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Il blog dei militari

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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 31/05/2008 @ 09:05:36, in Estero, linkato 855 volte)
I casi di stress postraumatico nelle truppe statunitensi sono cresciuti di quasi il 50% nel 2007, come risultato delle prolungate e ripetute missioni in Iraq e in Afganistan, riconosce un rapporto del Pentagono.
Negli ultimi quattro anni sono stati circa 40.000 i soldati con la diagnosi di questa sofferenza, dovuta ad esperienze di violenza, al timore della morte o a ferite subite.
L’Esercito, con 10.000 malati e i Marines, con 2.114, sono i più colpiti dal fenomeno partendo dal peso di questi corpi in queste guerre, riflette l’investigazione.
“Stiamo cominciando adesso a investigare questa situazione”, ha spiegato il tenente colonnello Eric Schoomaker, medico capo dell’esercito statunitense.
Un recente studio della Corporazione RAND ha stimato che sono almeno 300.000 i partecipanti nell’occupazione di Iraq e Afganistan che soffrono per questi disordini mentali.
http://www.granma.cu
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"I militari non avranno regole di ingaggio per i rifiuti".

 VIDEO MEDIASET:
 Http://www.video.mediaset.it/video.html?
 sito=tg5&data=2008/06/15&id=27491&categoria=servizio&from=tg5



I militari non avranno regole d'ingaggio specifiche per la protezione delle discariche e i compiti di ordine pubblico resteranno di competenza esclusiva delle forze dell'ordine. Lo ha detto il sottosegretario ai rifiuti Guido Bertolaso, arrivato oggi a Napoli dove ha in programma una serie di incontri istituzionali per mettere a punto gli interventi da realizzare per uscire dall'emergenza.

"Non ci sono e non ci saranno regole d'ingaggio per i militari", spiega Bertolaso, che e' arrivato a Napoli in treno, perché il loro compito sarà di "sorveglianza, tutela e protezione" dei siti che saranno adibiti a discarica. Mentre "l'attivita' principale, purtroppo sarà portare via l'immondizia dalle strade, come hanno fatto in questi mesi in modo impeccabile". Il compito di "confrontarsi" con le eventuali proteste, aggiunge il sottosegretario, "sarà delle forze dell'ordine, che fino ad oggi lo hanno svolto in maniera egregia".

Fonte: www.rainews24.it

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RIFIUTI: COCER AERONAUTICA, PERPLESSITA' SU IMPIEGO MILITARI
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   (ANSA) - ROMA, 23 MAG - I militari, chiamati a dare il loro contributo per l'emergenza rifiuti in Campania, ''risponderanno come sempre 'comandi' e forniranno la loro opera anche in questo caso, nell'interesse supremo del Paese, anche se nutrono perplessita' vista la delicatezza dell'intervento a causa delle forti tensioni sociali esistenti sul territorio''. Lo afferma, in una nota, il Cocer dell'Aeronautica militare.  

   L'organismo di rappresentanza prende lo spunto dall'impiego dei militari in Campania per sottolineare che ''le problematiche della Difesa e degli uomini e delle donne con le stellette, tutte ben descritte nel documento denominato 'Linee guida del patto per la sicurezza' siglato solennemente nel luglio scorso dall'allora presidente del Consiglio Romano Prodi, dovranno in un prossimo futuro godere della necessaria attenzione da parte del mondo politico al pari di quanto oggi giustamente avviene per il comparto Sicurezza e per i suoi operatori, cui ci accomunano sentimenti di amor patrio e comportamenti di dedizione assoluta''.

(ANSA).

 

  VIDEO MEDIASET:
 Http://www.video.mediaset.it/video.html?
 sito=tg5&data=2008/06/15&id=27491&categoria=servizio&from=tg5

 

 

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Di Admin (del 25/05/2008 @ 10:21:25, in Estero, linkato 14828 volte)

SYDNEY (23 maggio) - Il dipartimento della Difesa australiana sta verificando le voci secondo cui la cantante e attrice Tania Zaetta avrebbe avuto rapporti sessuali con alcuni soldati delle forze speciali australiane durante un tour di intrattenimento di 17 giorni delle truppe in Iraq e in Afghanistan.
L'indagine doveva rimanere riservata ma un rapporto destinato al ministro con i nomi di Tania Zaetta e del suo compagno di tour, l'anziano cantante rock Angry Anderson, che avrebbe riferito voci udite dai militari, è stato pubblicato dal Sydney Daily Telegraph. Il portavoce del dipartimento Andrew Nikolic ha presentato scuse ufficiali all'artista e alle persone nominate, dichiarando di non sapere come sia avvenute la rivelazione.
In un'intervista tv, Tania ha descritto le voci come orribili, «disgustose e maligne». L'attrice teme che quanto avvenuto potrà danneggiare la sua reputazione e la sua carriera specialmente in India, dove lei è considerata una star del cinema nazionale e dove «gli scandali sessuali non sono presi alla leggera».
Secondo il rapporto di cui il tabloid di Sydney Daily Telegraph ha pubblicato dei brani, Anderson avrebbe riferito alla divisione intrattenimento della Difesa di essere stato informato da soldati delle forze speciali che mentre Zaetta si trovava nella base di Tarin Kowt in Afghanistan avrebbe fatto sesso con loro. I soldati sarebbero in possesso di foto e video compromettenti dell'attrice che risalgono al periodo del suo tour. Anderson ha negato di aver dato informazioni sui presunti episodi e ha descritto il comportamento di Zaetta come «assolutamente professionale».
http://www.ilmessaggero.it
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Di Admin (del 25/05/2008 @ 10:13:07, in News, linkato 3069 volte)
E’ in corso al Santuario mariano di Lourdes il 50.mo Pellegrinaggio militare internazionale al quale partecipano oltre 22 mila soldati provenienti da una quarantina di Stati nel mondo. Per la prima volta, è presente anche una rappresentanza della Guardia Svizzera Pontificia, a sottolineare la comunione della comunità militare con il Papa sul tema della promozione della pace. I soldati italiani, a Lourdes con 8 mila uomini in rappresentanza di Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri, sono tra i fondatori del Pellegrinaggio militare alla Madonna di Lourdes, nato dopo la Seconda Guerra Mondiale per l’incontro di due cappellani militari, l’uno tedesco, l’altro francese. Quest’anno, il Pellegrinaggio Militare si inserisce nelle iniziative giubilari di Lourdes che festeggia i 150 anni delle apparizioni della Madonna. Luca Collodi, ha raggiunto a Lourdes mons. Vincenzo Pelvi, Ordinario Militare per l’Italia.
 
 
R. – Quest’anno il Pellegrinaggio militare è certamente una grazia che invoca un grande sforzo di riconciliazione nel cuore dei militari sparsi nel mondo. E’ un dono per invocare la pace. Sono passati cinquant’anni da quando uomini e donne con le stellette vennero qui a Lourdes per cercare un senso per cui valga la pena di andare avanti nel cammino della pace, nonostante le tante ferite di guerra che troviamo sul nostro cammino. Due giubilei, quello del 150.mo delle apparizioni e quello del 50.mo dei militari, ma con un palpito comune del cuore. Vorrei quasi pensare all’animo dei nostri militari, dei militari nel mondo, come a quella apertura dell’animo di Bernadette che ha accolto l’invito alla preghiera e alla pace della Signora. Vorrei che il pellegrinaggio dei militari diventasse una capacità di ricollocare l’esistenza cristiana ordinaria, facendo memoria dei Sacramenti della iniziazione cristiana in tutto il servizio, dalla riconciliazione, alla concordia e alla pace.
 
D. – Mons. Pelvi, qual è il ruolo dei militari nella promozione della pace nel mondo ?
 
R.- I militari sono ambasciatori di pace, come amo sempre dire. Ma i militari sono anche i custodi della pace. Nel catechismo della Chiesa cattolica, chi si dedica al servizio della vita militare concorre al bene comune della nazione e quindi mantiene la pace con la testimonianza della sua vita. Mi pare che in tale contesto non si possa negare che la salvaguardia della pace ha bisogno di militari pronti a dedicarsi al bene comune, basandosi anche su una morale di generosità, di aiuto, di sostegno. La carità che è nel cuore dell’uomo trova nel militare una forma di ricca manifestazione, particolarmente laddove ci sono uomini e donne, famiglie in difficoltà. Il mio pensiero non può non andare ai militari che sono nei teatri operativi fuori dalla patria dove, come abbiamo notato in questi ultimi mesi, si dona la vita per offrire aiuti come cibo, medicine, per far sì che gli uomini si incontrino nella loro terra, costruendo ponti e non alzando barriere.
 
D. – Mons. Pelvi, il 2 giugno prossimo l’Italia festeggia la Festa della Repubblica. Quale augurio rivolge alle Forze Armate?
 
R. Ho voluto scrivere, in occasione del 50.mo del pellegrinaggio, una lettera pastorale che distribuirò a tutti i militari con una preghiera di consacrazione del militare e delle famiglie alla Vergine Santa, perché credo che i militari, proteggendo l’istituto familiare, riusciranno anche a rendere più salda l’intera comunità internazionale, perchè veramente la giustizia e l’amore siano al servizio dell’accoglienza, del perdono nelle famiglie, della famiglia fondata sul matrimonio tra l’uomo e la donna, che è una risorsa di pace. Mi pare che questo sia l’augurio. Mettere insieme famiglia e pace significa, nel mondo militare, avere il coraggio del futuro e la speranza di un domani sempre migliore e più consolante. Io augurerei questo ai nostri militari, partendo dal pellegrinaggio di Lourdes.
http://www.oecumene.radiovaticana.org
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Di Admin (del 21/05/2008 @ 20:42:34, in News, linkato 2654 volte)
La battaglia per i "dimenticati" è stata vinta. Dopo le proteste, gli appelli inviati ai ministri della Difesa, arrivano gli indennizzi per i militari morti. Ossia coloro che si sono ammalati durante o alla fine delle missioni all?estero. Giovani che speravano di potersi costruire un futuro indossando la divisa e ponendosi al servizio degli altri e della pace e alla fine, hanno dovuto fare i conti con malattie devastanti. «Duecento mila euro invece dei 17mila euro del passato». Questa, secondo quanto spiega Falco Accame, ex ammiraglio e presidente dell?Anavafaf, l?associazione che si occupa di dare assistenza e supporto ai militari ammalati o alle loro famiglie, è la cifra che sarà corrisposta «come prevede un articolo della finanziaria nazionale» alle famiglie o ai militari che si sono ammalati o sono morti per cause di servizio.
Il riconoscimento della cifra, una speciale elargizione già «concepita nel 1977» può essere considerato una vera e propria vittoria per le associazioni che assistono i militari. «Sino a qualche tempo fa - spiega Accame che da anni si batte per dare assistenza e aiuto ai familiari dei militari - l?indennizzo era di 17 mila euro e, in ogni caso, non arrivava ai 25mila euro, poco meno di cinquanta milioni di vecchie lire». Una situazione che da qualche mese è stata cambiata. «Il governo che è uscito, dopo le numerose proteste e appelli ha accolto le nostre richieste - dice Accame - e, benché ci siano ancora numerosi aspetti da chiarire e angoli da smussare un primo passo può dirsi compiuto». A beneficiare della speciale elargizione sono sia i militari che sono caduti sul campo «è il caso delle vittime di Nassyria, sia coloro che si sono ammalati al termine delle missioni». Giovani che, in molti casi, hanno scoperto di essere ammalati solamente al ritorno dalle missioni. È il caso del giovane caporal maggiore di Quartu Sant?Elena Valery Melis, morto dopo una lunga agonia o dell?altro militare Fabio Porru. Due storie simili che hanno visto poi i familiari di Valery Melis far causa al ministero della Difesa. «Sia chiaro che - aggiunge Accame - nella motivazione con cui viene erogato il contributo non si parla di uranio impoverito ma di stress provocato da combattimento». Un punto su cui la posizione dei rappresentanti dei familiari e quella istituzionale «continua a divergere».
Ricordando poi che la maggior parte di casi di militari colpiti da malattie sono «la Sardegna e la Puglia, dove solo recentemente sono stati concessi indennizzi a 20 giovani malati probabilmente di uranio impoverito» l?ex ammiraglio lancia un appello alle istituzioni per «evitare che ci possano essere militari malati di serie A, B, C o D». «Occorre che i risarcimenti avvengano alla luce del sole e si conoscano i criteri con cui vengono assegnati. Occorre inoltre un elenco dei nominativi in primo luogo dal ministero della Difesa per i militari». Perché, aggiunge « vi sono anche vittime facenti capo ad altri ministeri, ad esempio al ministero dell'Interno (polizia di Stato) e al ministero degli Esteri (personale civile in missione all'estero)». Cita anche alcuni casi il presidente dell?associazione: «Vi sono anche persone facenti capo alla presidenza del Consiglio, civili, cosi come il professor Giovanni Caselli inviato dalla presidenza del Consiglio nei Balcani (deceduto) e anche personale facente capo ai servizi segreti anch'essi dipendenti della presidenza del Consiglio, come il capitano Antonio Caruso (deceduto)». Partendo da questi altri dati, Accame spiega che «occorre anche stabilire da quando decorrono i primi casi, Si sono ammalati alcuni reduci della guerra del Golfo (1991), reduci della Somalia (1993), militari e civili che hanno operato nei poligoni e nei depositi. Il primo caso in Sardegna e' stato quello di Giuseppe Pintus del 1994. Vi sono molte famiglie che si sono dovute sobbarcare le spese delle cure e purtroppo anche dei funerali».
Falco Accame poi chiede anche trasparenza sulla famosa guerra dei dati che, l?estate scorsa aveva contrapposto la sua associazione al ministero della difesa. «recentemente il ministero della Difesa ha parlato di 77 casi di morte ma secondo altre fonti sarebbero all?incirca 150 - dice - metre il numero dei malati oscilla tra alcune centinaia e 2000». Storie drammatiche dove, la tragedia della malattia si unisce ai probelmi di natura economica. «Non è certo un caso che, molto spesso, i parenti di un malato ipotechino la casa per poter garantire le cure e alla fine si trovino a non avere neppure i soldi per pagare il funerale del parente morto».
 
http://www.unita.it
 
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