Di Admin (del 25/03/2009 @ 22:21:27, in News, linkato 16608 volte)
Considerato che ci sono delle posizioni diverse circa la bontà del contratto integrativo, abbiamo deciso di aprire un blog per sentire la voce dei diretti interessati.
Di Admin (del 19/03/2009 @ 10:13:16, in Estero, linkato 824 volte)
(ASCA) - Roma, 18 mar - Militari americani sempre piu' coinvolti in casi di violenza sessuale, sia nei confronti dei propri commilitoni che dei civili. I casi, secondo i dati del Pentagono riportati in un servizio della Bbc, sono cresciuti dell'8% lo scorso anno, con 2.923 episodi denunciati, ma si stima che solo il 20% dei casi venga realmente alla luce.
''Quello della violenza sessuale resta uno dei crimini meno denunciati nel nostro paese, sia fra i militari e che fra i civili'', commenta la dottoressa Kaye Whitley, direttore dell'apposito ufficio di prevenzione del Pentagono.
Dei 2.923 casi nel 2008, 251 sono avvenuti in zone di guerra, inclusi 141 casi in Iraq e 22 in Afghanistan.
Provvedimenti disciplinari sono stati presi in 832 casi, inclusi 317 che sono finiti davanti alla Corte marziale. Una parte degli episodi riguarda semplici molestie e contatti ''indesiderati'', ma nel 63% di quelli denunciati si parla si veri e propri stupri e aggressioni gravi.
Di Admin (del 06/03/2009 @ 17:00:42, in Estero, linkato 852 volte)
L'ordine ministeriale muta i requisiti medici in vigore dal 1989
MADRID - Sì ai transessuali nell'esercito. Dopo vent'anni in Spagna cade un tabù che escludeva dalle forze armate tutti i transessuali spagnoli "privi dell'organo genitale maschile". Che da oggi potranno fare domanda per qualsiasi divisione, senza più discriminazioni.
L'ordine ministeriale, firmato lo scorso 2 marzo dalla vicepresidente del Consiglio dei ministri Marìa Teresa Fernandez De La Vega, è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale ed entra in vigore da questa mattina.
L'ordine, si legge sul quotidiano El mundo, modifica i requisiti medici vigenti dal 1989 che impedivano agli uomini "privi totalmente o parzialmente del pene" di poter entrare nelle forze armate. Il nuovo testo segnala che "l'esperienza accumulata" e "la casistica studiata" hanno raccomandato "la revisione di determinati concetti" riguardanti il quadro medico delle persone escluse dall'armada. In particolare si è decisa "l'eliminazione del riferimento all'assenza totale o parziale dell'apparato genitale maschile come motivo di esclusione".
Cade così un tabù durato circa un ventennio. Per tutto questo tempo, tra l'altro, le restrizioni hanno avuto per destinatari soltanto gli uomini privi dell'organo genitale: secondo fonti militari, infatti, nell'esercito è stato arruolato da tempo almeno un transessuale che in origine era donna.
Di Admin (del 02/03/2009 @ 17:36:09, in News, linkato 1574 volte)
Boom di divorzi e separazioni: in 12 mesi più di 9 mila, metà a Torino
Piccoli numeri, quelli delle cause di nullità del matrimonio che il Tribunale Ecclesiastico Piemontese presenta all’inaugurazione di ogni nuovo anno giudiziario. Piccoli, ma capaci di richiamare l’attenzione sull’intera galassia della crisi della famiglia. Una crisi di dimensioni gigantesche, dal momento che nell’ultimo anno le separazioni avviate in Piemonte e Valle d’Aosta sono state 9406.
Don Ettore Signorile, vicario giudiziale del Tribunale, ieri ha spiegato che «nel 2008 sono state 143 le nuove cause introdotte e 160 quelle decise in primo grado, 126 delle quali concluse con esito positivo». Poche rispetto al potenziale: l’Ufficio degli «avvocati patroni stabili» (a cui si può ricorrere senza spese) ha affrontato ben 526 situazioni matrimoniali, introducendo però solo 42 cause.
Nel salone del Seminario Maggiore affollato da autorità, giuristi, vescovi e sacerdoti, don Signorile ha riassunto i dati che il presidente della Corte d’Appello di Torino Mario Francesco Novità aveva presentato a fine gennaio. «Nel periodo luglio 2007 - giugno 2008 sono stati 6854 i procedimenti di separazione iscritti nei tribunali del Piemonte e della Valle d’Aosta e 4693 quelli di divorzio congiunto. A questi numeri vanno aggiunti 2552 separazioni e 1812 divorzi giudiziali». Il totale è un esercito di 9406 coppie «scoppiate». Un esercito che aumenta. E parecchio. «Mentre si contrae del 4% l’anno il numero dei matrimoni religiosi e civili, separazioni e divorzi aumentano di anno in anno del 15%». Dati che preoccupano moltissimo il cardinale Severino Poletto. Durante l’omelia della messa con cui si è aperta la mattinata, ha osservato: «Oggi manca l’impegno nei confronti dei bambini e degli adolescenti per accompagnarli a impostare la vita come amore, dono agli altri, a Dio e alla società. Tanto più li educhiamo a questo atteggiamento, tanto più li educhiamo alla responsabilità nelle scelte. Altrimenti, come avviene oggi, prevale il capriccio e si fanno scelte che cambiano con il mutare dell’umore».
Ma i 9406 matrimoni andati all’aria in un anno (la metà circa a Torino) non preoccupano solo l’arcivescovo. L’assessore comunale alla Famiglia Marco Borgione parla di «necessità urgente di formazione». E se in porzioni di città come la Circoscrizione 2 (Santa Rita-Mirafiori) si sono varati di recente cicli di incontri per comprendere meglio tutte le nuove forme di famiglia, dal centro Borgione annuncia: «Realizzeremo a breve un punto di riferimento che possa servire a tutti coloro che, di fronte a una crisi di relazione, hanno bisogno di consulenza educativa, di mediazione del conflitto e così via». Uno strumento che, spiega l’assessore «possa aiutare ad evitare almeno una parte delle separazioni».
Intanto, l’identikit di chi si rivolge alla Rota per chiedere che il proprio matrimonio sia considerato nullo disegna un’immagine credibile della coppia in crisi: 31% impiegati, 17,5% operai, 15,9% commercianti e artigiani, 15,3% liberi professionisti, 5,9% insegnanti. L’età prevalente è giovane: 25-29 anni. La convivenza coniugale ha avuto una durata variabile tra meno di un anno (19,3%) e 3-5 anni (22,5%). Nelle 160 cause decise dalla Rota, 137 coppie non avevano figli. Al momento della conclusione, da nuove unioni erano nati 32 bambini.
Di Admin (del 02/03/2009 @ 17:31:44, in News, linkato 563 volte)
SAN FRANCISCO, 25 febbraio (Reuters) - La domanda di prodotti nuovi a prezzi scontati da parte dei consumatori sta incentivando la criminalità organizzata nel settore della vendita al dettaglio. Sono infatti in aumento nei negozi i furti di prodotti che vengono poi rivenduti su mercati secondari, come il web.
Lo riferisce la National Retail Federation.
In cima alla lista di questo traffico ci sono gli ultimi videogame e le borse più alla moda, prodotti rivenduti con estrema facilità, ha spiegato la Nrf.
"La domanda di prodotti ad un prezzo ridotto sta crescendo sensibilmente. I consumatori sono alla ricerca di modi alternativi per trovarli", ha detto Joe LaRocca, vice presidente del gruppo per la prevenzione della perdita.
"Sfortunatamente i consumatori e l'economia stanno stimolando lo sviluppo di questo commercio anonimo e illegale che sta prendendo piede in tutto il Paese".
Il mercato nero di prodotti rubati può essere difficile da individuare: mercati delle pulci e mercatini rionali pullulano di cacciatori di offerte, come anche i siti di aste online come eBay (EBAY.O), ha detto LaRocca.
Tre progetti di legge contro questo tipo di crimine saranno presentati questa settimana al Congresso, nel tentativo di dare al governo più autorità per combattere i furti organizzati nel settore retail, incluso il web, ha detto la Nfr.