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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Admin (del 26/03/2008 @ 17:40:09, in Estero, linkato 1453 volte)
L'epidemia di dengue fa 50 morti: interviene l'esercito
RIO DE JANEIRO
Febbre emorragica. Uomini, donne, soprattutto bambini che se ne vanno nel giro di 48 ore. Medici in lotta disperata per fermare il contagio. L’esercito mobilitato per disinfestare a tappe forzate intere città. Non è la trama di un film, non è la cronaca del quotidiano disastro in qualche disgraziato Paese africano. Stiamo parlando di Rio de Janeiro, la seconda città del Brasile, celeberrima meta turistica per il suo fantasmagorico Carnevale e le sue meravigliose spiagge di Copacabana e Ipanema, in guerra ormai da quasi un mese contro l’epidemia del dengue, il devastante virus trasmesso dalle punture della zanzara Aedes Aegypti.
Gli ultimi dati forniti dalla Secretaria Municipal de Saúde lasciano a bocca aperta: nello Stato di Rio i casi di infezione sono 32.615, più di un contagiato al minuto. Le vittime sono cinquanta: il dengue emorragico, la versione più terribile del virus, colpisce soprattutto dai due ai tredici anni. Il presidente progressista Lula è stato costretto a mobilitare le forze armate. La metropoli di 6 milioni di abitanti è paralizzata. I telefoni di Teledengue, il numero verde della Prefeitura do Rio dedicato all’epidemia, sono in tilt. Migliaia di persone di tutte le età ed i sessi fanno una fila di almeno sei ore prima di essere visitati negli ospedali. I bermuda e le ciabatte da spiaggia sono stati sostituiti da pantaloni lunghi, calze e scarpe. Stanno intervenendo anche 1.200 pompieri, 900 operatori sanitari extra tra medici e infermieri. Ma l’epidemia, detta anche febbre spaccaossa, non dà tregua.
Le autorità sanitarie, sia federali come il ministro da Saúde, José Gomes Temporao, come il governatore di Rio, Sérgio Cabral, hanno istituito soltanto lunedì scorso un gabinetto di crisi. E sono fioccate le polemiche: il flagello è infatti un vecchio nemico dell’America Latina, ma una recrudescenza di questa violenza pone numerosi punti interrogativi. I morti, soprattutto bimbi, sono troppi. «L’indice di mortalità di Rio nei casi di dengue emorragica è 20 volte maggiore di quella registrata dalla Oms (Organizzazione Mondiale della Salute)», denunciava ieri il giornale O Globo. E troppi sono i bacini di acqua stagnante dove ogni maledetto insetto mette a incubare ben 300 larve nei suoi 2 mesi di vita. Sulle televisioni, sui giornali, alla radio, su Internet, fioccano i consigli di gettare via qualsiasi liquido, anche se pulito. E anche di come farsi una artigianale zanzariera. Ma i pazienti, che nel caso della malattia classica soffrono febbre, sonnolenza, vomito e diarrea, sono nel panico.
In città sono stati aperti tre «tendas de hidrataçao», dove i pazienti dal virus ricevono le prime cure, a base di siero. Ma i posti letto attrezzati contro il dengue sono troppo pochi: appena 213. E i dati di Cabral la dicono lunga su di una località tra le più gettonate del mondo che ha aspettato fino all’ultimo a dare l’allarme per non rovinare la gallina delle uova d’oro, il turismo: solo il 38 per cento delle case di Rio sono state disinfettate.
Il dengue è interclassista, colpisce nelle miserabili favelas e nelle zone ricche di Copacabana e Ipanema, sia di giorno che di notte. L’unico modo di combatterlo, visto che non esiste ancora il vaccino (un milione i malati di dengue in America Latina nel 2007) sarebbe la fumicazione. Ma, se la disinfestazione è già assai ardua nella metropoli, che ha una superficie di 1182 km2, è difficilissima nelle case private. Comunque, di pericolo spaccaossa non si parla mai agli stranieri. «Nessuno mi ha mai avvertito del dengue», ci assicura Victoria Ferrín Ortega, farmacista madrilena di 32 anni che il mese scorso è accorsa al Carnevale più famoso del mondo.
La situazione è così tesa che i responsabili della Sanità di Rio, dopo aver dichiarato che l’allarme rosso durerà almeno fino alla fine di aprile, fanno mea culpa. «Abbiamo sbagliato tutti nella prevenzione dell’epidemia - ammette Cabral -. Non è colpa degli abitanti di Rio, è colpa nostra». Il ministro della Salute Temporao ha criticato le autorità locali: «C’è stata negligenza nella guerra contro il virus e adesso stiamo pagando il fio». Ma, prima di annunciare che stanno arrivando le Forze Armate con tre ospedali da campo, precisa impietoso: «L’indice di mortalità di Rio nei casi di dengue è del 5% quando la media Oms è del 1%».
La gente non ne può più e si ribella: «Rio non si può fermare per lo spaccaossa - denuncia sdegnato un lettore su O Globo -. Ci vogliono misure drastiche. Cosa faccio, me ne vado con la mia famiglia? Propongo uno sciopero generale per il 31 marzo prossimo, un giorno per dire ai governanti basta col dengue».
http://www.lastampa.it
Di Admin (del 22/03/2008 @ 16:57:02, in Articoli, linkato 36468 volte)
Numerosi utenti ci contattano per sapere quali forze politiche hanno interesse e risposte ai problemi professionali dei militari.
Forzearmate.org e Militari Magazine stanno chiedendo direttamente ai candidati, che vestono o hanno vestito le stellette, il loro punto di vista sui problemi più sentiti dai lettori.
Nell’intento di fornire ai militari italiani, intesi come cittadini/elettori, ulteriori strumenti per decidere e valutare in autonomia, pubblicheremo, interamente e in ordine d’arrivo, gli interventi richiesti e rilasciati dai vari candidati.
Al prossimo Parlamento sono candidati importanti nomi provenienti dal mondo delle FF. AA e di Polizia.
Nel Lazio, per il Partito Democratico, si presenta il Generale Mauro Del Vecchio, invece il Generale Silvio Mazzaroli, nelle liste del Friuli Venezia Giulia, sotto le insegne dell'Italia dei Valori.
Per quanto riguarda Il Popolo delle Libertà sarà il generale Roberto Speciale a candidarsi nel partito di Silvio Berlusconi in Umbria; mentre la medaglia d'oro, il Capitano Gianfranco Paglia sfiderà le urne in Campania sempre nelle fila del PDL.
Anche L’Udc di Casini schiera un ex generale nelle sue fila; sarà Andrea Fornasiero a correre in Toscana. Mentre l'ex Segratario del sindacato di Polizia Siulp Oronzo Cosi corre per il Senato della Repubblica in piu' regioni.
La destra di Storace schiera il Colonnello Francesco Azzaro nel Lazio , vice presidente del Cocer dei Carabinieri e il Ten. Col. Liguori in Toscana.
Il Movimento per le autonomie del Sud (alleato al PDL) schiera l'ex Generale Messina nel Lazio, mentre il Maresciallo Vassallo Carmine è candidato in Campania 2.
Anche dalla Polizia di Stato arrivano due candidature di assoluto rilievo, Oronzo Cosi, ex segretario del Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia), per le liste Udc, mentre Filippo Saltamartini, leader del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia), candidato nelle fila del PDL in Sardegna.
La Sinistra Arcobaleno candida l'Appuntato della Guardia di Finanza Erminio Sacco alla Camera dei Deputati nella Regione Lazio/2.
Non appena riceveremo gli altri interventi richiesti, pubblicheremo online il testo integralmente.
Le interviste pubblicate qui di seguito sono in ordine di arrivo alla nostra Redazione: http://www.forzearmate.org/militari/punti-di-vista/interventi_ candidati_politici_2008_0803201.php
Redazione Militari Magazine SideWeb magazine@sideweb.it www.forzearmate.org Tel. 331 4125652
Di Admin (del 20/03/2008 @ 05:56:12, in Estero, linkato 2638 volte)
Gli Alpini di Italfor e le forze speciali del distaccamento Ranger della Task Force Tora hanno recuperato complessivamente: 32 bombe da mortaio da 82 mm, svariati missili da 107 di cui 2 contraerei, proiettili da 75 mm, 30 kg di esplosivo e alcuni razzi Rpg
ROMA - Un vero e proprio arsenale di armi ed esplosivi è stato trovato dai militari italiani del contingente che prende parte alla missione multinazionale Isaf in Afghanistan. Grazie anche alle informazioni raccolte tra la popolazione locale, le attività di ricerca di armi hanno consentito di recuperare, negli ultimi tre giorni, consistenti quantitativi di munizioni nascosti in depositi clandestini. Gli Alpini di Italfor e le forze speciali del distaccamento Ranger della Task Force Tora, impegnati presso le basi avanzate a 40 km a sud e 60 km a est di Kabul, hanno recuperato complessivamente, vicino agli abitati di Golzar (distretto di Char Asyab) e di Jorowbay
(distretto di Surobi) 32 bombe da mortaio da 82 mm, svariati missili da 107 di cui 2 contraerei, proiettili da 75 mm, 30 kg di esplosivo e alcuni razzi Rpg.
Le armi rinvenute dai militari italiani sono state disattivate dai nuclei artificieri e trasportate in un luogo sicuro per la successiva distruzione. I risultati di questi giorni fanno seguito a un primo ritrovamento della settimana scorsa, quando gli Alpini di Italfor, mentre erano impegnati in un’attività di assistenza sanitaria in favore della popolazione locale, trovarono, grazie anche alle indicazioni raccolte, un deposito di munizioni in un cimitero abbandonato vicino al villaggio di Halu Keyl. Nel deposito individuato la settimana scorsa erano custoditi razzi rpg7, bombe da mortaio e bombe a mano. I ritrovamenti di munizioni si affiancano alle attività di controllo del territorio e di assistenza ai civili che i militari di Italfor e gli alpini paracadutisti portano avanti nelle aree di competenza della missione.
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it
Di Admin (del 20/03/2008 @ 05:51:56, in News, linkato 1957 volte)
Nei guai anche due ammiragli. Parentopoli alle Appulo lucane
Alcuni ufficiali della Marina avrebbero cercato di coprire la responsabilità dei titolari di dieci ditte dell´appalto dell´Arsenale militare di Taranto che si erano appropriati di materiale delle Forze Armate.
È quanto emerge dall´inchiesta del pm di Taranto Vincenzo Petrocelli, che ha presentato al gip una richiesta di interdizione dal lavoro per due mesi nei confronti di sette ufficiali e due civili, coinvolti nell´inchiesta sulla gestione degli appalti e delle commesse all´interno dell´Arsenale di Taranto.
Tra gli ufficiali indagati anche l´ammiraglio Giulio Cobolli, 58 anni, di Trieste, attuale direttore dell´Arsenale militare, accusato di omissione in atti d´ufficio, favoreggiamento personale e omessa denuncia di reato da parte di pubblico ufficiale. E intanto, si profila una nuova Parentopoli all´interno delle Ferrovie Appulo lucane, dove sarebbero state assunte persone vicine ai sindacalisti.
http://bari.repubblica.it
Di Admin (del 19/03/2008 @ 17:13:47, in News, linkato 1733 volte)
Secondo un immunologo incaricato dalla famiglia, Francesco Rinaldelli avrebbe contratto il linfoma perché nei vaccini somministrati ai soldati ci sarebbero mercurio e alluminio. La famiglia fa causa al ministero dela Difesa
Ad assisterlo fino all’ultimo c’è stata la sua famiglia, i genitori Andrea e Roberta, la sorella Silvia e la fidanzata Chiara: tutti gli sono stati sempre vicini con amore, cullando la speranza che potesse farcela. Francesco si ammalò nel 2004. Da pochi mesi era nel corpo degli alpini, alla brigata Julia di Cividale del Friuli.
Suo nonno, che da giovane era stato alpino, gli aveva raccontato tante avventure vissute con le penne nere, e Francesco aveva sempre sognato di far parte di questo corpo. Dopo il Car venne mandato a Porto Marghera, per la sorveglianza al Petrolchimico. Ma dopo sei mesi gli venne diagnosticato il linfoma.
Venti giorni dopo la diagnosi era congedato: il suo sogno era in pezzi, il suo spirito no. Da quel momento si è sottoposto a varie terapie, all’autotrapianto di cellule e al trapianto di midollo, donato dalla sorella, senza arrendersi mai.
Amareggiato, Andrea Rinaldelli, il padre, raccontò al 'Carlino' la vicenda. Venne così contattato dall’avvocato Domenico Valori, ex alpino anche lui, che si offrì di aiutarlo. Il legale incaricò un immunologo, il dottor Massimo Montinari.
E l’esperto arrivò a una conclusione: nei vaccini somministrati ai soldati ci sarebbero mercurio e alluminio, che si depositano su alcuni organi indebolendo il sistema immunitario, e aumentando il rischio di linfomi e leucemie in presenza di fattori come le onde elettromagnetiche, l’uranio o le sostanze inquinanti; nel caso di Francesco, scatenante sarebbe stato il benzene respirato a Porto Marghera.
Con questa perizia, la famiglia ha avviato una causa contro il ministero della Difesa, per far luce su quanto accaduto a Francesco e a tanti soldati italiani. Purtroppo però, prima di sapere la verità, domenica Francesco è morto.
In questi anni ha affrontato il suo calvario con ammirevole coraggio, senza mai dare l’impressione di soffrire. "Quello che non mi distruggerà — amava ripetere — mi renderà più forte". I funerali si svolgeranno oggi alle 15.30 nella chiesa della Collegiata, a Potenza Picena.
http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net
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07/09/2010 @ 14.01.00
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