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Il blog dei militari

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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 29/08/2010 @ 15:34:38, in Estero, linkato 58 volte)
(AGI) - Berna, 28 ago. - Il nonnismo nell'esercito non risparmia nemmeno la Svizzera, dove alcuni superiori di grado hanno picchiato a colpi di catena sei reclute.

GUARDA IL VIDEO

 L'episodio e' avvenuto nella caserma di Biere, e a rivelarlo e' stato un video girato di nascosto da un commilitone e inviato al giornale Blick. Il portavoce dell'esercito elvetico, Christoph Brunner, lo ha definito "un fatto assolutamente inaccettabile". "L'esercito svizzero non puo' tollerare episodi di spregio della persona umana come questo", ha affermato, avvertendo che "se tra i picchiatori c'erano davvero dei sottufficiali, questi hanno cessato di esserlo". Nel video si vedono sei militari in piedi con le mani appoggiate al muro di un edificio che urlano di dolore mentre vengono picchiati a colpi di catena da un paio di superiori, tra le risate di altri soldati che assistono al pestaggio. L'anonimo testimone ritiene che si sia trattato di una sorta di rito di iniziazione per le giovani reclute, che avevano preso servizio da sette settimane. "Deve essersi trattato di un rituale per fare delle reclute dei soldati a pieno titolo", ha spiegato l'autore del filmato. Christian Burri, vice portavoce del ministero della Difesa, ha liquidato l'episodio come "uno scherzo di cattivo gusto" sostenendo che si sarebbe trattato di "una messinscena, compreso il video". I soldati non sarebbero stati colpiti con catene, ma con corde. Il soldato autore del filmato, di cui Blick ha fornito solo le iniziali, T.M., ha invece confermato le sue accuse, spiegando che "nessuno nella caserma sapeva che stavo filmando" ed aggiungendo di averlo fatto perche' altrimenti nessuno gli avrebbe creduto.

 
Di Admin (del 15/07/2010 @ 10:42:26, in Estero, linkato 238 volte)
Anche lontano dalle bombe e dai combattimenti, i soldati americani rientrati negli Stati Uniti continuano ad essere vittime di morti violente.
 
Lo scrive il New York Times, prendendo l’esempio di una brigata rientrata a casa dopo mesi passati nella città irachena di Mossul.
Del gruppo, solo uno era stato ucciso in Irak mentre altri sette erano morti negli Stati Uniti, per suicidio, per incidenti d’auto o per abuso di droghe. Sei avevano invece commesso crimini che erano costati la vita a quattro persone.
Per il loro comportamento, il 10% dei 3.500 soldati della brigata di Mossul sono stati colpiti da misure disciplinari, mentre 39 sono stati condotti di fronte alla Corte marziale.
Dal settembre 2001 i soldati americani hanno passato la maggior parte del loro tempo sui campi di battaglia in Irak o in Afghanistan; rientrare a casa per un congedo o addirittura in via definitiva rappresenta spesso un fatto traumatico, difficile da gestire. Al punto che l’esercito statunitense ha studiato un programma apposito per cercare di far fronte a queste situazioni.
I soldati a capo delle brigate sono stati iscritti in programmi di prevenzione del suicidio e sono stati incoraggiati a chiedere ai loro soldati dettagli sulla loro vita privata, sul matrimonio, sulla famiglia, il tutto nella ricerca di elementi dissonanti.
I “casi a rischio” sono stati inseriti in una lista e seguiti da vicino. I casi più gravi sono stati estromessi dall’esercito, senza più essere seguiti al loro rientro a casa.
http://www.ticinolibero.ch
 
Di Admin (del 11/07/2010 @ 23:26:20, in Estero, linkato 225 volte)

Ci sono soldati che ballano per le vie di Hebron. Scherzano, si divertono, ridono. Sfogano così tutto lo stress che il ruolo comporta. Soprattutto nei territori a loro ostili come la Cisgiordania.
Poi ci sono altri soldati che non reggono il peso. E la fanno finita. Nei primi sei mesi dell’anno 19 soldati giovanissimi si sono tolti la vita. Chi con un colpo di pistola alla testa. Chi buttandosi da un terrazzo.
Un dato che preoccupa. Perché nell’intero 2009 a suicidarsi erano stati in 21. Se continua così, il record negativo del 2005 – 35 morti – rischia di essere battuto. E di non poco.
A fare luce sull’alto numero dei suicidi tra le file dell’esercito israeliano è il quotidiano Yedioth Ahronoth. Citando fonti militari, il giornale scrive che secondo le indagini compiute in passato su ogni singolo caso di soldato che s’è tolto la vita non ci sarebbero «connessioni dirette» con la vita di caserma e le attività belliche.
Una risposta che non basta allo stato maggiore. Che ha già iniziato a dare maggior peso alla componente psicologica dell’addestramento, a organizzare nuovi corsi per ufficiali destinati a individuare in anticipo situazioni di disagio fra i sottoposti e a disporre una riduzione del numero dei militari autorizzati a detenere regolarmente armi.
Nel 2008, per la prima volta, due ufficiali furono condannati per non essere riusciti a evitare il suicidio di un soldato che mostrava – a detta degli specialisti – evidenti segni di disturbo mentale. Nello stesso caso, anche uno psichiatra fu sottoposto a processo disciplinare per non aver curato il soldato.
http://www.direttanews.it
 
Di Admin (del 11/07/2010 @ 10:14:30, in Estero, linkato 142 volte)
Ogni soldato dispiegato in Afghanistan costa un miliardo e duecento milioni all'anno
 
Dal 2002 i militanti filotalebani, attivi lungo la frontiera tra Pakistan e Afghanistan, hanno ucciso almeno 120 autisti di camion carichi di rifornimenti per le forze della coalizione Nato. In otto anni sono stati distrutti tra i cinquemila e i seimila mezzi. Aumentano così le spese per i rifornimenti alle truppe dispiegate in Afghanistan e l'economia pachistana è sempre più in difficoltà. La causa comune va ricercata proprio nei frequenti attacchi che gli insorti sferrano in Pakistan contro i camion carichi di rifornimenti o contro le strade lungo cui viaggiano i convogli.
 
Secondo il Washington Post che cita un'analisi del Center for Strategic and Budgetary Assessments,
il raddoppio dei costi di trasporto delle corse dal Pakistan verso l'Afghanistan, sommato ai costi della logistica per le rotte in Asia centrale, ha fatto schizzare a un miliardo e duecento milioni all'anno il prezzo della guerra per ogni soldato dispiegato in Afghanistan.
 
Per ridurre le perdite, gli Stati Uniti cercano da tempo di coinvolgere autisti di etnia pashtun, la stessa dei Talebani e dominante lungo le zone di frontiera tra Afghanistan e Pakistan nonchè nel settore dei trasporti pachistano.
 
Le violenze, che portano alla chiusura delle strade, si ripercuotono anche sull'industria e sull'economia del Pakistan: negli ultimi otto anni, circa l'80 per cento del nordovest pachistano è stato chiuso. Un problema economico, ma non solo: senza lavoro, infatti, i giovani sono prede facili per l'estremismo e il terrorismo.
 
 
Di Admin (del 11/07/2010 @ 10:13:03, in Estero, linkato 131 volte)
(AGI) Londra - Negli Usa e' stato creato "sangue artificiale" inesauribile per salvare i soldati feriti sui campi di battaglia. E' ottenuto dalle cellule dal cordone ombelicale che vengono fatte sviluppare in una macchina che mimando il midollo osseo, riesce a produrre quantitativi in teoria inesauribili di tipo 0, il gruppo universale. La societa' Arteriocyte, che l'ha prodotto ha appena inviato le prime sacche alla Fda per ottenere il via libera alla produzione su scala industriale .
 
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