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Il blog dei militari

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\\ Home Page : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 29/02/2008 @ 23:33:05, in Estero, linkato 1290 volte)
Parlamento europeo: interrogazione sui casi di cancro tra i militari che hanno prestato servizio nelle forze della Nato in Bosnia, Kosovo ed Afghanistan
Strasburgo, Francia - Presentata da Athanasios Pafilis
(WAPA) - "Interrogazione orale H-0846/07
a norma dell'articolo 109 del regolamento
di Athanasios Pafilis
al Consiglio
 
Oggetto: casi di cancro tra i militari che hanno prestato servizio nelle forze della Nato in Bosnia, Kosovo ed Afghanistan
 
Taluni articoli apparsi recentemente sulla stampa greca rivelano 23 casi di cancro tra i militari greci che hanno prestato servizio nelle forze armate della Nato in Bosnia, Kosovo ed Afghanistan dopo il 1996. Si sospetta sempre più che i casi siano correlati alla permanenza in zone inquinate dall'uranio impoverito, dal momento che sono stati registrati 3 casi di cancro all'apparato digerente, 2 ai testicoli, 3 di linfoma mentre, per i restanti 15 casi, non sono stati forniti dati. Casi analoghi di cancro si sono manifestati anche tra i militari di altri paesi con missioni militari nei paesi in conflitto, come l'Italia, in cui sono già stati confermati 225 casi e 37 morti.
 
Qual è la posizione del Consiglio sulle responsabilità dell'Ue e della Nato riguardo all'uso di armi proibite durante la guerra contro la Iugoslavia? Intende indennizzare i militari contaminati come pure la popolazione?". (Avionews)
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Di Admin (del 29/02/2008 @ 23:30:14, in Estero, linkato 809 volte)
L'Air Force a stelle e strisce filtra i blog e tutte le fonti poco autorevoli. La ragione è proteggere i soldati dalle notizie non vere che provengono da siti personali o di contro-informazione politica.
L'aeronautica militare degli Stati Uniti dichiara guerra ai blog. Niente più ore trascorse a navigare tra diari degli amici e siti di contro-informazione: l'Air Force innalza divieti sulle pagine web, a seconda dei contenuti e di alcune parole chiave. D'ora in poi tutti i computer del Dipartimento della Difesa Usa dovranno così fare i conti con un'altra categoria di siti banditi.
L'indirizzo web
A livello tecnologico, sono infatti state attivate restrizioni specifiche sulla parola "blog": se presente nell'indirizzo, il sito non verrà visualizzato. La prima vittima è quindi Blogspot/Blogger, il servizio di Google, ma anche Blogsome, per citare altri esempi. Altri filtri sono stati applicati direttamente sul dominio che compare nell'indirizzo, impedendo di accedere anche ad altre grandi piattaforme di blog come Wordpress. Per quanto riguarda i sottodomini che includono il termine blog, la maggior parte delle volte sono filtrati, ma talvolta riescono a essere visualizzati, come racconta il blog di Wired, per ora incluso in questa selezione di siti raggiungibili anche dalle postazioni dei militari.
Non solo lettura
Bloccare l'accesso ai blog, però, non significa solo evitare che i militari accedano a fonti di informazioni alternative; il rischio più grande per la Difesa americana è infatti che i militari scrivano online e diffondano notizie, perché filtrare l'accesso alle piattaforme di blog, significa anche privare i militari di avere una voce sul web.
I contenuti
Non solo blog. Anche i siti web possono rientrare nel blocco dell'areonautica. Attenzione dunque a tutti i contenuti online con cui possono entrare in contatto i militari; la rete è la benvenuta, ma solo per quanto riguarda le fonti ufficiali diffuse sulle testate autorevoli, come il New York Times. È lo stesso centro per le operazioni di rete Afnosc (Air Force Network Operations Center) ad ammettere le nuove restrizioni. La giustificazione è che i blog non sono una fonte di informazione autorevole.
Aggirare il filtro
C'è però una via d'uscita per militari americani. Un qualsiasi lettore di feed permette di accedere via Rss ai contenuti dei blog e senza che possa essere bloccato. Da Google Reader a Thunderbird, qualsiasi feed reader (sia esso online o offline) è in questo momento una buona entrata secondaria.
http://www.visionpost.it
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Di Admin (del 29/02/2008 @ 14:30:24, in Articoli, linkato 3880 volte)
From:
To: webmaster@forzepolizia.org
Sent: Thursday, February 28, 2008 11:19 PM
Subject: "Diversamente abili" nelle Forze di Polizia
 
Salve,
qui di seguito riporto una mia lettera pubblicata su il messaggero.it con la quale richiedo l’inserimento dei disabili nelle Forze di Polizia come previsto dalla Legge e, ad oggi pubblicato. Purtroppo non è facile portare avanti una simile iniziativa, sono ben otto gli anni con cui porto avanti questa mia “battaglia” e, vi chiedo cortesemente di pubblicare la parte in corsivo così come pubblicata da “Il Messaggero” e senza riportare e-mail o cognome.
Il passaparola è la migliore pubblicità e spero che voi possiate e vogliate aiutarmi a realizzare un Sogno.
 
In attesa di un Vostro cortese riscontro cordiali saluti,
 
Antonio
 
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Salve, sin da piccolo ho sempre avuto un Sogno che purtroppo ad oggi le istituzioni mi vietano, asserendo che manca la legge affinché il mio Sogno possa realizzarsi. Mi chiamo Antonio e, sono di Milano. Sono paraplegico e quindi in carrozzina ed il mio più grande Sogno è essere Carabiniere. Sono otto anni che scrivo a destra e a manca con la speranza che qualcuno ascolti la mia richiesta. Dopo tanto cercare ho scovato una Legge n.68 del 1999 che permette l'inserimento dei disabili nelle Forze di Polizia in ambito amministrativo; detta Legge viene attualmente inserita in alcuni bandi concorsuali per Polizia Locale/Municipale. Dopo consultazioni con esperti in legge mi è stato confermato che non si tratta solo della Polizia Locale/Municipale ma esteso a tutte le Forze di Polizia ed il mancato inseirmento contravviene anzi agli art. 3 e 4 della Costituzione Italiana.
 
Conoscenti hanno creato una Petizione on line che nonostante non abbia valenza legale abbia quantomeno il tentativo di smuovere le acque e far sì che anche ai "diversamente abili" sia dato ciò che gli spetta. Scrivo a Voi anche in seguito all'articolo pubblicato venerdì 1 febbraio in prima pagina sul quotidiano gratuito Leggo il cui titolo: "I carabinieri chiedono aiuto" dove si evince una richiesta da parte del Generale Siazzu (massimo esponente dell'arma dei Carabineri) di ben seimila uomini, mi aiuti a far sì che quei seimila possano esserci e che questi siano anche diversamente abili.
 
Conscio che non potrei andare di pattuglia, conservo da sempre un Sogno nel Sogno e cioè entrare nell'Arma magari entrarvi nei R.I.S., completamente diverso dalla fiction, dove potrei abbinare l'indagine investigativa come esperto d'informatica attraverso il lavoro di squadra in laboratorio e quindi senza l'obbligo di utilizzo degli arti inferiori... il bicchiere non è mai mezzo vuoto ma sempre mezzo pieno Sò bene che forse non realizzerò questo sogno ma ho deciso di tentarci comunque e non vivere di rimorsi... il mio futuro potrebbe continuare ad essere ciò che è ora il presente ed andrebbe bene lo stesso, senza remore... con la differenza che... ci avrei provato
 
Spero che tanti firmino (la Petizione è qui sotto riportata con relativo link) e non perché sia giusto o meno che i "diversamente abili" facciano parte dell'Arma o altre Forze di Polizia (anche se secondo me lo è e, la legge lo prevede ribadendo tra l'altro "in ambito amministrativo") ma perchè adesso come adesso, si nega ad un "diversamente abile" di godere di un suo diritto e dato che in tutte le aule dei Tribunali campeggia la scritta: "La Legge è uguale per tutti"... dimostriamolo firmando e divulgando così che.... una Legge che c'è non venga ancora ignorata... anche se non ha valenza legale per essere "ascoltata" avrà bisogno di qualche migliaia di firme e questo... è già un paradosso perchè la Petizione non dovrebbe nemmeno esserci...ma semplicemente... rispettata la legge...
 
Spero Voi possiate e vogliate fare qualcosa, sia a livello personale che pubblicizzandola… purtroppo ad oggi le porte sono sempre state chiuse e qualora lo foste… vi chiedo di firmare e divulgare la petizione… il passaparola è la migliore pubblicità... il link è il seguente
 
Salve e grazie qualsiasi cosa decidiate
 
Antonio
 
(24 febbraio 2008)
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Di Admin (del 21/02/2008 @ 20:00:21, in News, linkato 1283 volte)

Hanno atteso l'atterraggio dello Shuttle e hanno dato il via al conto alla rovescia. E questa notte quando in Italia erano le 4 e 30 l'U. S. Navy, sfruttando una finestra di lancio di pochi secondi, ha fatto partire un razzo per distruggere il satellite spia che stava cadendo sulla Terra senza controllo.

Il missile è stato fatto partire dalla nave lanciamissili USS Lake Eire che si trova nell'Oceano Pacifico ad ovest delle Hawaii. Il razzo utilizzato fa parte della serie Standard Missile-3. Dopo pochi minuti dal lancio il Dipartimento della Difesa ha rilasciato un comunicato in cui si dice che: "Una rete di sensori terrestri, marini e spaziali confermano che il missile ha intercettato il satellite fuori rotta prima che questi iniziasse il suo rientro nell'atmosfera terrestre".
Stando alle prime indicazioni il missile ha intercettato il satellite quando si trovava a circa 247 km di quota sopra l'Oceano Pacifico e viaggiava a circa 27.200 chilometri all'ora. Lo Standard Missile-3 non portava alcun carico esplosivo in quanto era stato calcolato che sarebbe stato sufficiente l'energia dell'impatto per distruggere il satellite.

Al momento tuttavia, non è noto se il razzo distruttore ha colpito il serbatoio del satellite, vero obiettivo della missione. Ci vorranno circa 24 ore per capire se ciò è realmente avvenuto. Un secondo comunicato del Dipartimento della Difesa spiega che i pezzi del satellite e del missile andati in frantumi, non più grossi di un pallone da calcio, hanno iniziato immediatamente a cadere nell'atmosfera e nell'arco di 24-48 ore dovrebbero disintegrarsi al rientro nell'atmosfera.

Secondo il Dipartimento della Difesa tuttavia, non c'è ancora certezza che anche il serbatoio in cui si trovano 450 chili di idrazina sia stato disintegrato e il combustibile tossico disperso nello spazio. "Per avere certezza di aver distrutto il serbatoio - ha detto il generale della Marina James Cartwright, vice coordinatore del Capo di Stato maggiore interarmi - serviranno ancora un paio di giorni. L'idrazina è un gas propellente tossico, che potrebbe contaminare una larga area qualora resistesse al rientro nell'atmosfera terreste.

L'intera operazione sembra sia costata attorno ai 60 milioni di dollari. Stando alle proiezioni fatte da più parti, se il satellite non fosse stato abbattuto sarebbe potuto cadere nelle prime settimane di marzo in un punto non identificato del pianeta e quindi anche su un'area abitata. Il satellite tuttavia, del peso di poco meno di 3 tonnellate, sarebbe potuto bruciare anche precipitando intero come è già avvenuto per altri satelliti o parti di stazioni spaziali, come la Mir ad esempio.

Non è la prima volta tuttavia, che gli Stati Uniti abbattono un satellite ritenuto pericoloso. Già nel 1989 ne distrussero uno utilizzando però un razzo aria-aria lanciato da un aereo a 20.000 metri d'altezza.
Critiche tuttavia, sono state avanzate da vari Paesi, tra cui la Russia e la Cina che vedono in questa iniziativa una prova di "guerra stellare".

(21 febbraio 2008)

http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/scienza_e_
tecnologia/razzo-abbattuto/razzo-abbattuto/razzo-abbattuto.html

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Di Admin (del 13/02/2008 @ 13:53:10, in News, linkato 8615 volte)
KABUL (Afghanistan) - Il maresciallo Giovanni Pezzulo, del «Cimic Group South», originario di Carinola, in provincia di Caserta, è stato ucciso in uno scontro a fuoco rivendicato dai talebani e avvenuto a circa 60 chilometri da Kabul, nella località di Rudbar. Un altro soldato è rimasto ferito leggermente alla gamba destra. Si tratta del maresciallo Enrico Mercuri, di 31 anni. Quando sono finiti sotto attacco stavano distribuendo viveri e medicinali alla popolazione civile.
SCONTRO A FUOCO - Unanime il cordoglio del mondo politico, anche se si è scatenata la polemica sulla presenza militare in Afghanistan a pochi giorni dal voto sul rifinanziamento delle missioni con un governo dimissionario. «Nel pomeriggio di mercoledì alle ore 15.00 locali (11.30 ora italiana) nella valle di Uzeebin, nei pressi della località di Rudbar, nella zona di responsabilità italiana a circa 60 km della capitale Kabul», ha riferito in una nota lo Stato maggiore della Difesa, gli uomini della cosiddetta Task Force Surobi, «in attività di cooperazione civile e militare, e sostegno sanitario alla popolazione» sono stati fatti oggetto «colpi di arma da fuoco portatile da parte di elementi armati ostili» a cui i militari italiani hanno risposto. «A seguito dello scontro è deceduto un militare italiano mentre un secondo risulta leggermente ferito», ha concluso la nota.



IN AFGHANISTAN DA DICEMBRE - Il maresciallo Giovanni Pezzulo avrebbe compiuto 45 anni il prossimo 25 febbraio. Era nell'Esercito dal 1980. Originario di Carinola (Caserta), abitava ad Oderzo (Treviso), mentre era in servizio al Cimic Group South di Motta di Livenza. Anche in passato si è occupato di ricostruzione: la sua prima specialità, infatti, è stata quella del reggimento Genio pionieri dell'Esercito, un reparto che interviene soprattutto in attività a supporto della popolazione. In Afghanistan era arrivato il 3 dicembre scorso. e sarebbe tornato in Italia ad aprile. Il maresciallo era sposato e aveva una figlia di 18 anni. La moglie, Maria D'Agostino, e la giovane Giusi risiedono a Oderzo. A Carinola risiedono invece gli anziani genitori, Costantino e Giuseppina Nardone, e cinque fratelli. La notizia della morte di Pezzulo è stata comunicata alla famiglia dal colonnello Celestino Di Pace, comandante del reparto di Motta di Livenza dove il militare era in servizio.
IL FERITO - Il militare ferito a una gamba è, come detto, il maresciallo Enrico

 
 

Mercuri, di 31 anni. Mercuri, originario delle Marche, è in servizio al 4/o reggimento alpini paracadutisti di Bolzano. Mercuri è di Montecassiano, in provincia di Macerata, e ha già telefonato alla famiglia per rassicurarla sulle sue condizioni.
ARMI PORTATILI - I due militari, entrambi dell'Esercito, sono rimasti dunque coinvolti in un attacco con armi da fuoco portatili mentre stavano svolgendo una missione nel distretto di Uzeebin, a circa 60 chilometri da Kabul. Massimo Fogari, portavoce Stato maggiore della Difesa, ha confermato la ricostruzione dell’accaduto, ma non ha chiarito se si sia trattato di un attacco di tipo terroristico.
OLTRE DUECENTO SOLDATI UCCISI - Nel corso del 2007 più di 200 soldati stranieri sono stati uccisi in Afghanistan, mentre dall'inizio dell'anno il bilancio è già di 13 militari morti. Prima del maresciallo, erano stati uccisi in Afghanistan altri undici militari italiani.
COLPITO ALL'IMPROVVISO - «Il nostro militare era impegnato in una delle missioni caratteristiche che si fanno in Afghanistan, cioè quella di porre sotto controllo la ricostruzione della società civile», ha commentato il presidente del Consiglio uscente, Romano Prodi, a margine di una commemorazione. «Purtroppo è stato colpito improvvisamente, proditoriamente, cioè non è stata una battaglia, è stato colpito mentre esercitava questa funzione», ha aggiunto. L'Italia ha circa 2.300 militari in Afghanistan nelle zone sotto la propria responsabilità, Kabul e la regione ovest.
LA RIVENDICAZIONE - I talebani hanno rivendicato l'attentato a sud di Kabul in cui è morto il maresciallo Giovanni Pezzulo. In una telefonata alla France Presse, un portavoce, Zabihullah Mujahed, ha spiegato che sono stati i guerriglieri del movimento fondamentalista ad attaccare i militari della task force a Surobi.
APERTA UN' INCHIESTA - Il procuratore aggiunto Franco Ionta ha aperto un'inchiesta, ipotizzando il reato di attentato per finalità terroristiche o di eversione, sull'attacco a sud di Kabul in cui è morto il maresciallo Giovanni Pezzulo. Il magistrato è in attesa di un'informativa sulla ricostruzione della dinamica dei fatti.
Fonte: www.corriere.it
 
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