regolarit&agrave; delle votazioni che hanno assegnato a <br />Karzai il 54,6% dei consensi contro il 27,8% dello sfidante Abdullah Abdullah. Nel frattempo, la proclamazione del nuovo presidente dell'Afghanistan resta congelata. </font></p>
<p><font color="#000000">(17 settembre 2009)<br /></font>fonte : www.repubblica.it</p>
<p><a href="http://paginedifesa.349.it/notiziari/gr_kabul_150909.html"><img alt="" src="http://www.forzearmate.eu/public/ico_mp3.gif" />&nbsp; ASCOLTA LA SINTESI DEI TG RAI</a><br /></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=320]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=320</guid>
	<dc:date>2009-09-17T12:17:53+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[UTOPIA. 40 ANNI FA VENNE FATTA SALTARE DAI MILITARI: ORA “RIEMERGE” LA PIATTAFORMA CHE NEL ’68 SI DICHIARÒ “STATO INDIPENDENTE” AL LARGO DI RIMINI]]></title>
	<description><![CDATA[<div><font color="#000000"><img alt="" src="/public/isola_delle_rose.jpg" /></font></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><font color="#000000"></font></div>
<div><font color="#000000"></font></div>
<div><font color="#000000">BOLOGNA &mdash; &laquo;Lusingato&raquo;, dice. Ci so&shy;no voluti quarant&rsquo;anni, ma alla fine il mondo si &egrave; ricordato di lui. Giorgio Ro&shy;sa sorride. Il salone della sua casa affac&shy;ciata sui giardini Margherita &egrave; inondato di luce. I modi e le parole di questo anzia&shy;no signore dal bell&rsquo;incarnato sono quelli di un gran borghese, che ancora oggi, a 84 anni, riceve gli ospiti in giacca. Ma in fondo agli occhi, nello sguardo che ac&shy;compagna una frase maliziosa, &laquo;gran fa&shy;tica, per&ograve; ci siamo divertiti&raquo;, si intrave&shy;de qualcosa. Una scintilla, residuo di quella energia che lo port&ograve; a realizzare una delle pi&ugrave; bizzarre esperienze del Ses&shy;santotto. &laquo;Insulo de la Rozoj&raquo;, la Repub&shy;blica dell&rsquo;Isola delle Rose. Erano due anni che i sub del Dive Pla&shy;net di Rimini ne cercavano i re&shy;sti. Li hanno trovati all&rsquo;ini&shy;zio di luglio. E con i re&shy;sti della piattaforma che a poche miglia dalle spiagge ro&shy;magnole si fece nazione indipen&shy;dente, &egrave; come se fossero riemerse anche le sugge&shy;stioni di quell&rsquo;av&shy;ventura. Curiosa, questa riscoperta del&shy;&shy;l&rsquo;Isola delle Rose. </font></div>
<div><font color="#000000"><b>I re&shy;perti subacquei che diven&shy;tano meta di pellegrinaggio co&shy;stante, </b>un bel documentario di succes&shy;so, &laquo;Insulo de la Rozoj, la libert&agrave; fa pau&shy;ra &raquo;, uno spettacolo teatrale nel 2008, un altro in allestimento, un paio di blog te&shy;matici, un gruppo su Facebook (&laquo;A war that Italy forgot-long live Insulo de la Ro&shy;zoj &raquo;), una installazione al museo di Van&shy;couver che la mette a confronto con l&rsquo;Utopia di Tommaso Moro, alcuni no&shy;stalgici che progettano una nuova libera Repubblica dal nome Isola di Eden. Co&shy;me se all&rsquo;improvviso la voglia di fuga e di libert&agrave; avessero trovato un piccolo sfogo nell&rsquo;evocazione di un episodio or&shy;mai dimenticato. &laquo;Davvero strano. Per 40 anni non mi ha cercato nessuno. All&rsquo;improvviso, a partire dal 2008, tutto uno squillar di te&shy;lefono. Forse perch&eacute; sul piano delle li&shy;bert&agrave; individuali, non &egrave; cambiato poi molto. Ad essere sinceri, il mio progetto iniziale era questo: costruire qualcosa che fosse libero da lacci e lacciuoli e non costasse molto. Sulla terra ferma la buro&shy;crazia era soffocante. Cos&igrave; mi venne un&rsquo;idea, durante la villeggiatura a Rimi&shy;ni &raquo;. Una struttura di tubi in acciaio salda&shy;ti a terra e appoggiati sul fondale, sulla quale poggiava un piano in laterizio, 400 metri quadrati di superficie a disposizio&shy;ne. Undici chilometri al largo della costa italiana, la piattaforma confinava con ac&shy;que internazionali ad eccezione del lato sud-ovest. &laquo;Volevamo aprire un bar e una trattoria. Mangiare, bere e guardare le navi da Trieste che passano vicine, a volte anche troppo. Il ricordo pi&ugrave; bello &egrave; la prima notte sull&rsquo;isola in costruzione. Venne un temporale che sembrava por&shy;tasse via tutto. Ma al mattino torn&ograve; il so&shy;le, ogni cosa pareva bella e realizzabile. Poi cominciarono i problemi&raquo;. </font></div>
<div><font color="#000000"><b>La capitaneria di porto ordin&ograve; la fine</b> dei lavori sostenendo che quel tratto di mare fosse in concessione all&rsquo;Eni. Il gran&shy;de traffico verso la piattaforma inquieta&shy;va le autorit&agrave;. &laquo;Ci avrebbero fermato. Al&shy;lora si studi&ograve; la possibilit&agrave; di rendersi in&shy;dipendenti. L&rsquo;unico modo per non aver pi&ugrave; a che fare con l&rsquo;Italia&raquo;. L&rsquo;ingegnere fa una pausa, alza le mani che tiene sem&shy;pre conserte in grembo. &laquo;E poi, diciamo&shy;lo, ogni essere umano libero sogna di fondare uno Stato indipendente&raquo;. Il pri&shy;mo maggio 1968, con atto unilaterale, nasce la Repubblica dell&rsquo;Isola delle Rose. &laquo;Insulo de la Rozoj&raquo;, perch&eacute; la lingua uf&shy;ficiale &egrave; l&rsquo;Esperanto, a rimarcare la diffe&shy;renza con l&rsquo;Italia. Il nuovo Stato fa in tempo a stampare i suoi francobolli, che oggi valgono una fortuna. Vuole battere moneta, ma non ne avr&agrave; modo. L&rsquo;Italia reagisce con inusi&shy;tata velocit&agrave;. In Parlamento, l&rsquo;Msi lamen&shy;ta la violazione del suolo patrio, il mini&shy;stro dell&rsquo;Interno Paolo Emilio Taviani parla di &laquo;grave pericolo&raquo;, il Servizio se&shy;greto militare si dice convinto che l&rsquo;Isola sia in realt&agrave; una base camuffata per l&rsquo;at&shy;tracco dei sommergibili sovietici, il par&shy;lamentare comunista Renato Zangheri, futuro sindaco di Bologna, sostiene inve&shy;ce che sia una una manovra destabiliz&shy;zante del leader albanese Enver Hoxha. Mentre Rimini si riempie di giornalisti da tutto il mondo, il 24 giugno dieci pilo&shy;tine con a bordo poliziotti e carabinieri circondano l&rsquo;isola e ne prendono posses&shy;so. L&rsquo;appello di Rosa al presidente Sara&shy;gat per la restituzione non trova rispo&shy;sta. &laquo;Non avevamo risorse, eravamo so&shy;li. Quando il Consiglio di Stato diede pa&shy;rere favorevole alla demolizione, non fe&shy;ci ricorso. Meglio lasciar perdere. Non sono pi&ugrave; tornato a Rimini&raquo;. <b>Il 13 febbra&shy;io 1969 gli artificieri della Marina milita&shy;re minano i piloni con 1.080 chili di di&shy;namite</b>. Le esplosioni piegano la piatta&shy;forma. Dieci giorni dopo, una tempesta fa inabissare l&rsquo;Isola delle Rose. </font></div>
<div><b><!-- OAS AD '180x150'begin --><font color="#000000">La guerra &egrave; finita. </font></b><font color="#000000">&laquo;L&rsquo;unica che l&rsquo;Italia sia stata ca&shy;pace di vincere&raquo; dice caustico l&rsquo;ingegne&shy;re. Ha lavorato fino al 2003, progettista con studio a Bologna. Dalla distruzione dell&rsquo;Isola, ha smesso di esercitare i suoi diritti di cittadino. &laquo;Capii definitivamen&shy;te che in Italia &egrave; impossibile essere libe&shy;ri, far le cose da so&shy;lo. Sono rimasto qui perch&eacute; non vole&shy;vo tradire gli ideali della mia famiglia. Ma non ho mai pi&ugrave; votato. Due eccezio&shy;ni: Berlusconi nel 1994, Guazzaloca nel 1999. Anche lo&shy;ro mi hanno delu&shy;so &raquo;. Nell&rsquo;anno che do&shy;veva cambiare il mondo con la fantasia al potere, in Italia l&rsquo;uomo che pi&ugrave; si &egrave; avvicinato alla realiz&shy;zazione dell&rsquo;utopia e che oggi viene ri&shy;scoperto come simbolo di una indoma&shy;bile volont&agrave; anarchica, &egrave; stato un prag&shy;matico ingegnere bolognese, discenden&shy;te di una famiglia di militari giunta in Italia nel 1400, figlio di un ufficiale del Regio esercito, ex soldato di Sal&ograve;, poi di&shy;sertore e in quanto tale condannato dal tribunale della Rsi. &laquo;Sono un liberale, un indipendente che non crede nelle re&shy;ligioni e nei partiti. Quindi, anche oggi, l&rsquo;Italia non &egrave; il posto giusto per me&raquo;. Al momento dei saluti, torna quella scintilla negli occhi, l&rsquo;espressione si fa divertita. &laquo;Giovanotto, quando esce di qui dia un&rsquo;occhiata alle mappe su Inter&shy;net. Trover&agrave; una sorpresa&raquo;. Su Google map digitiamo il nome del suo Stato. Ap&shy;pare una bandierina rossa in mezzo al blu del mare, proprio di fronte a Bella&shy;ria- Igea Marina. L&rsquo;Isola delle Rose vive ancora. </font></div>
<div><font color="#000000">http://www.corriere.it</font></div>
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	<link><![CDATA[http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=319]]></link>
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	<dc:date>2009-08-29T11:26:11+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[CANI PARACADUTISTI IN MISSIONE DALL'ALTO]]></title>
	<description><![CDATA[<div><b><font color="#000000"><img alt="" src="/public/cane_paracadutista.jpg" /></font></b></div>
<div> </div>
<div><b><font color="#000000"></font></b></div>
<div><b><font color="#000000"></font></b></div>
<div><b><font color="#000000">A Pisco, in Per&ugrave;, vengono preparate ed impiegate le unit&agrave; cinofile aviolanciate: cani soldato (e quelli italiani sono i meglio addestrati) che seguono i padroni anche col paracadute.</font></b></div>
<div><font color="#000000"> </font></div>
<div><font color="#000000">Altro che asini che volano. I cani lo fanno meglio: usano il paracadute. E saltano dall'aereo senza essere in braccio ai padroni. La questione dei cani-par&agrave; &egrave; un braccio di ferro, ad esempio fra le associazioni animaliste e il governo britannico che ha annunciato di volerli utilizzare, che da oltre un anno tiene banco senza trovare risposte. Amici a quattro zampe che saltano da migliaia di metri d'altezza per scopi militari, umanitari, missioni di soccorso. Un paracadutista parmigiano ci ha fornito l'incredibile video girato a Pisco, di cui proponiamo una sintesi, del cane paracadutista. </font></div>
<div><font color="#000000"> </font></div>
<div><font color="#000000">E l&agrave;, in Per&ugrave;, che si trova la sede delle Forze Speciali peruviane. E’ una base di addestramento utilizzata per corsi di sopravvivenza dai militari di tutto il mondo, perch&eacute; la conformazione del territorio (montuoso, con forti pendenze, zone aride e zone di foresta intricata) permette di sperimentare l’adattamento a diverse tipologie ambientali.</font></div>
<div><font color="#000000"> </font></div>
<div><font color="#000000">Tuttavia a Pisco non si formano solamente militari “bipedi”: da alcuni anni sono attivi reparti cinofili aviolanciati, vale a dire cani addestrati a compiere prestazioni a terra (individuazione di aree minate, riconoscimento di sostanze stupefacenti o recupero e soccorso di dispersi) con l’ulteriore capacit&agrave; di lanciarsi dagli apparecchi in volo per atterrare nei punti pi&ugrave; impervi e coadiuvare il lavoro delle pattuglie. </font></div>
<div><font color="#000000"> </font></div>
<div><font color="#000000">La preparazione dei “soldati a quattro zampe” segue un iter preciso: in Italia, nel Centro militare veterinario di Grosseto, i cani possono conseguire il “titolo” di Edd ( Explosive detection dog), Mdd (Mine detection dog) o Scout (cani-guida per le pattuglie in territori montuosi, in grado di rintracciare sia esplosivi che mine) e non tutti sanno che gli eroici quadrupedi nostrani sono quelli che pi&ugrave; si distinguono nelle missioni militari in Afghanistan, Iraq, Libano. </font></div>
<div><font color="#000000"> </font></div>
<div><font color="#000000">Quello che avviene in Per&ugrave;, ossia l’addestramento all’aviolancio, &egrave; uno step successivo riservato a cani che hanno gi&agrave; un ottimo rapporto col proprio conducente. Ci&ograve; che i cani temono, infatti, non &egrave; tanto il salto nel vuoto (che &egrave; invece l’attimo pi&ugrave; ansiogeno per l’uomo) quanto il corollario del volo: l’accesso tramite le rampe e soprattutto il forte rumore a bordo, che procura tachicardia e forte stress all’animale. Dopo aver abituato gradualmente il cane a questi elementi, il momento del lancio diviene semplicemente l’esecuzione di un comando del padrone, o meglio l’emulazione spontanea di quel che il padrone fa; in queste operazioni, infatti, il conducente non si separa mai dal cane e, quando l’uomo si butta, l’amico fedele lo segue. Potere della cieca fiducia di un cane.</font></div>
<div><font color="#000000"> </font></div>
<div><font color="#000000">Occorrono circa 6 mesi per formare un cane paracadutista, un “war dog” (cane soldato) disposto a farsi imbragare e a balzare gi&ugrave; da un elicottero sopra i panorami inospitali del Per&ugrave;, dell’Ecuador o della Colombia, paesi in cui si impiegano unit&agrave; cinofile aviolanciate soprattutto per individuare contrabbandieri, narcotrafficanti e piantagioni di oppio. Vista la bravura dei militari quadrupedi nel guidare le pattuglie avvisando in anticipo dei pericoli nascosti, &egrave; probabile che presto in altri paesi si adotti questa pratica (l’esercito britannico sta incontrando per&ograve; le rimostranze degli animalisti). In Italia esiste un nucleo di cani Edd dati in dotazione alla Folgore: hanno sperimentato la preparazione all’aviolancio, ma non hanno ancora provato l’ebbrezza del volo.</font></div>
<div><font color="#000000">http://parma.repubblica.it</font></div>

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	<link><![CDATA[http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=318]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=318</guid>
	<dc:date>2009-08-22T12:12:46+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[INQUINAMENTO ACQUE, MILITARI USA IN FUGA DALLA CAMPANIA]]></title>
	<description><![CDATA[<div><font color="#000000"><img alt="" src="/public/inquinamento_acqua.gif" /></font></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><font color="#000000"></font></div>
<div><font color="#000000"></font></div>
<div><font color="#000000">Napoli, 17 ago (Velino/Velino Campania) - Withdrawal. Ovvero ritiro delle truppe. Questo, in estrema sintesi, &egrave; quanto sta avvenendo nella provincia di Caserta, al confine con la parte Partenopea, dove in poco meno di un anno quasi quaranta famiglie di militari americano hanno lasciato le loro abitazioni. A causare l&rsquo;improvvisa smobilitazione dei marinai dell&rsquo;Us Navy, presenti a Napoli perch&eacute; in citt&agrave; vi &egrave; sia il cervello della Sesta Flotta Usa e sia il Joint Force Command della Nato, sono stati i risultati pessimi delle analisi ambientali riguardanti il territorio compreso tra Casal di Principe, Castel Volturno e Caserta. Le ricerche, condotte dagli specialisti del centro salute della marina a stelle e strisce, hanno evidenziato la presenza di elevate percentuali di sostanze chimiche solventi nelle acque dei rubinetti domestici. I rischi legati a tale sostante tossiche, secondo quanto si apprende, sono di solito associati alla presenza di coliformi fecali, nitrati e tetracloroetilene, sostanza chimica prodotta dal&rsquo;'uomo e ampiamente utilizzata per il lavaggio a secco e per lo sgrassamento dei metalli. </font></div>
<div><font color="#000000">&nbsp;</font></div>
<div><font color="#000000">Le analisi, concluse a maggio scorso, confermano la presenza dei batteri nelle acque tanto da far emettere al comando americano, guidato dall&rsquo;ammiraglio Mark Fitzgerald, la raccomandazione del comando della Us Navy di non bere acqua del rubinetto. Il documento finale, gi&agrave; inviato ai ministeri della Salute e dell&rsquo;Ambiente e alla protezione civile, conferma quanto emerso dalle prime indagini, portando la marina militare ad invitare tutta la comunit&agrave; militare e civile Usa residente in Campania all&rsquo;uso esclusivo di acqua minerale in bottiglia per bere, cucinare, produrre ghiaccio e lavarsi i denti. A causa di questi dati allarmanti, seppur &egrave; bene sottolineare che il comando abbia tentato di tenere la situazione sotto controllo, sono stati i numerosi nuclei familiari americani che hanno deciso di abbandonare la zona per cercare una sistemazione pi&ugrave; &ldquo;sicura&rdquo;.</font></div>
<div><font color="#000000">Fonte: www.ilvelino.it</font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=317]]></link>
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	<dc:date>2009-08-18T19:19:06+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[PENSIONI: I COMUNI MORTALI PIANGONO, AL SENATO RIDONO ]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><em><b><font color="#000000"><img alt="" src="/public/paperone.jpg" /></font></b></em></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><strong><em><br /><font color="#000000"></font></em></strong></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><em><b><font color="#000000"></font></b></em></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><em><b><font color="#000000"></font></b></em></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><em><b><font color="#000000">Viaggio nel paradosso delle pensioni. I giovani sono a rischio povert&agrave;, i commessi del Senato ricchissimi<br /></font></b></em></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><font color="#000000">Il tracollo delle pensioni sar&agrave; evitato. No, le pensioni non sono destinate a crescere nei prossimi anni ma aumenter&agrave; invece la vita media. Vivremo di pi&ugrave;, saremo pi&ugrave; produttivi e soprattutto una schiera di immigrati pagher&agrave; i contributi anche per noi. </font></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><font color="#000000">Non c'&egrave;, per&ograve;, da stare allegri. I figli se la passeranno peggio dei padri. Per far si che il proprio assegno sia almeno vicino a quello dei genitori, i giovani dovranno rassegnarsi ad andare in pensione pi&ugrave; tardi, almeno dieci anni pi&ugrave; tardi. Nessuna illusione: l'assegno previdenziale sar&agrave; assai pi&ugrave; basso dell'ultima busta paga ricevuta. L'unico sistema per evitare rendite troppo povere sar&agrave; quello di ricorrere alla previdenza integrativa.</font></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><font color="#000000">Sono questi i risultati di uno studio compiuto dal Cnel e dal Cer, svolto intersecando le linee della demografia, del Pil, dell'occupazione e della durata della qualit&agrave; del lavoro, che ci dipingono il triste scenario di come sar&agrave; la nostra previdenza da oggi al 2050. </font></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><font color="#000000">In questo periodo di tempo la tenuta dei conti dovrebbe restare salda, il Pil continuer&agrave; a crescere fino al 2010 ma poi si stabilizzer&agrave; fra il 13,6 ed 14%, grazie anche al passaggio tra sistema retributivo e sistema contributivo. </font></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><font color="#000000">Chi pu&ograve; gi&agrave; avvalersi oggi del sistema retributivo va in pensione con il 67% dello stipendio, chi invece abbandoner&agrave; il lavoro tra il 2020 ed il 2030, invece, potr&agrave; contare su un assegno tarato sul 62% dell'ultima retribuzione. Numeri che sono destinati a ridursi sempre pi&ugrave;. Un neo-pensionato del decennio successivo partir&agrave; da una base del 55%. Andr&agrave; ancora peggio a coloro che lasceranno la propria occupazione tra il 2040 ed il 2050 che dovranno accontentarsi solo del 48%. In poche parole, per poter godere dello stesso tenore di vita dei propri padri, un giovane lavoratore dipendente dovr&agrave; lavorare rispettivamente un anno di pi&ugrave;, tre anni di pi&ugrave; e cinque anni e mezzo in pi&ugrave;, da sommare ai sessantuno gi&agrave; considerati et&agrave; minima pensionabile. </font></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><font color="#000000">Il quadro negativo non si ferma qui. L'assegno, infatti, &egrave; indicizzato alle pensioni ma non al Pil e, di conseguenza, diventeremo inevitabilmente pi&ugrave; poveri. Un esempio? Chi andr&agrave; in pensione nel 2024, il caso dei cinquantenni di oggi, avr&agrave; un assegno che varr&agrave; il 57% dell'ultimo stipendio. Ma per coloro che diventeranno pensionati solo vent'anni dopo la stessa rendita, tenuto conto di svalutazione e perdita del potere d'acquisto, varr&agrave; solo il 37% di quello che sar&agrave; il salario medio. I giovani quindi vivranno di pi&ugrave;, cominceranno a lavorare pi&ugrave; tardi e andranno in pensione molto dopo aver raggiunto l'et&agrave; minima pensionabile, ma la loro pensione sar&agrave; a serio rischio povert&agrave;. </font></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><strong><font color="#000000">Il caso del Senato</font></strong></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><font color="#000000">Non tutti, per&ograve;, piangono per il loro futuro. Ci sono ambiti che rendono assai bene nonostante il lavoro non sia di grandissimo prestigio o impegno psicologico e fisico. È il caso della pensione che spetta ai commessi del Senato. Ottomila euro lordi al mese per quindici mensilit&agrave;. Impossibile? Assolutamente no, &egrave; quanto &egrave; recentemente accaduto ad un neo-pensionato cinquantaduenne che da poco ha lasciato il suo incarico. Non solo, leggendo il bilancio di previsione 2009, approvato dal Consiglio di previdenza di palazzo Madama lo scorso 21 aprile, si scopre che negli ultimi due anni i costi per pagare le pensioni hanno subito un incredibile boom.</font></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><font color="#000000">Nessun errore, i numeri parlano chiaro. Nel biennio tra il 2007 ed il 2009 tali costi sono passati da 77,9 milioni a quasi 90 milioni di euro, una crescita del 14,3%. Non considerando le pensioni di reversibilit&agrave;, quelle cio&egrave; corrisposte ai superstiti, l'incremento &egrave; stato ancora maggiore: +15,6%, ovvero 10 milioni e 800 mila euro in pi&ugrave;. </font></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><font color="#000000">Quest'anno, se le previsioni verranno rispettate, la spesa per le pensioni “dirette” sfiorer&agrave; gli 80 milioni, 79 milioni e 950 mila euro per l'esattezza. Una cifra da dividere tra i 598 dipendenti pensionati a cui spetter&agrave; la clamorosa cifra di 133.695 euro a testa. Quindici volte e mezzo l'importo di una pensione media dell'Inps. </font></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><font color="#000000">Somme difficilmente pensabili per i comuni mortali ma non per i dipendenti del Senato, i cui stipendi seguono la dinamica di quelli pagati ai senatori. Un caso unico che non si rispecchia in quelli di Camera e Quirinale che hanno intrapreso misure per l'adeguamento all'inflazione programmata del prossimo triennio. In Senato, infatti, l'aumento della spese per le pensioni ha risucchiato la maggior parte dei tagli previsti per il bilancio di palazzo Madama.</font></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><font color="#000000">Per parlare di cifre concrete, come evidenzia il Corriere della Sera, la maggiore spesa previdenziale rappresenta pi&ugrave; del doppio del risparmio sui contributi ai gruppi parlamentari ottenuta con la riduzione del numero dei partiti presenti in Senato. </font></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><font color="#000000">Anche a Montecitorio non se la passano male. Tra il 2007 ed il 2009 l'aumento della spesa previdenziale &egrave; stato del 14,2% e, solo quest'anno, le pensioni dirette e di reversibilit&agrave; peseranno sul bilancio della Camera per 191 milioni, 24 milioni in pi&ugrave; rispetto a due anni fa. </font></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><font color="#000000">Due pesi e due misure, quindi, tra dipendenti di Camera e Senato e comuni mortali. In Senato, per esempio, chi &egrave; stato assunto prima del 1998 pu&ograve; ancora oggi andare in pensione a cinquant'anni (non i sessantuno previsti per gli altri) con una minima penalizzazione del 4,5% se ha raggiunto quota 109 tra la somma dell'et&agrave; anagrafica, degli anni di contributi e dell'anzianit&agrave; al servizio dello Stato. </font></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><font color="#000000">Chi invece preferisce aspettare i cinquantatr&eacute; anni, con la stessa quota 109, godr&agrave; di una pensione pari all'80% dell'ultimo stipendio senza alcuna penalizzazione. </font></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><font color="#000000">Altri dettagli vanno sottolineati. I dipendenti del Senato assunti prima del 1998 sono la stragrande maggioranza, 609 su 1.004, e la loro pensione si calcola sulla base di un sistema retributivo puro, cio&egrave; in percentuale dello stipendio e non in rapporto ai contributi effettivamente versati come avviene con il sistema contributivo. </font></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><font color="#000000">Del sistema retributivo si gioveranno anche i 395 dipendenti assunti dopo il 1998, anche se per loro, il consiglio di previdenza ha fissato un limite minimo all'et&agrave; pensionabile di cinquantasette anni. Per godersi una pensione dorata, quindi, dovranno aspettare ben sette anni di pi&ugrave; dei loro colleghi pi&ugrave; anziani. L'equit&agrave;, per&ograve;, &egrave; arrivata anche al Senato tanto che tutti i dipendenti assunti dopo il 2007 saranno costretti ad accontentarsi del sistema contributivo. Ah, giusto, e quanti sono questi “sfortunati”? Zero per ora. </font></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0pt"><font color="#000000">Fonte : www.progressonline.it</font></div>

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	<link><![CDATA[http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=316]]></link>
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	<dc:date>2009-08-12T18:31:28+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[KABUL, ATTENTATO CONTRO PARÀ ITALIANI: NESSUN PARACADUTISTA È RIMASTO FERITO]]></title>
	<description><![CDATA[<div><b><font color="#000000"><img alt="" src="/public/tricarico.jpg" /></font></b></div>
<div><b><font color="#000000"><br /></font></b></div>
<div><b><font color="#000000"></font></b></div>
<div><b><font color="#000000">Esplode ordigno, veicolo «Lince» danneggiato seriamente. <span style="COLOR: blue">Polemico il generale Tricarico</span></font></b></div>
<div><font color="#000000"> </font></div>
<div><i><font color="#000000">ROMA - Un convoglio di militari italiani, di pattuglia nel settore della valle di Musahy, vicino a Kabul &egrave; stato investito dall’esplosione di un ordigno lasciato sul ciglio di una strada. Nessun paracadutista &egrave; rimasto ferito mentre il veicolo «Lince» ha riportato seri danni. Lo riferisce il comando del contingente italiano a Kabul. L’attentato &egrave; avvenuto questa mattina, intorno alle 8.30, a circa 15 chilometri a sud della capitale Afghana. La deflagrazione ha interessato il terzo mezzo della colonna composta da quattro veicoli. </font></i></div>
<div><font color="#000000"> </font></div>
<div><font color="#000000">IL GENERALE TRICARICO - «Siamo sicuri che i blindati Lince non siano stati dotati di protezioni migliori per mancanza di fondi?». Nel giorno dell'ennesimo attacco ai militari italiani, &egrave; il dubbio che solleva il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell'Aeronautica, secondo cui «bisogna capire - dice all'Ansa - se, e in che misura, sulla sicurezza dei nostri soldati in Afghanistan pesa la carenza di risorse». «Siamo sicuri che l'addestramento dei nostri &egrave; adeguato, o invece - si chiede ancora Tricarico - &egrave; vero che non sono state fatte esercitazioni perch&eacute; mancavano i soldi per comprare le munizioni?». Ad avviso dell'alto ufficiale, «bisogna vedere se non si pu&ograve; finanziare meglio la sicurezza dei nostri soldati, magari con iniziative di finanza creativa». Pi&ugrave; in generale, secondo Tricarico, sulla questione occorre «una complessiva rivisitazione di carattere politico e tecnico: solo dopo si potr&agrave; andare ai funerali - anche se tutti speriamo che non ce ne siano pi&ugrave; - senza piangere lacrime di coccodrillo». «Far fuoco con i cannoncini dei Tornado non solo &egrave; inutile, ma anche pericoloso perch&egrave; in scenari come quello afgano il rischio di danni collaterali &egrave; certo». Il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell'Aeronautica, gi&agrave; consigliere militare di tre presidenti del Consiglio, boccia senza riserve il piano di potenziamento delle dotazioni al contingente italiano in Afghanistan messo di recente a punto. «Colpire un talebano con le armi di bordo di un Tornado &egrave; facile come vincere al superenalotto, mentre il rischio di centrare bersagli diversi, civili innocenti, &egrave; altissimo», dice Tricarico all'Ansa. «Tecnicamente &egrave; cos&igrave;, tutti lo sanno. Proprio per questo le armi di bordo dei caccia non sono state mai usate neppure nei 78 giorni di operazioni aeree sui Balcani», aggiunge il generale, che coordin&ograve; quell'attivit&agrave; dal quartier generale alleato, a Vicenza. Secondo Tricarico, invece, c'&egrave; «un modo diverso e certo pi&ugrave; efficace per contrastare gli 'insort&igrave; in Afghanistan: quello di armare i velivoli senza pilota Predator. I nostri possono essere dotati di missili Hellfire in grado di essere diretti senza margine di errore sull'obiettivo. Durante il Governo Prodi questo velivolo, che si sta rivelando utilissimo per la ricognizione, non venne impiegato neppure disarmato perch&egrave;, come osserv&ograve; ad esempio il leader di Rifondazione Giordano, 'con quel nome volete che sia uno strumento di pace?'. Oggi credo sia giunto il momento di dotare i Predator di missili di precisione». </font></div>
<div><font color="#000000"> </font></div>
<div><font color="#000000">Fonte : www.corriere.it</font></div>

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</script>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=315]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=315</guid>
	<dc:date>2009-08-09T12:42:22+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[PARÀ ITALIANI: 5 ORE DI BATTAGLIA]]></title>
	<description><![CDATA[<div><b><font color="#000000">Afghanistan, sventano imboscata a Isaf</font></b></div>
<div><font color="#000000">Sono duranti cinque ore gli scontri tra militari dei Bersaglieri e della Folgore e gli insorgenti che li hanno attaccati nei pressi del villaggio di Bala Baluk, a circa 50 km da Farah, mentre stavano svolgendo un'operazione con le forze afgane. I militari sono intervenuti in soccorso di una pattuglia di militari della forza Nato Isaf caduta in una imboscata. C'&egrave; stato uno scontro a fuoco per neutralizzare la minaccia dei ribelli. </font></div>
<div><font color="#000000">Secondo il Comando militare italiano la reazione dei militari italiani ''&egrave; stata immediata'' e nell'area sono stati anche inviati sia degli aerei della coalizione per il supporto ravvicinato (close air support) che gli elicotteri italiani A 129 Mangusta. Data la tipologia dell'area, l'intervento degli aerei &egrave; stato evitato e si &egrave; preferito far intervenire gli elicotteri i quali hanno potuto supportare con le armi di bordo l'azione dei militari italiani sul terreno, favorendo dopo quasi cinque ore di scontri lo sganciamento delle truppe, che hanno poi proseguito l'azione preventivamente pianificata con le forze afgane.</font></div>
<div><font color="#000000">L'azione, rileva il Comando, ha consentito di neutralizzare la minaccia, mentre un bersagliere &egrave; rimasto lievemente ferito, riportando la frattura dell'ulna del braccio destro. Il militare &egrave; stato immediatamente soccorso e portato in elicottero all'ospedale militare di Farah. Le sue condizioni non sono gravi e verr&agrave; dimesso entro pochi giorni.</font></div>
<div><font color="#000000">Poco dopo altri due soldati italiani sono rimasti feriti, tutti in modo non grave, in un attentato suicida vicino ad Herat, nell'Afghanistan orientale. Il kamikaze, a bordo di una motocicletta, si &egrave; fatto esplodere al passaggio di una pattuglia tricolore a bordo un mezzo blindato Lince.</font></div>
<div><b><font color="#000000">La Russa: &quot;Fase estremamente pericolosa&quot;</font></b></div>
<div><font color="#000000">Dopo l'attacco ai militari della Folgore, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha espresso &quot;vicinanza ai militari coinvolti e a tutto il contingente, oltre che ai comandanti, della missione italiana in Afghanistan&quot;. La Russa ha sottolineato &quot;come questa sia l'ennesima conferma della fase estremamente pericolosa&quot; che si sta vivendo nel Paese &quot;per la frequenza degli attacchi&quot;.</font></div>
<div><b><font color="#000000">Generale Castellano: &quot;Attacchi segno di debolezza degli insorti&quot;</font></b></div>
<div><font color="#000000">Secondo il generale Rosario Castellano, Comandante del contingente italiano, questi attacchi &quot;possono essere interpretati come un segno di debolezza degli insorti, che si vedono negare aree che prima dominavano&quot;. Castellano ha ricordato che &quot;&egrave; lecito immaginarsi una escalation di tensione anche in vista delle prossime elezioni che rappresentano un passo determinante per la stabilit&agrave; del Paese&quot;. E infatti, in vista delle presidenziali del 20 agosto, nell'ultimo mese sono rimasti uccisi 37 soldati americani e 20 britannici in attacchi suicidi o combattimenti con i talebani in tutto il Paese.</font></div>
<div><font color="#000000">http://www.tgcom.mediaset.it</font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=314]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=314</guid>
	<dc:date>2009-07-26T07:30:20+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[INCENDIO A MARSIGLIA: COLPA DELLE ESERCITAZIONI MILITARI]]></title>
	<description><![CDATA[<div><font color="#000000"><img height="325" alt="" src="/public/incendio.jpg" width="393" /><br /><br /></font></div>
<div><font color="#000000"></font></div>
<div><font color="#000000">Marsiglia - Dopo le fiamme che hanno devastato 1.300 ettari attorno a Marsiglia, danneggiando alcune case e causando la fuga di oltre 200 persone dalle loro abitazioni, tra cui 120 ospiti di una casa di riposo, ora sono le polemiche intorno alle cause dell&rsquo;incendio a divampare. A provocare il rogo sarebbero stati infatti dei proiettili traccianti (che bruciano anche dopo lo sparo lasciando una scia) sparati da un militare, di cui non &egrave; stata svelata l&rsquo;identit&agrave;, durante delle esercitazioni al campo di Carpiagne alle porte della citt&agrave;. Il responsabile &egrave; stato sospeso dalle sue funzioni e ora rischia il carcere. Un&rsquo;inchiesta &egrave; stata aperta dalla procura militare di Marsiglia per far luce sulle cause dell&rsquo;incendio. Ma il primo ministro francese, Francois Fillon, usa gi&agrave; parole dure: &egrave; stato &laquo;Un errore militare imperdonabile, sintomo di una mancanza di professionalit&agrave;&raquo;. E ha promesso sanzioni. Fillon, che in mattina si &egrave; recato a Marsiglia accompagnato dai ministri dell&rsquo;interno, Brice Hortefeux e della difesa, Herv&egrave; Morin, ha detto che &laquo;l&rsquo;impiego di questi proiettili &egrave; strettamente proibito, salvo deroga, che in questo caso non c&rsquo;era&raquo;. &laquo;Un gesto di una stupidit&agrave; incredibile&raquo; &egrave; stato il giudizio tagliente del sindaco di Marsiglia, Jean-Claude Gaudin, che ha sottolineato l&rsquo;assoluta mancanza di professionalit&agrave; nello sparare con forti raffiche di vento. Le fiamme sono divampate in una zona desertica e, spinte dal vento, hanno raggiunto le porte della citt&agrave;. Circa 500 pompieri sono intervenuti nelle operazioni di spegnimento del fuoco.</font></div>
<div><font color="#000000">http://www.ilgiornale.it/</font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=313]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=313</guid>
	<dc:date>2009-07-24T08:21:19+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[ESUBERO DI MARESCIALLI. IL MINISTRO BRUNETTA VUOLE TRASFERIRE 30.000 MARESCIALLLI NEGLI UFFICI DELLA MAGISTRATURA]]></title>
	<description><![CDATA[<div><font color="#000000"><img height="309" alt="" src="/public/brunetta_foto.jpg" width="427" /></font></div>
<div> </div>
<div><font color="#000000"></font></div>
<div><font color="#000000">Venezia - (Adnkronos/Ign) - L'annuncio del ministro Brunetta: "Il mio provvedimento prevede una mobilit&agrave; non solo spontanea ma anche 'spintanea' con incentivi e disincentivi''. E fa l'esempio delle ''30mila unit&agrave; di personale dell'Esercito poco utilizzate''. <span><b><span id="U3035641209548nD">La replica del presidente del Cocer: ''Poco opportuno parlare di scarso utilizzo del personale”</span></b>. Intervenga il ministro La Russa''.</span></font></div>
<div><font color="#000000">"Il mio provvedimento prevede una mobilit&agrave; non solo spontanea ma anche 'spintanea' nella pubblica amministrazione con incentivi e disincentivi. Cos&igrave; dal prossimo autunno si potranno realizzare flussi tra uffici e amministrazioni''. Lo ha annunciato il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, in occasione della conferenza stampa a Venezia per la firma dei protocolli di intesa per l'attuazione di programmi di innovazione digitale nel settore della giustizia. <br /><br />''Anche perch&eacute; - ha citato il ministro come a titolo di esempio - vi sono 30mila unit&agrave; di personale dell'Esercito poco utilizzate: si tratta dei sottufficiali che gestivano gli uffici di leva. Noi vogliamo metterli in mobilit&agrave; e riutilizzarli in altre amministrazioni trasportandone parte di questi in magistratura".<br /><br />''Non rifuggiamo da ipotesi di mobilit&agrave;, purch&eacute; queste ipotesi siano improntate alla volontariet&agrave; e al rispetto della dignit&agrave; dei singoli'', ha replicato il generale Domenico Rossi, presidente del Cocer (Consiglio Centrale di Rappresentanza) dell'Esercito.<br /><br />''Il ministro della Difesa - ha ricordato all'Adnkronos il generale Domenico Rossi - ha dato mandato ad una Commissione di individuare le linee di riforma e ristrutturazione dello strumento militare. Finch&eacute; quest'organismo non avr&agrave; concluso i suoi lavori, crediamo non si possa parlare di un esubero di 30mila sottufficiali. Ci &egrave; sembrato poco opportuno parlare di scarso utilizzo del personale. Perch&eacute;, poi, citare solo l'Esercito? A questo punto aspettiamo un intervento da parte del ministro della Difesa volto a riportare queste dichiarazioni nel giusto contesto''. <br /><br />FONTE: adnkronos.com</font></div>

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	<link><![CDATA[http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=312]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=312</guid>
	<dc:date>2009-07-22T13:37:38+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[LA MORTE DI UN GIOVANE SOLDATO RISARCITA DOPO 42 ANNI: TREMILA EURO]]></title>
	<description><![CDATA[<div><b><font color="#000000">Giancarlo Andreolli mor&igrave; in un incidente nel 1967 mentre stava andando in missione insieme ad altri dodici militari. Il fratello: &quot;Lo Stato, secondo il nostro legale, ci deve pi&ugrave; di 200mila euro&quot;</font></b></div>
<div><b><font color="#000000">&nbsp;</font></b></div>
<div><font color="#000000">Rovigo, 18 luglio 2009 - Nel 1967, a 20 anni, il polesano Giancarlo Andreolli mor&igrave; in un incidente stradale: stava facendo il servizio militare, era in missione. A distanza di 42 anni da quel tragico evento, e dopo un interminabile iter burocratico, &egrave; arrivato il risarcimento beffa per la famiglia del giovane: 3.500 euro, cifra stabilita dal Ministero della Difesa. E&rsquo; una beffa per il fratello della vittima, Alessandro 47enne, operaio (l&rsquo;unico familiare stretto rimasto in vita); l&rsquo;uomo, dopo un momento di sconforto, ha ancora qualche speranza di ottenere giustizia grazie ad un avvocato genovese il quale, documenti alla mano, si &egrave; offerto di riaprire il caso. </font></div>
<div><font color="#000000">&nbsp;</font></div>
<div><font color="#000000">Una giustizia, secondo il legale, quantificabile in 220mila euro. &quot;Ho parlato con la famiglia che abita a Villanova Marchesana (Rovigo) &mdash; spiega Andrea Bava che assiste l&rsquo;Anmig (Associazione nazionale invalidi e mutilati di guerra) &mdash; cercheremo di attivare una pratica. Sono fiducioso&quot;.</font></div>
<div><font color="#000000">&nbsp;</font></div>
<div><font color="#000000">Giancarlo Andreolli era in missione in Liguria, 42 anni fa, insieme a 12 commilitoni. All&rsquo;epoca, i genitori del ragazzo avevano chiesto la pensione di reversibilit&agrave;, ma la burocrazia ha bloccato tutto fino al marzo scorso, quando il Ministero della Difesa si &egrave; pronunciato e non ha riconosciuto il giovane di Villanova Marchesana come &laquo;vittima del dovere&raquo;, ma come &laquo;vittima del servizio&raquo;, concedendo ai parenti sopravvissuti (il fratello Alessandro e la sua famiglia, mentre il padre Luigi &egrave; deceduto nel 1982) solo una somma di poco pi&ugrave; di 500 euro e una compensazione di 2mila 900.</font></div>
<div><font color="#000000">&nbsp;</font></div>
<div><font color="#000000">Una beffa per Alessandro Andreolli, il quale ora, grazie ad un nuovo avvocato, spera finalmente di ottenere giustizia: &quot;Ormai avevo perso ogni speranza &mdash; confessa l&rsquo;uomo che vive con la moglie e la figlia a Villanova Marchesana &mdash;. Dopo tanti anni di richieste senza risposta, avevamo chiuso tutti i documenti nel cassetto&quot;.</font></div>
<div><font color="#000000">&nbsp;</font></div>
<div><font color="#000000">La missione di cui faceva parte Giancarlo Andreolli era stata organizzata per affrontare un&rsquo;emergenza incendi a Novi Ligure, ma il camion su cui viaggiavano i 13 militari ebbe un incidente a Spotorno. Morirono tutti. La pensione di reversibilit&agrave;, richiesta in seguito dal padre di Andreolli, non venne mai concessa finch&egrave;, nel 2002, una sentenza della Corte dei Conti ha riconosciuto alla famiglia solo una pensione privilegiata di reversibilit&agrave;, peraltro mai ricevuta perch&eacute; bloccata dalla burocrazia. Nel 2007 Alessandro decise di rivolgersi al Difensore civico provinciale di Rovigo che, nel giro di due anni, &egrave; riuscito ad ottenere 3500 euro dal Ministero della Difesa. Ma &egrave; ancora troppo poco e il caso, che per lo Stato era chiuso gi&agrave; 42 anni fa, sta per essere riaperto.</font></div>
<div><font color="#000000">Fonte: http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com</font></div>
<div><font color="#000000">&nbsp;</font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=311]]></link>
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	<dc:date>2009-07-19T07:53:06+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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	<title><![CDATA[LIBANO: SASSAIOLA CONTRO ITALIANI, TRE SOLDATI CONTUSI]]></title>
	<description><![CDATA[<div><font color="#000000"><img height="321" alt="" src="/public/logo_leonte.jpg" width="442" /><br /><br /><br /></font></div>
<div><font color="#000000"></font></div>
<div><font color="#000000">(AGI) - Beirut, 18 lug. - Tre soldati italiani e undici francesi sono rimasti lievemente contusi dopo essere stati presi di mira in una sassaiola nel villaggio di Beir Salasel, nel sud del Libano. Lo ha riferito all'Agi il portavoce militare della missione Unifil, il tenente colonnello Diego Fulco. L'episodio e' avvenuto &quot;durante le attivita' di investigazione congiunta dell'Unifil e delle Forze armate libanesi in seguito all'esplosione di un deposito d'armi avvenuta martedi' scorso&quot;, ha spiegato Fulco. &quot;Un centinaio di persone ha tentato di ostacolare l'attivita' con il lancio di pietre&quot;, ha aggiunto. A quel punto, &quot;Unifil e Laf (le forze armate libanesi) hanno aumentato il personale sul terreno per evitare che la situazione degenerasse&quot;. Mentre i soldati stavano lasciando la zona, &quot;alcune persone hanno bloccato uno dei blindati&quot; e i militari &quot;sono stati costretti a sparare alcuni colpi in aria&quot; per potersi ritirare.</font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=310]]></link>
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	<dc:date>2009-07-19T07:49:39+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[GAZA, L’ULTIMA ARMA DI ISRAELE? CHEWING GUM AL GUSTO VIAGRA]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="MARGIN: auto 0cm"><font color="#000000">L&rsquo;hanno scoperta per caso e sta gi&agrave; scoppiando un bordello. L&rsquo;ultima arma segreta israeliana per azzerare Hamas, definitiva e letale, &egrave; un aggressivo chimico a diffusione termica, pi&ugrave; sfuggente del polonio, pi&ugrave; invasivo dell&rsquo;antrace, pi&ugrave; cattivo di Netanyahu: il chewing gum. O la cicca, la gomma del Ponte, le Hubba Bubba, le Happydent, le Big Babol. Al ginseng o alla clorofilla, gustolungo, in confezione stick. E stranamente azzurrine come il Viagra. </font></div>
<div style="MARGIN: auto 0cm"><font color="#000000">Nella Striscia erano pronti a qualunque tipo di attacco militare: bombe personalizzate a piccolo diametro sparate da aeroveicoli senza pilota, ordigni a concentrata letalit&agrave; che ti amputano mani e piedi ma senza ucciderti, un&rsquo;intera stagione su Al Aqsa Tv di Carramba, che sorpresa in aramaico. Ma non alle cicche. Perch&eacute; &egrave; questa l&rsquo;esplosiva novit&agrave; politica del conflitto israelo-palestinese: le Daygum Protex stanno ammorbidendo l&rsquo;Intifada, le Fruittelle e le Golia stanno disinnescando i kamikaze, le M&amp;m's gialle, ma anche quelle rosse, stanno riuscendo dove Camp David ha fallito.<br />Girano strane voci nella Striscia. I ragazzi palestinesi non hanno pi&ugrave; la bava alla bocca per la guerra santa ma per quel gran pezzo dell&rsquo;Ubalda, si dedicano come sempre alle letture in forma di litania ma del &laquo;Lando&raquo;, del &laquo;Tromba&raquo;, di &laquo;Corna Vissute&raquo;. Lo denuncia Hamas, lo riporta il quotidiano Al Quds al Arabi, che &egrave; un foglio palestinese edito a Londra. L&rsquo;infido sionista, dicono, non spara pi&ugrave; con tank e blindati ma &laquo;fiacca la nostra giovent&ugrave;&raquo; con droghe vendute a prezzo stracciato, misteriose sostanze eccitanti, gomme da masticare al Viagra, spacciate nella Striscia di Gaza attraverso una rete locale di collaborazionisti. Vincono la guerra con il credo hippie: fate l&rsquo;amore non la guerra. Stimolante per lei, ritardante per lui.<br />A spingere Hamas a ficcare il naso nel grande traffico mescolato tra i generi alimentari che passano dai valichi e dai tunnel controllati da Israele, sarebbe stata la denuncia di un pap&agrave; di Gaza dopo aver scoperto che la figlioletta adolescente aveva improvvisamente smesso le tradizionali abitudini spartane per mettere su un&rsquo;arietta un po&rsquo; troppo da troiana, per colpa di &laquo;quella strana gomma che ha preso l&rsquo;abitudine di masticare&raquo;. Ma anche le famiglie dei vicini si sarebbero accorte degli &laquo;improvvisi e insoliti comportamenti delle loro figlie adolescenti&raquo;, tipo ballare nude sui tavoli cantando My Sharona o sostenere rapite l&rsquo;origine divina del Vibrator Multispeed. Messa sotto torchio una delle ragazzine avrebbe confessato il nome dello spacciatore di quelle cicche azzurrine che moltiplicherebbero le voglie in un periodo che gi&agrave; di suo &egrave; di pieno trambusto ormonale. Il regista occulto del traffico sarebbe &laquo;un personaggio importante a Gaza&raquo; di cui la polizia si guarda bene dal fare il nome e che pi&ugrave; che all&rsquo;America sarebbe legato alla Magic America, quella del Paradiso promesso dalla Maurizia. </font></div>
<div style="MARGIN: auto 0cm"><font color="#000000">Islam Shahwan, che &egrave; il portavoce della milizia creata da Hamas con funzioni di polizia, rivela poi che grandi quantitativi di pillole, bevande e chewingum &laquo;che provocano un forte effetto di eccitazione sessuale&raquo; sono stati sequestrati a Khan Yunis a sud della Striscia; che, in particolare, se le ragazze vanno pazze per le gomme, i maschietti preferiscono pillole e bevande; e che la banda del Vigorsol avrebbe gi&agrave; &laquo;confessato la propria collaborazione con lo Shin Bet&raquo;, i servizi di sicurezza israeliani, col deliberato proposito di &laquo;pervertire la nostra giovent&ugrave; e offendere i valori dell&rsquo;Islam&raquo;. Prove? Ovviamente nessuna. Ma Hamas ora vuole stroncare, prima che sia troppo tardi, l&rsquo;imbarazzante traffico di pillole dell&rsquo;amore. Senza timori e senza pentimenti. Perch&eacute;, come diceva del resto anche Ryan O&rsquo;Neal in Love Story, Hamas significa non dover mai dire mi dispiace... </font></div>
<div><font color="#000000">fonte : il giornale.it</font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=309]]></link>
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	<dc:date>2009-07-17T18:21:48+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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	<title><![CDATA[TROPPO SEXY PER FARE LA GUARDIA CARCERARIA - GIOVANE INGLESE COSTRETTA A DIMETTERSI]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="MARGIN: 2.4pt 0cm 10.8pt"><b><span style="FONT-SIZE: 12pt"><font color="#000000">Una 22enne denuncia il servizio penitenziario inglese e il ministro della Giustizia. «Umiliata» dai soprusi verbali </font></span></b></div>
<div style="MARGIN: auto 0cm 12pt"><font color="#000000"><b><span style="COLOR: #464646">LONDRA - </span></b><span style="COLOR: #464646">Troppo sexy per fare la guardia carceraria e per questo costretta a lasciare il proprio posto di lavoro. La denuncia arriva dalla diretta interessata, la 22enne Amitjo Kajla, che ha deciso di portare in tribunale il </span><span style="COLOR: #003366">servizio penitenziario inglese</span><span style="COLOR: #464646"> e il ministro della Giustizia, Jack Straw (che, per&ograve;, scrive il<a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-1199852/Woman-prison-officer-forced-job-sexy-demands-payout.html" rel="nofollow"><i><span style="COLOR: #003366; TEXT-DECORATION: none; text-underline: none">Daily Mail</span></i></a>, non sar&agrave; chiamato a testimoniare in aula) per quello che considera un vero e proprio caso di mobbing che, nell’aprile scorso, ha portato al suo ingiusto allontanamento dal carcere dove prestava servizio. </span></font></div>
<div style="MARGIN: auto 0cm 12pt"><font color="#000000"><b><span style="COLOR: #464646">IL RACCONTO -</span></b><span style="COLOR: #464646"> Stando al racconto fatto dalla donna durante la prima udienza di mercoled&igrave; al tribunale di Birmingham, i colleghi anziani non le avrebbero mai risparmiato frecciatine e battute a causa del trucco eccessivo e dei vestiti troppo attillati (le avevano dovuto sistemare l’uniforme a causa della sua taglia mignon e, quindi, la sua divisa era pi&ugrave; stretta rispetto a quella classica), ma non piacevano nemmeno la borsetta che sfoggiava in prigione e i suoi rapporti esageratamente cordiali con i detenuti. Soprusi verbali continui, spesso fatti davanti agli stessi carcerati e al resto dello staff, che avrebbero fatto sentire la Kajla «umiliata e bersagliata», costringendola cos&igrave; a lasciare il <span style="COLOR: #003366">Brinsford Young Offenders Institution</span> di Featherstone, nello Staffordshire. «Non riuscivo pi&ugrave; a dormire la notte a causa delle prepotenze che subivo – ha raccontato la giovane agente – e ho cominciato a perdere peso. A quel punto, ho capito che non potevo andare avanti cos&igrave; e mi sono dimessa». Durante l’udienza di mercoled&igrave; sono, per&ograve;, emersi numerosi particolari relativi al comportamento tenuto in carcere dalla ragazza e dai detenuti: pare che una volta un detenuto le abbia urlato «quanto sei sexy» dopo averla vista con la divisa aderente e un altro le avrebbe addirittura proposto di fermarsi nella sua cella. Da qui, la decisione dei colleghi di fare rapporto al direttore dell’istituto, sottolineando come il look troppo glamour di Amitjo potesse metterla nei guai e uno di loro, Lee Hastings, l’avrebbe pure definita «una stupida ragazzina» per aver messo a repentaglio la propria incolumit&agrave;, sedendosi in mezzo ai detenuti durante l’ora d’aria e venendo meno alle elementari norme di sicurezza. Un’insinuazione che l’avvocato della Kajla, Stephen Roberts, ha respinto al mittente, accusando, invece, il funzionario «di aver intimidito e di aver fatto il prepotente» con la sua cliente solo perch&eacute; lei «era giovane e carina».</span></font></div>
<div style="MARGIN: auto 0cm 12pt"><b><span style="COLOR: #464646"><!-- OAS AD '180x150'begin --><font color="#000000">«ATTEGGIAMENTO AMICHEVOLE CON I CARCERATI»</font></span></b><span style="COLOR: #464646"><font color="#000000"> - «Ho sempre avuto un atteggiamento amichevole con i carcerati – si &egrave; poi difesa la stessa Amitjo – ma non sono certo miei amici». Ma a quanto pare la Kajla avrebbe avuto vita difficile a Brinsford fin dal suo primo giorno, visto che si becc&ograve; subito i rimbrotti di Adam Farrer, uno dei capi della prigione, per il trucco pesante, i braccialetti e il piercing al naso. Decise, cos&igrave;, di cambiare tonalit&agrave; di rossetto, scegliendone uno pi&ugrave; chiaro - malgrado sul suo diario avesse scritto che «il mio trucco &egrave; parte di me e non voglio cambiarlo»- pur di farsi accettare dagli altri. Ma la rinuncia si sarebbe rivelata del tutto inutile, perch&eacute; gli episodi di bullismo nei suoi confronti sarebbero continuati lo stesso, fino all’inevitabile epilogo. Il processo continuer&agrave; nelle prossime settimane. </font></span></div>
<div style="MARGIN: auto 0cm 12pt"><span style="COLOR: #464646"><font color="#000000">Fonte: www.corriere.it</font></span></div>

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	<link><![CDATA[http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=308]]></link>
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	<dc:date>2009-07-16T18:38:21+01:00</dc:date>
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