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LE NUOVE CARRIERE A VARIABILE STOCASTICA DEI SOTTUFFICIALI DELLE FF.AA.
Di Admin (del 18/05/2010 @ 20:44:36, in Articoli, linkato 21138 volte)
 
RICEVIAMO DAL PRIMO MAR. CALIANDRO E PUBBLICHIAMO
 
Salve, il 19 marzo 2010, sul sito web Forzearmate.org, ho preso conoscenza della graduatoria di merito dell’aliquota valutazione 31.12.2007 a “Luogotenente”. Quindi ho la certezza della graduatoria dei Primi Marescialli che hanno ottenuta la Qualifica "Luogotenente" 31.12.2007.
Le mie congratulazioni a coloro che hanno raggiunto il traguardo, senza riserva alcuna, in particolar modo a chi, prima della lg 186 del 2004, rivestiva già il grado di 1° maresciallo in quanto strameritato incontrovertibilmente; gli esclusi spero abbiano avuto una giusta valutazione. In ogni caso, spero nella serenità di tutti, spero che la vostra vita e la vostra futura carriera (soprattutto per i più giovani) siano foriere di mietiture generose e genuine soddisfazioni, non solo per voi, ma soprattutto per i vostri cari figli.
Lungi da me ogni genere di offesa o recriminazione nei confronti di qualcuno, men che meno per i neo promossi Luogotenenti, queste mie precisazioni non sono certamente rivolte a loro; e nemmeno vuol essere una rivalsa dalla indubbia delusione personale. Ritengo, però, che, se ci sono stati scavalcamenti di oltre centinaia di posti, qualcosa non abbia funzionato. Nel mio caso dal 786° al 4504 posto, quindi oltre 3.500 posti!
Pensate, il 19 marzo ho telefonato alla Commissione valutatrice per chiedere lumi, sbigottito per una variazione così negativa (noto che dal 2004, data della rideterminazione/classifica di merito, ad oggi, sono sempre stato eccellente e dalla condotta irreprensibile, ho partecipato a due operazioni fuori area con merito, elogio in Irak, ho conseguito un titolo accademico nel 2005, attualmente rivesto il ruolo di Capo Nucleo con responsabilità di comando su 34 collaboratori tutti sottufficiali e molti dei quali pari grado, per ragioni di riservatezza non posso aggiungere il mio reparto); mi ha cortesemente risposto un collega, Primo Maresciallo; sapete qual è stata la sua risposta? O, meglio, domanda? “Hai un procedimento penale in corso?!” Oddio!! Forse indagano su di me ed io non ho ancora ricevuto l’avviso di garanzia!!! Ho ringraziato il collega che, pur comprendendo il mio stupore, evidentemente non ha gli strumenti o il potere di entrare nello specifico; approfitto per ringraziarlo per le ipotesi suggeritemi, datemi sempre nei limiti della legge.
Premesso che a me interessa trovare le soluzioni e non attribuire delle responsabilità per questa perversa bassa pressione che perseguita le nostre carriere di militari con riferimento al Ruolo Marescialli e ruoli subalterni, nel mio caso posso parlare senza ombre di smentita di medioevo della meritocrazia.
Certamente vale la pena evidenziare alcune anomalie che, facilmente, potevano essere evitate e che danno la sensazione che, chi è preposto a sviluppare carriere e riordini, non abbia voluto vedere nel dettaglio i meccanismi perversi che alcune decisioni distratte hanno avuto e che, spero, non siano scaturite anche da volontà inconsce di qualche collega della Rappresentanza Militare, in quanto parte in causa. Spero che qualcuno, come al solito, non dia la colpa alla legge: le leggi sono fatte dagli uomini! O, peggio ancora, la colpa è del fato.
 
Pensate semplicemente che se, dal giorno del mio arruolamento nel maggio 1979, o più precisamente dal primo giorno di Servizio Permanente nel 1982, io avessi conseguito sul documento caratteristico (scheda valutativa – rapporto) la qualifica “nella media”, sempre e solamente nella media, non avessi nel frattempo conseguito un diploma, non avessi una laurea, non fossi stato valutato per circa un ventennio eccellente, non avessi fatto varie missioni, dal lontano Libano 83 fino “Antica Babilonia” Iraq 2005, non avessi avuto elogi, non avessi conseguito l’abilitazione di Istruttore di Scuola Guida Militare, non avessi vinto il 7° Concorso di Primo Maresciallo di notoria altissima selettiva, rammento ed evidenzio che, ad oggi, sarei nella stessa identica posizione, ossia tutto ciò non è servito a nulla al fine dell’avanzamento della carriera, ripeto assolutamente Zero assoluto.
 
Il primo assurdo errore è stato fatto nel riordino del 2004 (lg 186 del 2004), dando la stessa anzianità a Marescialli Capi riallineati e Primi Marescialli rideterminati, senza differenziarli nemmeno di un giorno, ripeto semplice sarebbe bastato un giorno 31.12.2001 e 1.1.2002
Il riallineamento certamente è stato sacrosanto, ma dare la stessa anzianità (2001) ai circa 900 Primi Marescialli già anzianità 2002 è stato crudele, ripeto crudele, poiché gli stessi hanno subito il D.lgs. 12 maggio 1995, n.196 che aveva creato la sperequazione con i Carabinieri, anche se apparentemente sembrava che ci avesse abbuonato un anno passando da anzianità 2002 ad anzianità 2001; in concreto, invece, è un beffardo inganno, poiché, riallineando a noi i circa 6.000 Marescialli Capi in realtà, incontrovertibilmente e in concreto ci hanno bloccato la carriera (come ha evidenziato l’attuale valutazione a Luogotenente, infatti solo 1 su 10 è diventato Luogotenente, mentre la percentuale dei Marescialli Capi riallineati 2 su 10). Nonostante quella legge ci abbia messi nella posizione di merito davanti ai riallineati, già in quel momento, invece, siamo stati retrocessi di posizioni dietro a molti di quei Marescialli Capi, per il semplice fatto che, chi riallineato, è statisticamente più giovane ed ha usufruito di metodi tendenzialmente più generosi. Pensate che assurdità: ho pagato il ricorso per avere questo riallineamento che adesso mi penalizza ulteriormente. Non si fa giustizia creando altre ingiustizie ancora più atroci.
Questo significa che :
1. i Primi Marescialli (2002) non sono mai stati riallineati con i Carabinieri , infatti tutti i parigrado carabinieri sono tutti Luogotenenti, senza prendere in considerazione il mio caso che, in assenza di sperequazione con i CC, avrei avuto la possibilità come loro di fare il 1° Concorso nel lontano 1997; se superato (dato che ci sono riuscito nel 2003) da moltissimi anni già avrei rivestito la Qualifica di Luogotenente.
2. doppiamente crudele la stessa data di anzianità 2001, poiché nel caso la Commissione dell'aliquota valutazione a Luogotenente 31.12.2007 non ha tenuto conto delle anzianità acquisite e dalle posizioni di merito.
Speravo, quantomeno, fosse ripartita da meriti e valutazioni successive al 2004 e fino al 2007, ossia tutti da zero; e, solo in caso di ex equo, fosse andata a ritroso; nel caso, invece, abbia preso in considerazione le valutazioni antecedenti il 2004 (ossia prima del riordino), ci si potrebbe trovare di fronte a situazioni assurde; ossia nonostante i Primi Marescialli (2002) avessero acquisito posizioni di merito con valutazione nel grado rispetto alla loro aliquota di avanzamento, ora potrebbero essere scavalcati da colleghi di aliquote più giovani (che per inciso non sono mai andati in valutazione a Primo Maresciallo).
 
Scavalcamento che sarebbe avvenuto, non per meriti acquisti dopo il riallineamento/rideterminazione del 2004, ma addirittura per valutazione anteriori al 2004, semplicemente lo scavalcamento potrebbe essere stato determinato per la minore anzianità, poiché è arcinoto che tendenzialmente (al di là del singolo caso) si è assistito dagli anni Novanta a un livello-proiezione verso l'alto della qualifica finale sul documento caratteristico (scheda valutativa-rapporto informativo) fisiologicamente e generalmente migliori rispetto alle aliquote precedenti. In sintesi, negli anni Ottanta, "Superiore alla Media" per il 90% del personale era la massima valutazione; dal 1990, o più genericamente dagli anni Novanta, invece, per il 90% del personale, la qualifica finale è diventata "eccellente"; è facile intuire che il coefficiente di chi si è arruolato 5 anni prima diventa determinante, fuorviante, ingiusto e dannoso.
 
3. non solo crudele, ma sicuramente diabolico se la Commissione non avesse preso in considerazione come elemento di coefficiente-qualificante il fatto che, nei rideterminati Primi Marescialli anzianita 2002, ci sono vincitori di concorso del 7° (2003) e 8° (2004) Concorso a Primo Maresciallo successivamente rideterminati anzianità 2001.
Non tenerne considerazione significherebbe non solo l'annullamento totale dei meriti e delle posizioni guadagnati rispetto a tutti i Marescialli Capi Riallineati, poiché l’anzianità (2001) è identica a quella assegnata ai Marescialli Capi che egli ha superato vincendo il Concorso , ma addirittura significa degradarlo, mettendolo in relazione e in competizione con aliquote che mai avrebbero potuto eguagliarlo, tantomeno superarlo. Inammissibile!! E, se prese in considerazione le note predenti al concorso, potrebbe essere addirittura anche beffardamente scavalcato da chi, all’epoca del concorso, era meno anziano di lui, non aveva i requisiti per partecipare al Concorso o ha partecipato al concorso risultando non idoneo, ha ottenuto anche valutazioni inferiori e meno titoli anche dopo l’aggancio abbuono del 2004 ai Primi Marescialli vincitori di Concorso o rideterminati. Nonostante tutte queste specifiche negative rispetto al Primo Maresciallo diplomato vincitore di concorso (nel mio caso anche laureato) e con più meriti e titoli, potrebbe beffardamente superarlo in graduatoria e diventare “Luogotenente”. Come a dire uno scavalcamento per abbuoni o demeriti, o, peggio ancora, degradato per troppi meriti e titoli conseguiti.
Non si riesce a capire perche si dovrebbe costruire una graduatoria di meriti, andando cosi lontanamente a ritroso rispetto alle posizioni già acquisite, visto che già in passato sono state fatte delle valutazioni, visto che sono gli stessi documenti che hanno determinato la situazione attuale di merito. Nel mio caso, quindi, si dovrebbe prendere in considerazione, come coefficiente di merito, anche quello che è stato l’elemento determinante a fare la differenza, ossia il concorso; altrimenti sarebbe come ricostruire una posizione di meriti monca, mancando di un elemento determinante; tesi rafforzata dal fatto che vengono riprese le note caratteristiche che già in passato hanno determinato una meritocrazia, creando la posizione attuale, perché riprenderle in considerazione un’altra volta dopo trent’anni?!
Perche solo i documenti caratteristici e non il concorso?
L’avanzamento della carriera dei marescialli è determinata da due elementi fondamentali: le valutazioni e il concorso. Il traguardo raggiunto (salvo riordini) dipende esclusivamente dal potenziale che abbiamo investito per queste due specifiche. Nel caso si dovessero ricostruire le carriere, non ci sono dubbi che bisognerebbe prendere in considerazioni questi due pilastri che hanno determinato i nostri meriti, altrimenti verrebbe a mancare un elemento determinante e quindi si incorrerebbe in falsa ricostruzione. Ora, invece di costruire le carriere, vogliamo dare un coefficiente di merito al potenziale che abbiamo investito per questi due pilastri, ossia per le valutazioni e per il concorso: si potrebbe mai dire che il potenziale investito per uno di questi due pilastri non abbia coefficiente di merito, sia esso la valutazione o concorso? O, più precisamente, il potenziale delle valutazioni sono i documenti caratteristici, corsi, elogi e altri elementi, il potenziale del concorso e l’impegno sostanziato da un risultato incontrovertibile. Ecco perché, se la Commissione non avesse dato un coefficiente a chi ha superato il concorso, risulterebbe una scala di valori di merito falsa.
Come sarebbe falso non ricostruire le nostre carriere con i meriti investiti in uno di questi due pilastri, altrettanto sarebbe falso non prendere in considerazione il coefficiente di potenziale investito per uno di questi due pilastri.
 
Provo a farvi un’analogia. Due ragazzi studiano medicina; Bianchi ai primi tre esami prende 27, Rossi invece prende 30, il resto degli esami sono tutti 30/30 per entrambi; ora non dimenticate questa “piccola differenza”, poiché sarà cruciale dopo trent’anni; Laureatisi!! Bianchi, convinto della sua missione, prosegue negli studi, conseguendo oggettivamente titoli, varie specializzazioni e superando concorsi, acquisendo quindi competenze e perfezionamenti; all’apice della sua carriera diventa Primario Cardiologo. Rossi, invece, conseguita la laurea, si è limitato semplicemente a fare la sua onesta carriera di medico generico, fare i turni al pronto soccorso dell’ Ospedale ove opera anche il Primario Bianchi.
Ora arriva una legge (nel nostro caso la 186 del 2004) e mette sullo stesso piano ingiustamente Rossi alla stregua di Bianchi, ossia Rossi si vede abbuonato o regalato tutti i meriti, titoli e quant’altro che Bianchi aveva realizzato durante la carriera, conquistandoseli e meritandoseli oggettivamente.
Ma non è finita. Passano tre anni e Bianchi consegue altri masters. Ecco la ciliegina sulla torta!! Poiché una legge ingiustamente li ha messo tutti è due sullo stesso piano, nel 2009, dopo trent’anni di diverse carriere meritocratiche, una commissione deve decidere chi dei due debba avere il primato, ossia la “qualifica e la responsabilità per operare le persone al cuore” .
La commissione non riconosce i concorsi di Bianchi, non fanno coefficiente!!!!!!! Assegna qualche piccolo punteggio ai vari titoli conseguiti di Bianchi et voilà: dopo trent’anni i primi esami degli allora studenti, invece, hanno un coefficiente altissimo e determinante. Ricordate: trent’anni prima Bianchi nei primi tre esami dell’iter di laurea aveva preso 27/30 e invece Rossi 30/30. Bene! La commissione decide che quei primi tre esami sono determinanti per dare il primato a Rossi e che tutti i concorsi e titoli di Bianchi sono di interesse secondario. Per fortuna dei cittadini italiani i Luogotenenti non fanno interventi chirurgici, sicuramente sono loro assegnate mansioni prestigiose. Certamente è un’allegoria enfatizzata, ma lo sviluppo è identico al nostro caso.
Quale rivalsa potremo mai più avere nei confronti dell’Arma dei Carabinieri, se noi stessi riusciamo a fare simili sperequazioni!!! Altro che differenza di un grado!!! Qui con la lg 186 del 2004 c’è un abbuono di un grado e di una qualifica.
Naturalmente spero di sbagliarmi in questa ipotesi e che, invece, nella mia valutazione ci sia stato semplicemente un errore a mio danno, di perfetto c’è solo Dio.
 
Mi sembra lampante che nessuna mente obiettiva possa attuare una metodologia del genere. Quale immagine di meritocrazia mai daremmo ai nostri cittadini che ci pagano per migliorarci e acculturarci per servire meglio il Paese. Come potrebbero essere giustificati tantissimi soldi spesi per scegliere i migliori, bandendo concorsi iper-selettivi (pensate, nel mio Concorso circa 700 Sottufficiali partecipanti, 198 posti a disposizione, solo 28 Marescialli Capi idonei, 170 posti rimasti vacanti). Per il solo fatto di convocare 700 Sottufficiali, si spendono circa 400/500 euro per ogni partecipante (indennità di mix , viaggio, vitto e alloggio), per non considerare tutta la spesa per l’organizzazione amministrativa del concorso stesso. Insomma, milioni di vecchie lire o addirittura qualche miliardo.
Si potrebbe annullare tutto questo dicendo semplicemente questo è il gioco della loca. No! Assolutamente NO!!! Mai penserei che dall’Esercito, dalla quale ho avuto davvero tante soddisfazioni, nonostante leggi sull’avanzamento infauste, penso mi potrebbe riservare una cosa del genere. Io non ci credo!!!!!!!!
Aspetto chiarimenti.
Spero che, per l’ennesima volta, io non debba ricorrere a costosi ricorsi. So bene quanto difficile sia venire in possesso del metodo e delle specifiche valutazioni e coefficienti, anche se per molte altre istituzioni è una cosa normale dettata sulla trasparenza (legge n.241 del 7 agosto 1990).
Naturalmente per me non è in gioco il valore intrinseco della qualifica di Luogotenente e nemmeno quello economico: 30 euro circa non cambiano la vita.
Quello che più mi da fastidio è l’ipotesi, che spero non diventi certezza, di essere stato ingannato. Non tanto per i titoli civili conseguiti, che sicuramente rimangono nel mio background culturale, anche se l’amministrazione ha usufruito di questo accresciuto sapere laico a costo zero, non restituendomi nulla. Quello che mi fa davvero specie e serena rabbia, invece, è la consapevolezza di aver ricevuto un proposta di investimento, invece che da una banca, dal mio datore di lavoro. Spero non diventi una specie di BOND PARMALAT.
Se cosi fosse, poiché ogni investimento presuppone dei sacrifici di tempo, denaro, salute e affetti tolti alla famiglia e a me stesso, che non saranno mai più compensati, poiché il sapere militare è fine a se stesso, in questo caso mi è stato rifilato un Bond-Parmalat, più volgarmente un bidone.
Mi fanno invogliato a partecipare a un concorso, promettendo l’avanzamento di grado rispetto ai miei pari grado; vincendolo, mi ritrovo dietro anche a chi non lo ha vinto-superato, senza che io abbia avuto nel frattempo demeriti, ma anzi meriti superiori incontrovertibili rispetto molti altri stessi che mi hanno beffardamente superato. E sfido chiunque voglia dimostrare il contrario.
Ora, naturalmente, vivo questa ingiustizia e sofferenza, che cerco di isolare per non togliere serenità a chi vive e condivide la mia vita.
Dalle sconfitte spesso si riparte e ci si migliora; ma questa non sarebbe una sconfitta, è invece un coacervo di cerchi di ingiustizia infernale di dantesca memoria; stai per mettere un piede in avanti per progredire, invece è una buca camuffata che ti fa maledettamente sprofondare sottoterra in un’apnea continua, non ci si può violentare sempre per trovare stimoli e ideali; l’etica, la morale e lo stesso regolamento militare vietano l’autolesionismo; per cui, se non voglio rischiare anche una punizione per meriti, l’unica via penso sia il congedo. E, onestamente, penso di farcela in un paio d’anni.
Le ingiustizie sono dei tarli psicologici che spesso è difficile isolare.
Un caro saluto a tutti gli amici colleghi che ho incrociato nella mia vita militare, un abbraccio particolare a tutti gli amici dell’11° RGT TRASM “Leonessa”, del 3° RGT TRASM “Lanciano” e della Brigata Pinerolo.
Primo Mar. Giovanni CALIANDRO
caliadrogiovanni@libero.it
P.S.
Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana. (J.F.Kennedy, citazione che G. Falcone amava riferire)