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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 26/07/2009 @ 07:30:20, in Estero, linkato 871 volte)
Afghanistan, sventano imboscata a Isaf
Sono duranti cinque ore gli scontri tra militari dei Bersaglieri e della Folgore e gli insorgenti che li hanno attaccati nei pressi del villaggio di Bala Baluk, a circa 50 km da Farah, mentre stavano svolgendo un'operazione con le forze afgane. I militari sono intervenuti in soccorso di una pattuglia di militari della forza Nato Isaf caduta in una imboscata. C'è stato uno scontro a fuoco per neutralizzare la minaccia dei ribelli.
Secondo il Comando militare italiano la reazione dei militari italiani ''è stata immediata'' e nell'area sono stati anche inviati sia degli aerei della coalizione per il supporto ravvicinato (close air support) che gli elicotteri italiani A 129 Mangusta. Data la tipologia dell'area, l'intervento degli aerei è stato evitato e si è preferito far intervenire gli elicotteri i quali hanno potuto supportare con le armi di bordo l'azione dei militari italiani sul terreno, favorendo dopo quasi cinque ore di scontri lo sganciamento delle truppe, che hanno poi proseguito l'azione preventivamente pianificata con le forze afgane.
L'azione, rileva il Comando, ha consentito di neutralizzare la minaccia, mentre un bersagliere è rimasto lievemente ferito, riportando la frattura dell'ulna del braccio destro. Il militare è stato immediatamente soccorso e portato in elicottero all'ospedale militare di Farah. Le sue condizioni non sono gravi e verrà dimesso entro pochi giorni.
Poco dopo altri due soldati italiani sono rimasti feriti, tutti in modo non grave, in un attentato suicida vicino ad Herat, nell'Afghanistan orientale. Il kamikaze, a bordo di una motocicletta, si è fatto esplodere al passaggio di una pattuglia tricolore a bordo un mezzo blindato Lince.
La Russa: "Fase estremamente pericolosa"
Dopo l'attacco ai militari della Folgore, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha espresso "vicinanza ai militari coinvolti e a tutto il contingente, oltre che ai comandanti, della missione italiana in Afghanistan". La Russa ha sottolineato "come questa sia l'ennesima conferma della fase estremamente pericolosa" che si sta vivendo nel Paese "per la frequenza degli attacchi".
Generale Castellano: "Attacchi segno di debolezza degli insorti"
Secondo il generale Rosario Castellano, Comandante del contingente italiano, questi attacchi "possono essere interpretati come un segno di debolezza degli insorti, che si vedono negare aree che prima dominavano". Castellano ha ricordato che "è lecito immaginarsi una escalation di tensione anche in vista delle prossime elezioni che rappresentano un passo determinante per la stabilità del Paese". E infatti, in vista delle presidenziali del 20 agosto, nell'ultimo mese sono rimasti uccisi 37 soldati americani e 20 britannici in attacchi suicidi o combattimenti con i talebani in tutto il Paese.
http://www.tgcom.mediaset.it
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Di Admin (del 24/07/2009 @ 08:21:19, in Estero, linkato 1827 volte)


Marsiglia - Dopo le fiamme che hanno devastato 1.300 ettari attorno a Marsiglia, danneggiando alcune case e causando la fuga di oltre 200 persone dalle loro abitazioni, tra cui 120 ospiti di una casa di riposo, ora sono le polemiche intorno alle cause dell’incendio a divampare. A provocare il rogo sarebbero stati infatti dei proiettili traccianti (che bruciano anche dopo lo sparo lasciando una scia) sparati da un militare, di cui non è stata svelata l’identità, durante delle esercitazioni al campo di Carpiagne alle porte della città. Il responsabile è stato sospeso dalle sue funzioni e ora rischia il carcere. Un’inchiesta è stata aperta dalla procura militare di Marsiglia per far luce sulle cause dell’incendio. Ma il primo ministro francese, Francois Fillon, usa già parole dure: è stato «Un errore militare imperdonabile, sintomo di una mancanza di professionalità». E ha promesso sanzioni. Fillon, che in mattina si è recato a Marsiglia accompagnato dai ministri dell’interno, Brice Hortefeux e della difesa, Hervè Morin, ha detto che «l’impiego di questi proiettili è strettamente proibito, salvo deroga, che in questo caso non c’era». «Un gesto di una stupidità incredibile» è stato il giudizio tagliente del sindaco di Marsiglia, Jean-Claude Gaudin, che ha sottolineato l’assoluta mancanza di professionalità nello sparare con forti raffiche di vento. Le fiamme sono divampate in una zona desertica e, spinte dal vento, hanno raggiunto le porte della città. Circa 500 pompieri sono intervenuti nelle operazioni di spegnimento del fuoco.
http://www.ilgiornale.it/
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Venezia - (Adnkronos/Ign) - L'annuncio del ministro Brunetta: "Il mio provvedimento prevede una mobilità non solo spontanea ma anche 'spintanea' con incentivi e disincentivi''. E fa l'esempio delle ''30mila unità di personale dell'Esercito poco utilizzate''. La replica del presidente del Cocer: ''Poco opportuno parlare di scarso utilizzo del personale”. Intervenga il ministro La Russa''.
"Il mio provvedimento prevede una mobilità non solo spontanea ma anche 'spintanea' nella pubblica amministrazione con incentivi e disincentivi. Così dal prossimo autunno si potranno realizzare flussi tra uffici e amministrazioni''. Lo ha annunciato il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, in occasione della conferenza stampa a Venezia per la firma dei protocolli di intesa per l'attuazione di programmi di innovazione digitale nel settore della giustizia.

''Anche perché - ha citato il ministro come a titolo di esempio - vi sono 30mila unità di personale dell'Esercito poco utilizzate: si tratta dei sottufficiali che gestivano gli uffici di leva. Noi vogliamo metterli in mobilità e riutilizzarli in altre amministrazioni trasportandone parte di questi in magistratura".

''Non rifuggiamo da ipotesi di mobilità, purché queste ipotesi siano improntate alla volontarietà e al rispetto della dignità dei singoli'', ha replicato il generale Domenico Rossi, presidente del Cocer (Consiglio Centrale di Rappresentanza) dell'Esercito.

''Il ministro della Difesa - ha ricordato all'Adnkronos il generale Domenico Rossi - ha dato mandato ad una Commissione di individuare le linee di riforma e ristrutturazione dello strumento militare. Finché quest'organismo non avrà concluso i suoi lavori, crediamo non si possa parlare di un esubero di 30mila sottufficiali. Ci è sembrato poco opportuno parlare di scarso utilizzo del personale. Perché, poi, citare solo l'Esercito? A questo punto aspettiamo un intervento da parte del ministro della Difesa volto a riportare queste dichiarazioni nel giusto contesto''.

FONTE: adnkronos.com
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Di Admin (del 19/07/2009 @ 07:53:06, in News, linkato 810 volte)
Giancarlo Andreolli morì in un incidente nel 1967 mentre stava andando in missione insieme ad altri dodici militari. Il fratello: "Lo Stato, secondo il nostro legale, ci deve più di 200mila euro"
 
Rovigo, 18 luglio 2009 - Nel 1967, a 20 anni, il polesano Giancarlo Andreolli morì in un incidente stradale: stava facendo il servizio militare, era in missione. A distanza di 42 anni da quel tragico evento, e dopo un interminabile iter burocratico, è arrivato il risarcimento beffa per la famiglia del giovane: 3.500 euro, cifra stabilita dal Ministero della Difesa. E’ una beffa per il fratello della vittima, Alessandro 47enne, operaio (l’unico familiare stretto rimasto in vita); l’uomo, dopo un momento di sconforto, ha ancora qualche speranza di ottenere giustizia grazie ad un avvocato genovese il quale, documenti alla mano, si è offerto di riaprire il caso.
 
Una giustizia, secondo il legale, quantificabile in 220mila euro. "Ho parlato con la famiglia che abita a Villanova Marchesana (Rovigo) — spiega Andrea Bava che assiste l’Anmig (Associazione nazionale invalidi e mutilati di guerra) — cercheremo di attivare una pratica. Sono fiducioso".
 
Giancarlo Andreolli era in missione in Liguria, 42 anni fa, insieme a 12 commilitoni. All’epoca, i genitori del ragazzo avevano chiesto la pensione di reversibilità, ma la burocrazia ha bloccato tutto fino al marzo scorso, quando il Ministero della Difesa si è pronunciato e non ha riconosciuto il giovane di Villanova Marchesana come «vittima del dovere», ma come «vittima del servizio», concedendo ai parenti sopravvissuti (il fratello Alessandro e la sua famiglia, mentre il padre Luigi è deceduto nel 1982) solo una somma di poco più di 500 euro e una compensazione di 2mila 900.
 
Una beffa per Alessandro Andreolli, il quale ora, grazie ad un nuovo avvocato, spera finalmente di ottenere giustizia: "Ormai avevo perso ogni speranza — confessa l’uomo che vive con la moglie e la figlia a Villanova Marchesana —. Dopo tanti anni di richieste senza risposta, avevamo chiuso tutti i documenti nel cassetto".
 
La missione di cui faceva parte Giancarlo Andreolli era stata organizzata per affrontare un’emergenza incendi a Novi Ligure, ma il camion su cui viaggiavano i 13 militari ebbe un incidente a Spotorno. Morirono tutti. La pensione di reversibilità, richiesta in seguito dal padre di Andreolli, non venne mai concessa finchè, nel 2002, una sentenza della Corte dei Conti ha riconosciuto alla famiglia solo una pensione privilegiata di reversibilità, peraltro mai ricevuta perché bloccata dalla burocrazia. Nel 2007 Alessandro decise di rivolgersi al Difensore civico provinciale di Rovigo che, nel giro di due anni, è riuscito ad ottenere 3500 euro dal Ministero della Difesa. Ma è ancora troppo poco e il caso, che per lo Stato era chiuso già 42 anni fa, sta per essere riaperto.
Fonte: http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com
 
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Di Admin (del 19/07/2009 @ 07:49:39, in Estero, linkato 794 volte)



(AGI) - Beirut, 18 lug. - Tre soldati italiani e undici francesi sono rimasti lievemente contusi dopo essere stati presi di mira in una sassaiola nel villaggio di Beir Salasel, nel sud del Libano. Lo ha riferito all'Agi il portavoce militare della missione Unifil, il tenente colonnello Diego Fulco. L'episodio e' avvenuto "durante le attivita' di investigazione congiunta dell'Unifil e delle Forze armate libanesi in seguito all'esplosione di un deposito d'armi avvenuta martedi' scorso", ha spiegato Fulco. "Un centinaio di persone ha tentato di ostacolare l'attivita' con il lancio di pietre", ha aggiunto. A quel punto, "Unifil e Laf (le forze armate libanesi) hanno aumentato il personale sul terreno per evitare che la situazione degenerasse". Mentre i soldati stavano lasciando la zona, "alcune persone hanno bloccato uno dei blindati" e i militari "sono stati costretti a sparare alcuni colpi in aria" per potersi ritirare.
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