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Il blog dei militari

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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 01/10/2007 @ 11:43:46, in Articoli, linkato 835 volte)
Gli utenti di MySpace americani? Alieni... lo dice la Marina Militare U.S.A.
 
 
Roma - È un quadro piuttosto desolante quello dipinto da una breve presentazione scaricabile  dal sito della Marina statunitense, segnalata  da Wired: i Millennials, vale a dire i ragazzi USA con età compresa tra i 17 e i 24 anni, sono una "forma di vita aliena" rispetto alla tradizione (militare e non), cresciuti in un ambiente che li ha profondamente cambiati - secondo la Marina in peggio - rispetto alla generazione precedente.
 
Tutto, dal linguaggio all'educazione, è mutato nei giovani: sempre connessi alla rete, convinti che "qualsiasi problema possa essere risolto da qualche gadget elettronico". Secondo i militari, i Millennials non hanno fretta di terminare gli studi e non sentono la spinta a realizzarsi tipica dei loro coetanei di altre epoche. Anzi, vedono nel college un ottimo periodo per rilassarsi e concedersi una vita da scansafatiche, per rimandare il momento in cui dovranno assumersi delle responsabilità da adulti.
 
La generazione di MySpace sarebbe restia a sottomettersi alla rigide regole della vita militare: la loro "soglia di sopportazione per i discorsi seri è molto bassa", così come il loro desiderio di confrontarsi con la vita reale. Sono abituati a ricevere frequenti gratificazioni ("drogati da narcisistiche lodi"), dai loro familiari e dalla scuola, e dunque potrebbero trovare poco interessante un sistema gerarchico rigido come quello dell'esercito. Anche il rapporto con i genitori è cambiato: rispetto al passato è molto migliorato, e non costituisce più una spinta decisiva per allontanarsi dal nido.
 
 
Di Admin (del 16/09/2007 @ 22:15:43, in Articoli, linkato 2259 volte)
Cari delegati,
 
dopo aver “torturato” alcuni di voi con le mie continue e assillanti telefonate, che mi hanno sicuramente fatto conquistare il primo premio come “piattola” dell’anno, ritengo opportuno per rispetto della verità e per meglio definire alcuni aspetti delle problematiche da me illustrate in queste comunicazioni scrivere la presente lettera aperta.
 
Premetto che ho seguito da mesi l’evoluzione del nuovo provvedimento di concertazione ed in particolare nel mese di Luglio, quando ha avuto (almeno per me) una improvvisa accelerazione che ha portato i CO.CE.R. alla famosa firma e quindi condivisione di tale atto, che sembra avere una “coda contrattuale” normo-economica nel prossimo anno.
 
Senza giri di parole e con molta chiarezza, ritengo necessario esplicitare il mio pensiero in merito, e mi riferisco in particolare a due aspetti fondamentali che tutti i sergenti con ansia e legittima attesa si aspettavano da questo contratto, primo dei quali la correzione delle immotivate, assurde, illogiche e direi anche illegittime indennità di impiego operativo di base, che sono incomprensibilmente non commisurate a parità di anzianità di servizio rispetto al ruolo gerarchicamente inferiore. Esse sono percepite non a torto, come una continua “in quanto mensile” mortificazione del mio ruolo, che oltre tutto risolta essere un notevole “danno” economico che aspetta da oltre 10 anni una definitiva risoluzione.
 
Ora voi mi potreste dire perché danno economico è la risposta stà nel fatto che dei miei colleghi percepiscono da oltre 10 anni una indennità “ inferiore” a quanto dovuto in funzione dei principi posti alla base dell’emolumento in parola, che mediamente, considerata la supercampagna può raggiungere in alcuni casi anche alle 50-60 mensili (su uno stipendio di 1300/1400 euro), quindi 650-750 euro in meno all’anno. Una vera VERGOGNA!!!!!!!!
 
Come tutti sappiamo tale correzione non è stata apportata anche in questa “strana” tornata contrattuale, ma grazie all’impegno della delegazione della categoria in funzione pubblica (1° Mar. SABINO e VARONE) si è ottenuto un impegno del governo a definire la questione, CHE NON PUO’ ESSERE ALTRIMENTI PROCRASTINATA, e per questo vi chiedo con forza con estrema determinazione, che essa sia per la categoria semplicemente PREGIUDIZIALE a qualsivoglia condivisione di qualsiasi atto concertativo prossimo venturo.
 
Secondo aspetto, l’avvenuta correzione delle fasce del C.F.I. e C.F.G., che vedeva il sergente relegato ingiustamente ad una fascia inferiore, che dalle mie informazioni risulta essere stata portata avanti della cat. B del COCER EI.
 
Cari delegati, quanto sopra, è sintomatico di una “disattenzione” verso il ruolo sergenti che si è prolungata negli anni, che ha fatto sentire molti miei colleghi semplicemente dei “FANTASMI”, che oggi ha portato molti di essi ha riflettere sulla bontà della scelta a suo tempo fatta di voler fare il “sergente”, poi non parliamo di quelli “anziani” del mio ruolo a cui tale scelta di vita ha portato solo penalizzazioni e quasi nulla di buono. Ora vi chiedo in onestà a vostro figlio/a V.S.P. fareste fare il Sergente??? Io sono sicuro di no!! Poiché voi sapete bene che diventare Sergente difficilmente puo’ essere considerato una progressione di carriera, in quanto:           
 
-         Se vinci il concorso conquisti l’ambito status di allievo e per circa un anno avrai tutti i benefici connessi compresa la diaria giornaliera che sostituisce la busta paga;
 
-         ti viene attribuita una specializzazione con responsabilità personale a livello giuridico- amministrativo che in molti casi ti portano ad avere in “carico” qualche milione di euro di materiali;  
 
-         per 15 anni di servizio percepisci un’indennità di impiego operativo inferiore nei confronti del ruolo che hai lasciato;
 
-         non hai lo svecchiamento come i VSP, ma puoi chiedere di essere trasferito competendo in alcuni casi in graduatoria con marescialli vecchio iter che ovviamente hanno molti punti in più;
 
-         hai una evoluzione economica dello stipendio di 10.25 punti parametrali in non meno di 24 anni di servizio invece i VSP che hanno una evoluzione di 12.25 in 19 anni di servizio ed ai Marescialli che hanno una evoluzione 18.25 punti di cui 12.25 nei primi 19 anni di servizio;
 
-         HAI IL COMPLESSO DEL “RIORDINO DELLE CARRIERE” CHE DA ANNI TI FA’ TEMERE DI ESSERE “PROMOSSO” AL RUOLO INFERIORE;
 
-         E tutti quei benefit previsti per i giovani sergenti nei vari reparti…
   
 
In fine, voglio affrontare il nodo dolente della rappresentatività del ruolo sergenti all’interno dei CO.CE.R., che tanto dibattito ha creato nel recente passato, e che mio malgrado vi ha visto unico protagonista nell’ambito della nostra Forza Armata, con degli aspetti “curiosi” che mi riservo di affrontare in altra sede.
 
Ora per essere molto chiaro, che sia quanto meno opportuno una presenza con pari dignità del mio ruolo, in tutti i livelli della rappresentanza militare, io ne sono pienamente convinto è tra l’altro tutte le proposte di riforma recepiscono a pieno tale necessità, ulteriore prova stà nel fatto che il CO.CE.R. Aeronautica Militare come sapete ha avuto il coraggio di affrontare anche se provvisoriamente tale problematica. Invece voi dell’E.I. dopo una estenuante discussione durata diversi mesi avete “di fatto” accantonato la discussione, come se qualcuno di voi non gradisca la presenza anche se “precaria” e “provvisoria” del sergente tra voi, considerandolo un’ostacolo a non so bene a quale scopo.
 
Cari delegati CO.CE.R. non voglio neanche ipotizzare che nella prossima “coda contrattuale” non si ottemperi alla DICHIARAZIONE D’IMPEGNO sulle operative dei sergenti, che rappresenta un “nervo scoperto” nel già delicatissimo equilibrio fra i due ruoli dei sottufficiali, uno dei quali, il mio, a cui ho l’onore di appartenere, formato da più di 5.000 uomini che semplicemente reclamano maggiore “considerazione”.
 
Ed in fine una riflessione, se nel COCER erano presenti i sergenti, avrebbero acconsentito all’aumento dell’incremento della base dell’indennità operativa dal 115 al 120%, quando il ruolo sergenti ha la base inferiore al dovuto da oltre 10 anni….
 
 
Cordialmente.
 
Domenico BILELLO
 

L'articolo e' disponibile anche nella vesione stampabile su questa pagina web: http://www.forzearmate.org/sideweb/2007/approfondimenti/gentile-francesco-non-dimenticateci-cocer_15082007.php


Cari Colleghi,

dopo un periodo “duro” per la Rappresentanza Militare, riferito alla concertazione normo-economica, conclusasi con una prima vittoria del Consiglio Centrale della Rappresentanza, il Consiglio non ha di certo intrapreso il periodo delle vacanze, ha rivolto principalmente la sua attenzione sui Volontari in Ferma Breve, sul Concorso nelle Forze di Polizia riservato al personale Volontario in Ferma Prefissata Annuale e sul Precariato.

Infatti, proprio con le tre ultime delibere il Co.Ce.R. ha affrontato queste problematiche.

Riguardo alla prima problematica il Co.Ce.R. ha richiesto al Capo di Stato Maggiore di interessarsi presso le Superiori Autorità al fine di concedere il famoso “patentino” al personale Volontario in Ferma Breve congedato, poiché allo stato attuale suddetto personale al termine della ferma contratta per poter concorrere ai concorsi riservati al personale Volontario in Ferma Prefissata Quadriennale deve arruolarsi nuovamente in qualità di Volontario in Ferma Prefissata Annuale.

Il Consiglio ha scelto di intraprendere questa strada ed ora la trattazione del problema verrà ridiscussa in sede Comparto Difesa.

In riferimento alla seconda problematica relativa al Concorso nelle Forze di Polizia riservato al personale in Ferma Prefissata Annuale, il Co.Ce.R. ha richiesto con delibera al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, prendendo atto dell’interessamento degli uffici preposti dello Stato Maggiore Esercito, un punto di situazione riguardo al personale Volontario in Ferma Prefissata Quadriennale che all’atto dell’inoltro della domanda pur rivestendo lo status di Volontario in Ferma Prefissata Quadriennale e non avendo concorso a nessun arruolamento nelle Forze di Polizia è stato escluso.

In ultimo , il Co.Ce.R., attendo alla problematica del Precariato che investe le Forze Armate, considerato negli ultimi giorni gli svariati articoli di giornale che hanno suscitato nel personale precario un fenomeno di allarmismo, il Consiglio ha richiesto al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, che da sempre ha rivolto un’attenzione particolare a questo fenomeno, di mettere a conoscenza tutto il personale di eventuali novità a livello di Forza Armata che investono i militari precari.

A parer mio, egregi colleghi, resto fiducioso e faccio sempre riferimento alla Direttiva 1238 che il nostro Capo di Stato Maggiore ha diramato fino ai minimi livelli, tranquillizzando tutto il personale sulla problematica. Ripongo maggiore fiducia, inoltre, sulla dichiarazione contenuta nella direttiva finalizzata alla “tranquillità”, nel caso in cui l’evolversi degli eventi dovessero intaccare il modello difesa, la nostra Forza Armata riporrà maggiore interesse nel personale precario tutelandolo ai massimi livelli allo scopo di non “negare un sogno quasi realizzato”.

14/8/2007

C.le VFP4 GENTILE Francesco
Delegato Co.I.R. ComLog X Mandato
Delegato Co.Ce.R. X Mandato

gentile.franc@tiscali.it

 

 
Di Admin (del 03/02/2007 @ 19:59:57, in Articoli, linkato 4376 volte)

La redazione di forzearmate.org - Sideweb - esprime un profondo cordoglio alla famiglia dell'Ispettore Filippo Raciti, deceduto a seguito dei tafferugli successi durante il derby  fra Catania e Palermo.

Sideweb, 3/2/2007 

fonte: www.repubblica.it
L'ispettore Raciti prestava servizio da 20 anni. Era Cavaliere del Lavoro - Un quotidiano raccoglie fondi per i figli, dal Coni due borse di studio
Filippo, un poliziotto altruista e coraggioso - "Non ha mai amato il calcio"
Era un volontario della Croce Rosse con la moglie
CATANIA - Quasi vent'anni di servizio nella polizia, Cavaliere del lavoro nominato dal presidente Ciampi, donatore di organi, sangue, volontario della Croce Rossa insieme alla moglie e poliziotto coraggioso. Colleghi ed amici descrivono così Filippo Raciti, l'ispettore di polizia di 38 anni ucciso ieri sera durante gli scontri che hanno insanguinato il derby siciliano Catania-Palermo.

Coraggioso perché, come ricorda Roberto, collega di lavoro e amico, "era di un altruismo unico che manifestava anche quando non era in servizio. Ricordo l'ultima alluvione che ha colpito Catania quando Filippo, pur non essendo in servizio, non esitò ad intervenire per salvare una persona immobilizzata nella sua casa vicino all'aeroporto".

Raciti aveva due figli: una ragazza di quindici anni e un bimbo di nove. La figlia l'hanno vista allontanarsi oggi dall'ospedale sorretta da alcuni parenti in preda alla disperazione. Per lei e il fratello due iniziative importanti: il quotidiano La Sicilia ha indetto una raccolta fondi, mentre il Coni, fa sapere il presidente Gianni Petrucci, ha intenzione di istituire delle borse di studio destinate a loro. La moglie, Marisa Grasso, tra due settimane avrebbe dovuto sostenere l'esame per diventare infermiera: era volontaria da due anni insieme al marito.

La notizia della morte di Filippo l'hanno saputa dalla televisione. E' sempre Roberto, il poliziotto con cui Raciti formava una coppia affiatata in servizio e nella vita privata, a confidarsi con la stampa: "A me è arrivato un sms, la famiglia l'ha saputo dalla tv. E' una cosa che non voglio neanche commentare. Filippo era come fratello per me, è stato il padrino di mio figlio al battesimo. Siamo entrambi donatori di organi e sangue e ci siamo occupati anche di problemi di bambini soli. L'ultima volta che l'ho visto è stato ieri, nel pomeriggio. Mi ha dato il suo foulard rosso - continua Roberto - quello della divisa, dicendomi di tenerlo perché secondo lui tirava una brutta aria e avrei potuto averne bisogno. Sembra quasi una premonizione".

E dire che a Filippo "non interessava il calcio. Non era il primo derby che facevamo insieme. In un derby fra Catania e Palermo - aggiunge ancora Roberto - siamo stati insieme ad un processo contro un tifoso che ha patteggiato". Salvatore Renda, l'altro poliziotto ricoverato ieri sera in seguito ai tafferugli, ricorda quando Raciti entrò in polizia nel 1988, trascorrendo gran parte della sua carriera nel Reparto mobile, tanto da essere uno degli uomini di maggiore esperienza. "Un uomo maturo più della sua età" racconta Renda.

Parole di cordoglio per il poliziotto deceduto arrivano anche dal principe Emanule Filiberto di Savoia: "Ho deciso di dedicare il mio viaggio a Catania alla famiglia di Filippo Raciti e a tutta la Polizia di Stato. Desidero essere vicino a loro in questo momento". Emanuele Filiberto arriverà domani a Catania, per esprimere la solidarietà di Casa Savoia alla famiglia di Raciti. In una nota, la Casa reale esprime anche il suo cordoglio verso l'Istituto Nazionale per la Guardia d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon, di cui Filippo Raciti era membro.
 

 
Di Admin (del 19/01/2007 @ 20:49:15, in Articoli, linkato 86671 volte)
Roma – Da ieri la stampa si sta occupando di CASE MILITARI occupate da MILITARI “senza titolo” e da relativo filone di indagine avviate dalle procure militari di La Spezia e Torino (vedi http://www.metronews.it/ edizioni di ieri e di oggi). Sotto i riflettori sono finite pure gli appartamenti ubicati nella Reggia di Caserta ed occupate da presunti militari “Sine Titulo” ovvero con il titolo di concessione scaduto. Abbiamo allora posto alcune domande al PRIMO MARESCIALLO LUCA TARTAGLIONE – DELEGATO CO.CE.R. DELLE FORZE ARMATE e CORPI ARMATI delle STATO, PRESENTE SU TERRITORIO CAMPANO.
 
MARESCIALLO TARTAGLIONE, QUAL’E’ LA PROPOSTA DEL COCER SULLA PROBLEMATICA ALLOGGIATIVA DEI MILITARI:
La Rappresentanza Militare finalizza la propria azione attraverso una analisi della problematica libera da qualsiasi fondamento ideologico o pregiudizio. Analizzando l’intero contesto organizzativo e non estrapolando degli elementi da contesti diversi. Per cui l’entrata in crisi del precedente modello Legislativo dato dalla L. 497 del 1978 non è stato assolutamente esaustivo alla pronta risoluzione di tale problematica. Gli ultimi provvedimenti legislativi ci danno una chiara indicazione su che terreno muoverci. Per questo penso che l’azione della Rappresentanza non può discostarsi da una rinnovata programmazione edilizia ed un migliore accordo nei programmi con gli Enti locali.
 
AVETE MAI FATTO DENUNCE ALLE VOSTRE AUTORITA’ CORRISPONDENTI
Il COCER ha posto sempre attenzione alle problematiche alloggiative utilizzando lo strumento della deliberazione del Consiglio Centrale della Rappresentanza Militare nonché seguendo sia l’evoluzione normativa che quella legislativa in materia.
 
QUALI SONO I CASI DI ABUSO CHE IL PERSONALE VI HA SEGNALATO
L’abuso inteso come lesione del diritto ritengo che ogni cittadino debba riferire all’autorità giudiziaria. Se invece ci riferiamo alle carenze normative allora confermo ciò che ho detto prima ovvero che la Rappresentanza Militare ha sempre operato con l’Autorità di riferimento nel cercare di sanare i vuoti normativi al evitando appunto discrasie fra gli utenti e ricercando il maggior sostegno possibile a tutto il personale.
 
PENSA POSSIBILE UNA COLLABORAZIONE SINERGICA TRA COCER E L’ASSOCIAZIONE “CASADIRITTO” CHE TUTELA GLI UTENTI MILITARI C.D. SINE TITULO.
CASADIRITTO appunto tutela solo una parte del personale che ha fruito e fruisce dell’alloggio della Difesa e credo sia animato da soli interessi di parte, per cui non credo possibile tale sinergia.
 
MOLTI MILITARI SOSTENGONO CHE L’INERZIA DELLE ISTITUZIONI E DEL COCER SIA DOVUTA AL FATTO CHE MOLTI ALLOGGI SONO AD OGGI OCCUPATI DA UFFICIALI DI ALTO RANGO SENZA TITOLO
E’ una osservazione legittima dei “molti militari” che preferisco non commentare.
A margine di questa intervista vorrei però farvi partecipi di una mio ricordo che credo estremamente emblematico della complessità della questione: nell’aprile 2003 un coraggioso Capo di Forza Armata decise di procedere a sfratti di sua competenza, iniziando da un suo collega GENERALE con alloggio nella Città di ROMA (che rappresenta il grande nocciolo della questione con alloggi ubicati nel centro cittadino da valori catastali stratosferici). Allora intervenne un deputato di area “governativa” che con una missiva indirizzata al Capo di Stato maggiore, dichiarava di essere domiciliato presso l’abitazione del Generale ……… al quale era stato intimato di lasciare l’alloggio di servizio sito in via…….. a Roma, nella lettera si presero con forza le difese del Generale diventato (per l’occasione) “ coinquilino” dell’onorevole e si chiese di rivedere la decisione riguardante lo sfratto pendente!!!! Terminado addirittura la missiva con la seguente frase << La invito a riconsiderare la decisione di sfratto pendente nei confronti del mio coinquilino gen. ……. e La informo che seguiranno adeguati provvedimenti politici e parlamentari.>>.
Chissa se il parlamentare dell’epoca, nel difendere il GENERALE con lo stipendio da generale…., una liquidazione da generale…… ovvero il classico soggetto che ha bisogno di “ tutela”, abbia poi pensato al resto del personale che aspettano che si liberi un alloggio per porre fine magari ad una vita da pendolare e vivere quotidianamente con la propria famiglia, che aspettano di poter pagare un affitto normale, che credono nella giustizia e nelle regole.
Luca Tartaglione (*) (*) delegato Co.Ce.R. dell’ESERCITO ITALIANO
fonte: http://www.casertanews.it
 
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