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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di Admin (del 11/05/2008 @ 08:03:10, in Articoli, linkato 1735 volte)
La scoperta di un ufficiale distaccato al Pentagono. ira del ministro della difesa.
Per i resti di 200 caduti in Iraq e Afganistan utilizzato il «Friends for ever pet cremation service» nel Delaware.
WASHINGTON – Dal 2001 a oggi il Pentagono ha fatto cremare i resti di circa 200 caduti in Iraq e Afganistan in un crematorio per animali domestici, il «Friends for ever pet cremation service» («Servizio amici per sempre») di Dover nel Delaware, dove le salme vengono portate dal fronte. E lo ha fatto senza che fossero presenti i familiari o i commilitoni dei morti, come vuole invece il codice d’onore. David Bose, il direttore del crematorio, ha assicurato che nessun soldato è stato cremato con gli animali o nel loro forno, ma separatamente. I forni tuttavia si trovano nello stesso locale, un particolare che ha aggravato lo sdegno non solo dei congiunti e compagni dei caduti ma di tutta l’America. «Non è così che si tratta chi ha sacrificato la vita per la patria - ha ammesso il portavoce Geoff Morrell, annunciando che il Pentagono ha aperto un’inchiesta e non userà più il crematorio -. Porgiamo le nostre più profonde scuse ai soldati e alle famiglie».
LA SCOPERTA - Lo scandalo è esploso giovedì, quando un ufficiale distaccato al Pentagono si è recato da Washington nel vicino Delaware per assistere alla cremazione di un amico morto in Iraq. Il «Friends for ever» è situato presso la base dell’aeronautica, prende in consegna le salme alla mattina e ne restituisce le ceneri il giorno dopo. L’ufficiale, scosso al trovarsi in un crematorio per animali, ha fotografato la scritta, preso nota della procedura, stilato un messaggio di fuoco, e ha inviato tutto al Pentagono per posta elettronica. Venerdì mattina, il ministro della Difesa Robert Gates ne è stato informato e non ha trattenuto la sua ira. Ha chiesto se il crematorio fosse mai stato ispezionato – sembra di no – e perché nessun ufficiale avesse mai assistito alle cremazioni. E ha ordinato l’immediata ispezione di tutti i crematori usati dalle forze armate.
IL MISTERO - Secondo il Washington Post, che ha svelato lo scandalo, per il Pentagono è una brutta macchia. Il rispetto dei caduti è fondamentale per gli americani, come in tutto il mondo. La notizia della morte viene data di persona alla famiglia da un ufficiale, le ceneri e la bandiera le sono consegnate in una cerimonia solenne. E la presenza dei commilitoni alle esequie in qualunque maniera si svolgano è un attestato alla memoria dei defunti. Ma il ricorso a un crematorio per animali, ha osservato il giornale, è una prova di insensibilità, una vergogna nazionale. L’episodio è destinato a esasperare le polemiche sul mistero con cui l’amministrazione circonda il ritorno delle salme in patria. Ha vietato di fotografare le bare e ha chiuso la base di Dover al pubblico per limitare l’impatto delle morti in Afganistan e in Iraq, che sono ormai molte più di 4mila.
Di Admin (del 22/03/2008 @ 16:57:02, in Articoli, linkato 36468 volte)
Numerosi utenti ci contattano per sapere quali forze politiche hanno interesse e risposte ai problemi professionali dei militari.
Forzearmate.org e Militari Magazine stanno chiedendo direttamente ai candidati, che vestono o hanno vestito le stellette, il loro punto di vista sui problemi più sentiti dai lettori.
Nell’intento di fornire ai militari italiani, intesi come cittadini/elettori, ulteriori strumenti per decidere e valutare in autonomia, pubblicheremo, interamente e in ordine d’arrivo, gli interventi richiesti e rilasciati dai vari candidati.
Al prossimo Parlamento sono candidati importanti nomi provenienti dal mondo delle FF. AA e di Polizia.
Nel Lazio, per il Partito Democratico, si presenta il Generale Mauro Del Vecchio, invece il Generale Silvio Mazzaroli, nelle liste del Friuli Venezia Giulia, sotto le insegne dell'Italia dei Valori.
Per quanto riguarda Il Popolo delle Libertà sarà il generale Roberto Speciale a candidarsi nel partito di Silvio Berlusconi in Umbria; mentre la medaglia d'oro, il Capitano Gianfranco Paglia sfiderà le urne in Campania sempre nelle fila del PDL.
Anche L’Udc di Casini schiera un ex generale nelle sue fila; sarà Andrea Fornasiero a correre in Toscana. Mentre l'ex Segratario del sindacato di Polizia Siulp Oronzo Cosi corre per il Senato della Repubblica in piu' regioni.
La destra di Storace schiera il Colonnello Francesco Azzaro nel Lazio , vice presidente del Cocer dei Carabinieri e il Ten. Col. Liguori in Toscana.
Il Movimento per le autonomie del Sud (alleato al PDL) schiera l'ex Generale Messina nel Lazio, mentre il Maresciallo Vassallo Carmine è candidato in Campania 2.
Anche dalla Polizia di Stato arrivano due candidature di assoluto rilievo, Oronzo Cosi, ex segretario del Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia), per le liste Udc, mentre Filippo Saltamartini, leader del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia), candidato nelle fila del PDL in Sardegna.
La Sinistra Arcobaleno candida l'Appuntato della Guardia di Finanza Erminio Sacco alla Camera dei Deputati nella Regione Lazio/2.
Non appena riceveremo gli altri interventi richiesti, pubblicheremo online il testo integralmente.
Le interviste pubblicate qui di seguito sono in ordine di arrivo alla nostra Redazione: http://www.forzearmate.org/militari/punti-di-vista/interventi_ candidati_politici_2008_0803201.php
Redazione Militari Magazine SideWeb magazine@sideweb.it www.forzearmate.org Tel. 331 4125652
Di Admin (del 29/02/2008 @ 14:30:24, in Articoli, linkato 3880 volte)
From:
To: webmaster@forzepolizia.org
Sent: Thursday, February 28, 2008 11:19 PM
Subject: "Diversamente abili" nelle Forze di Polizia
Salve,
qui di seguito riporto una mia lettera pubblicata su il messaggero.it con la quale richiedo l’inserimento dei disabili nelle Forze di Polizia come previsto dalla Legge e, ad oggi pubblicato. Purtroppo non è facile portare avanti una simile iniziativa, sono ben otto gli anni con cui porto avanti questa mia “battaglia” e, vi chiedo cortesemente di pubblicare la parte in corsivo così come pubblicata da “Il Messaggero” e senza riportare e-mail o cognome.
Il passaparola è la migliore pubblicità e spero che voi possiate e vogliate aiutarmi a realizzare un Sogno.
In attesa di un Vostro cortese riscontro cordiali saluti,
Antonio
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Salve, sin da piccolo ho sempre avuto un Sogno che purtroppo ad oggi le istituzioni mi vietano, asserendo che manca la legge affinché il mio Sogno possa realizzarsi. Mi chiamo Antonio e, sono di Milano. Sono paraplegico e quindi in carrozzina ed il mio più grande Sogno è essere Carabiniere. Sono otto anni che scrivo a destra e a manca con la speranza che qualcuno ascolti la mia richiesta. Dopo tanto cercare ho scovato una Legge n.68 del 1999 che permette l'inserimento dei disabili nelle Forze di Polizia in ambito amministrativo; detta Legge viene attualmente inserita in alcuni bandi concorsuali per Polizia Locale/Municipale. Dopo consultazioni con esperti in legge mi è stato confermato che non si tratta solo della Polizia Locale/Municipale ma esteso a tutte le Forze di Polizia ed il mancato inseirmento contravviene anzi agli art. 3 e 4 della Costituzione Italiana.
Conoscenti hanno creato una Petizione on line che nonostante non abbia valenza legale abbia quantomeno il tentativo di smuovere le acque e far sì che anche ai "diversamente abili" sia dato ciò che gli spetta. Scrivo a Voi anche in seguito all'articolo pubblicato venerdì 1 febbraio in prima pagina sul quotidiano gratuito Leggo il cui titolo: "I carabinieri chiedono aiuto" dove si evince una richiesta da parte del Generale Siazzu (massimo esponente dell'arma dei Carabineri) di ben seimila uomini, mi aiuti a far sì che quei seimila possano esserci e che questi siano anche diversamente abili.
Conscio che non potrei andare di pattuglia, conservo da sempre un Sogno nel Sogno e cioè entrare nell'Arma magari entrarvi nei R.I.S., completamente diverso dalla fiction, dove potrei abbinare l'indagine investigativa come esperto d'informatica attraverso il lavoro di squadra in laboratorio e quindi senza l'obbligo di utilizzo degli arti inferiori... il bicchiere non è mai mezzo vuoto ma sempre mezzo pieno Sò bene che forse non realizzerò questo sogno ma ho deciso di tentarci comunque e non vivere di rimorsi... il mio futuro potrebbe continuare ad essere ciò che è ora il presente ed andrebbe bene lo stesso, senza remore... con la differenza che... ci avrei provato
Spero che tanti firmino (la Petizione è qui sotto riportata con relativo link) e non perché sia giusto o meno che i "diversamente abili" facciano parte dell'Arma o altre Forze di Polizia (anche se secondo me lo è e, la legge lo prevede ribadendo tra l'altro "in ambito amministrativo") ma perchè adesso come adesso, si nega ad un "diversamente abile" di godere di un suo diritto e dato che in tutte le aule dei Tribunali campeggia la scritta: "La Legge è uguale per tutti"... dimostriamolo firmando e divulgando così che.... una Legge che c'è non venga ancora ignorata... anche se non ha valenza legale per essere "ascoltata" avrà bisogno di qualche migliaia di firme e questo... è già un paradosso perchè la Petizione non dovrebbe nemmeno esserci...ma semplicemente... rispettata la legge...
Spero Voi possiate e vogliate fare qualcosa, sia a livello personale che pubblicizzandola… purtroppo ad oggi le porte sono sempre state chiuse e qualora lo foste… vi chiedo di firmare e divulgare la petizione… il passaparola è la migliore pubblicità... il link è il seguente
Salve e grazie qualsiasi cosa decidiate
Antonio
(24 febbraio 2008)
Di Admin (del 04/01/2008 @ 13:34:41, in Articoli, linkato 32407 volte)
Questo è il grido d’aiuto di un genitore per suo figlio Fabio di 27 anni, che è stato congedato dopo 7 anni circa di servizio presso la Marina Militare, non per demerito, ma perché il Governo ha pensato bene di disfarsene per fare economia nelle proprie casse.
Mi sembra offensivo economizzare sulla pelle dei nostri figli, dopo essere stati sfruttati per 7 anni, dinnanzi a sprechi assurdi che vanno, agli occhi di noi poveri mortali, considerati “pazzeschi”. Mio figlio si è arruolato “VFA” il 18/4/2001, vale a dire all’età di appena 21 anni, iniziando a rincorrere quel sogno sin da bambino, senza interrompere mai quel percorso, infatti non si è congedato dopo il servizio di leva obbligatorio, ma con una domanda di prolungamento ha atteso di partecipare al concorso di 3 anni e prima che questo si concludesse ha presentato domanda di prolungamento di altri 2 anni sino al 16/9/2007 data del congedo.
E’ inutile dire che il problema non è solo di mio figlio, ma posso, senza ombra di dubbio dire, però, che riguarda la stragrande maggioranza dei giovani del Sud. E’ vergognoso come lo Stato possa prendersi gioco di questi giovani, nonostante tutte le belle parole, i dibattiti quotidiani indecorosi e belle promesse, tutto ciò per attirare l’attenzione di un elettorato che non come me è dentro il problema del Mezzogiorno in particolare del nostro Sud.
In marzo scorso è venuto a galla, in maniera evidente, il problema dei precari della Pubblica Amministrazione e quindi anche delle Forze Armate. L’argomento è stato trattato in Finanziaria 2007 e definito con il comma 519 art. 1, relativo all’assunzione di queste risorse di lavoro da oltre 3 anni. Mi chiedo e chiedo con il cuore a pezzi, è possibile che problemi così seri-seri perché si tratta dei nostri figli, dei nostri giovani, risorse del futuro del nostro Paese, non vengano trattati dai nostri politici con la stessa serietà e senso di responsabilità che il caso richiede? Perché occorre mettere in croce sempre gli stessi crocifissati. Perché debbono pagare sempre gli stessi le malefatte dei disonesti e mai riconoscere i diritti civili agli onesti e indifesi?
Mi sono rivolto a voi perché in preda ad una crisi di disperazione ed impotenza nei confronti di mio figlio che non sa quale sarà il suo futuro, in quanto gli anni importanti per apprendere una professione sono stati utilizzati dallo Stato per addestramento militare, senza alcuna possibilità di inserimento nel mondo del lavoro e nella vita civile. Potrei parlare giorni interi della mia profonda sofferenza nel vedere mio figlio a 27 anni senza entusiasmo e pieno di incertezze. R
Ringraziandovi anticipatamente, sperando nella vostra umana attenzione,
Distinti saluti
Antonio De Luca
alessio.panarese@virgilio.it
(3 gennaio 2008)
fonte: http://www.ilmessaggero.it
Di Admin (del 13/11/2007 @ 20:18:06, in Articoli, linkato 11088 volte)
Allo stato attuale la questione della stabilizzazione del personale precario della P.A. e specie dell’Amm.ne Difesa presenta alcune incongruenze di ordine Costituzionale e legislativo, nonché sul piano sociale e di giustizia . In primo luogo occorre chiarire che il legislatore è intervenuto con la finalità di sanare situazioni che si protraggono da lungo tempo e che hanno disatteso le norme che regolano il sistema di provvista di personale nelle pubbliche amministrazioni e creato diffuse aspettative nei dipendenti così assunti, anche in violazione dell'articolo 36 del decreto legislativo n. 165 del 2001.
La stabilizzazione riguarda il solo personale non dirigenziale, che abbia maturato o maturerà il requisito di tre anni di servizio complessivi, e, nel darvi corso, le amministrazioni seguiranno il seguente ordine di priorità.
Saranno stabilizzati in primo luogo i dipendenti che hanno maturato il requisito dei tre anni
di servizio nella medesima amministrazione.
In secondo luogo si provvederà per coloro che abbiano raggiunto il predetto requisito in
diverse amministrazioni. In tal caso la stabilizzazione avviene nell'ultima amministrazione nella quale si è prestato servizio e con l'ultima qualifica rivestita.
L'amministrazione che procede alla stabilizzazione può fare utilmente riferimento a
procedure selettive svolte presso altre amministrazioni solo se riferibili alla qualifica per la quale si stipula il contratto a tempo indeterminato.
L’interesse alla stabilizzazione parte con una corsa a beneficare chi è precario di nuova data e chi ancora non è diventato precario , dimenticandosi completamente dei precari storici che con il colpo di spugna dell’includibilità limitata al quinquennio precedente si vedono spazzati via da ogni possibilità.
L’elemento che lascia perplessi è senza dubbio quello dell’inclusione o meno del personale militare dell’Amministrazione Difesa. Le normali deroghe poste in difesa da chi ne sostiene la non includibilità nei benefici legislativi attuali lasciano un segno di pesantezza e disuguaglianza a carico dei cittadini in divisa che con oneri maggiori hanno prestato la loro opera nel delicato compito di difesa della Patria, dopo aver superato rigide selezioni per l’idoneità psicofisica, attitudinale e professionale. Il fatto che l’utilizzo di personale militare a tempo determinato sia stata fonte di reclutamento per lungo tempo non significa che si debba proseguire sempre su questo cammino che certamente non tutela l’interesse del singolo. Le svolte storiche nei mantenimenti di procedure di legge non sono sempre di origine statica e possono essere cambiate tenendo in considerazione i benefici che i soggetti ne possono conseguire, specie in particolari situazione di precarietà contrattuale come quella attualmente caratterizzante la sfera occupazionale moderna.
· Altro elemento di differenziazione penalizzante è quello di aver stabilizzato personale dell’Arma dei Carabinieri, come forza di polizia non tenendo contro che essendo quest’ultima anche forza armata pone cosi facendo accento di disuguaglianza nei confronti dei colleghi delle altre FFAA., per cui queste disuguaglianze nella fruizione dei benefici previsti dalle legge finanziaria non possono non essere sottovalutati per le implicazioni conseguenti.
· Si consideri parimenti che un fattore che pesa considerevolmente è quello della limitazione temporale, “ personale che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore al 1 Gennaio 2007;” Non è possibile che ci sia un vantaggio limitato solo ad alcuni fruitori senza che gli altri aventi diritto che patiscono la precarietà da lungo tempo non possano non essere ammessi. Infatti prima andrebbero stabilizzati quelli che nel percorso lavorativo sono rimasti precari cronici e non hanno avuto alcuna altra opportunità se non il peso degli anni di disoccupazione e il disagio conseguente e poi tutti gli altri. Quindi si tratta di allargare l’orizzonte temporale anche a chi è rimasto nella fascia debole del precariato e si trova in condizioni di rischio nella maturazione del diritto alla pensione con preclusione del suo futuro.
Per quanto concerne la tipicità del personale militare va fatta una riflessione specifica su cui è importante quindi concentrare l’affinamento legislativo in atto per garantire una azione politica seria, profonda, e soprattutto equa e sociale.
Innanzitutto va precisato che i precari storici dele FFAA e particolarmente gli Ufficiali, hanno talvolta ricorso a strumenti giurisdizionali e di dichiarazione di volontà o di richieste di applicazioni estensiva delle leggi esistenti per aver riconosciuto il servizio volontario prestato come premessa ad un rapporto di impiego continuo con richieste di transito in servizio permanente o proroghe di ferma o richiamo in servizio.
Non ultimo anche con il d. lg. 8 maggio 2001, n. 215 ci sono state spontanee domande volte all’accesso al servizio permanente. Inutile dire che queste azioni, che già erano in premessa di previsione di una stabilizzazione in forza di un diritto che traeva le sue origine nella fattispecie della continuità del servizio prestato nell’amministrazione difesa al pari di qualsiasi altra amministrazione pubblica e con le responsabilità derivanti dal rapporto di servizio instaurato a fronte di rilevanti interessi pubblici soddisfatti e con la penalizzazione del singolo in termini contrattuali.
Un atto di grande equità nei confronti dei pionieri della precarietà militare sarebbe quella di riesumare tutte queste domande a fronte di una rinnovata volontà a che queste stesse siano fatte valere e incluse nei benefici previsti dalla finanziaria. Unica condizione da soddisfare è che il beneficiario sia in grado di maturare diritto a pensione. Quindi alla fine nel percorso di recupero di precari sparsi lungo il cammino temporale l’Amm.ne Difesa non si troverà di fronte una grande numero di adesioni ma solo avrà riscattato la parte rimasta più debole nel percorso di lavoro e quindi assicurato la premessa ad un futuro più stabile per i singoli beneficiari.
Si capisce quindi che la stabilizzazione non può essere fatta tutta e subito ma deve, come la legge stessa recita, dare delle priorità che devono essere estese a tutti gli aventi diritto e non solo all’ultimo quinquennio.. Quanto poi allo sbocco è lecito discutere per l’Amm.ne Difesa se gli aventi diritto dovranno restare nella FA di appartenenza, transitare con criteri specialistici verso i corpi di polizia,o transitare nei ruoli civili della stessa amministrazione, ovvero ancora colmare lacune professionali presso altre Amministrazione pubbliche, ed in ultima analisi ipotizzare un impiego alternativo di sicurezza nazionale. A tal scopo è utile la determinazione di tabelle di equiparazione in cui vengano rispettati criteri specialistici e curriculari di provenienza., si tratta infine di personale con risorse professionali e umane importanti, serie ed affidabili, di cui non può non tenersene conto. Una graduatoria da cui attingere personale nel tempo parrebbe la soluzione più equa e realizzabile.
Il mancato rispetto dei principi su cui abbiamo riflettuto potrebbe generare una mole di contenzioso che richieda in via giurisdizionale in rispetto dell’applicabilità delle violazioni riconosciute per i rispettivi casi esaminati.
Cosi se la lodevole proposta di legge 2467 Piro-Piscitello all’art. 1 dovrebbe essere modificata con l’indicazione di “ coloro che hanno prestato servizio senza demerito e che maturino il numero di anni minimo per diritto al conseguimento della pensione, possono presentare domanda al fine di essere richiamati per l’inserimento nel servizio permanente, ovvero se hanno già presentato domanda precedentemente, rinnovino l’intenzione a tal proposito con nuova istanza che ne faccia debito riferimento. Oppure è auspicabile la previsione di un elemento qualificante che preveda l’inclusione degli ufficiali, prima del quinquennio descritto dalla finanziaria, (sempre con tre anni di servizio minimo e provenienti quindi dalle ferma volontaria biennale) che hanno chiesto di entrare a far parte della forza di completamento ai sensi del D.L. 215/2001 riesumando le istanze a suo tempo presentate con la valutazione di merito circa il fatto che siano stati richiamati per addestramento, abbiano frequentato corsi militari riservati al servizio permanente conseguito brevetti, ecc. (con benefici che già erano previsto dalla legge istitutiva del ruolo ad esaurimento)
Alla fine l’inserimento in ruolo di elementi che hanno raggiunto o superato il quarantesimo anno di età non costituisce alcuno ostacolo all’impiego in servizio sempre che i requisiti fisici non abbiano subito importanti alterazioni., ed in considerazione che la vita media si è di gran lunga allungata, il rendimento resta assicurato dall’esperienza.
Stessa cosa dicasi dell’altrettanto lodevole disegno di legge n. 1647 ad opera di vari senatori che include solo gli ufficiali a ferma prefissata dimenticandosi di tutti gli altri e per questo andrebbe rivisitato per le accennate questioni di equità e giustizia nei confronti di chi il disagio lo sopporta da lungo termine.
Questo percorso è sicuramente innovativo e orientato ai principi in uso paesi comunitari, ma ponendo base sui principi Costituzionali la sua attuabilità rappresenta una volontà di aderire ai valori repubblicani e nel caso in questione anche ai valori sociali e umani che riguardano l’interesse del singolo.
Altro elemento che andrebbe inserito è costituito dagli esborsi che l’amm.ne Difesa ha effettuato nella formazione del personale inviandolo a svolgere corsi militari e civili durante il servizio prestato in vista di un impiego più qualificante che talvolta non sempre si è verificato. Le professionalità acquisite poi nella formazione civile andranno valutate singolarmente. .
Su questo fronte una stabilizzazione attuata in forza di questi principi è quella relativa ai piloti di complemento che vengono stabilizzati con ferma lunghe e poi transitano ad hoc in servizio permanente.
Appare poi chiaro che il personale richiamato darà per via della volontarietà manifestata e per la professionalità acquisita nella vita militare e in quella civile un impulso di forze-risorse “fresche”che non potranno non beneficiare il comparto militare, elemento del quale bisogna pure tenerne conto.
CONCILIAZIONE PACCHETTO LEGALITA’ E FORZE ARMATE
Sul pacchetto legalità si può affermare che se da un lato è legittimo il passaggio - trasferimento di personale militare verso le forse di polizia (procedura diretta) esiste una possibilità di agevolare il rafforzamento delle forze di polizia e nello specifico dell’Arma dei Carabinieri, liberando tutto il personale presente nelle strutture delle FFAA che vedono svolgere servizio di polizia militare e di vigilanza, attraverso la costituzione di un corpo di polizia militare all’interno di ogni singola FA. Cosi facendo oltre che ad allinearsi alle principali organizzazioni militari internazionali .si potrà ovviare alla stabilizzazione militare attraverso il passaggio a detto Corpo dei militari delle rispettiva FA opportunamente formati per il compito che andranno a svolgere ed a cui dovranno essere previste attribuzioni di polizia giudiziaria militare e capacità autonome nello svolgimento dell’attività.
T.V.(c)S. C.
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