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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 06/09/2010 @ 20:27:22, in News, linkato 2658 volte)

Rinnovo del contratto di lavoro personale militare delle FF.AA. e FF.PP. - Biennio economico 2008/2009.

Brunetta risponde al Sindacato CONSAP: "Ribadisco per l'ennesima volta la mia volontà a chiudere il contratto 2008-2009 del personale della polizia e delle forze armate".


Roma, 6 set. - Con riferimento al comunicato della CONSAP (Confederazione sindacale autonoma di polizia), il Ministro Renato Brunetta conferma la sua disponibilità - peraltro sempre manifestata - a chiudere rapidamente il contratto relativo al biennio 2008/2009 del personale delle forze di polizia e delle forze armate, utilizzando le risorse stanziate per questo settore. Le leggi finanziarie per il 2008 e per il 2009 stanziano infatti risorse pari a 702 milioni di euro lordi dal 2009, cui si aggiungono ulteriori 100 milioni di euro lordi stanziati dalla legge finanziaria per il 2010, per un totale di 802 milioni di euro a regime dal 2010. Il valore medio mensile lordo di aumento retributivo pro capite è quindi pari a circa 100 euro. Il quadro delle suindicate risorse è ormai compiutamente definito già da circa un anno ed è il medesimo che si prospettava all'apertura delle trattative. Pertanto la mancata conclusione del contratto non è certo attribuibile alla responsabilità del Ministro Brunetta ma semmai all'atteggiamento ostruzionistico di "alcuni sindacati".

Dal sito del Ministro Brunetta:
http://www.innovazionepa.gov.it/comunicazione/notizie/2010/
settembre/03092010-brunetta-a-consap.aspx

 
Di Admin (del 31/08/2010 @ 12:07:50, in News, linkato 102 volte)


Dispostissimi a combattere per le loro case, fino all’ultimo uomo. «Ma non faremo cortei o sit-in stradali, anche se la nostra annunciata rivolta non farà meno rumore». Già, perchè a protestare non sono abitanti qualsiasi bensì militari. Per di più, alti graduati. Tanto che il loro caso è stato definito come quello degli “alloggi con le stellette”. Ventimila in tutta Italia, con la Campania tra le regioni maggiormente coinvolte. Solo quelli dell’Aeronautica, ad esempio, sono decine: 98 appartamenti a Capodichino (di cui 10 sfitti e 60 occupati da soggetti definiti come “senza titolo”, per lo più anziani militari in pensione che quindi avrebbero perso la titolarità della dimora ma ai quali viene applicato un canone mensile tra i 600 ed i 700 euro); a Grazzanise (sempre nei pressi dell’aeroporto) le case sono 61, di cui appena 10 occupate e le restanti libere; a Posillipo 16, tutte occupate da soggetti con titolo. Per non parlare di quelle di pertinenza dell’Esercito e della Marina. Clamorosa ed inedita la storia delle “case con le stellette” dimenticate dal ministro Giulio Tremonti, che pure ne aveva decretato la cartolarizzazione (con tanto di autorizzazione a procedere) nel lontano 2003. Da allora, invece, è tutto fermo. Appartamenti praticamente già venduti con il placet della Corte dei Conti: ma soltanto sulla carta, causando un mancato incasso allo Stato di oltre 500 milioni di euro. Alloggi che ora gli occupanti (generali, colonnelli, tenenti e così via) rischiano di vedersi sfuggire. Al punto che sono pronti a dichiarare battaglia proprio allo stesso Stato a colpi di carta bollata, raccolte di firme, denunce. Le case del tesoro del Ministero della Difesa «potrebbero essere finalmente vendute dopo il bluff del 2003 e servire finalmente allo Stato per fare cassa», afferma il generale Francesco Bianco. Soldi freschi, indispensabili per evitare parte dei sacrifici agli italiani in tempi di crisi, e che potrebbero anche essere in parte “girati” agli Enti locali maggiormente in difficoltà. Magari per avviare più facilmente il passaggio al federalismo fiscale. Ma perchè questo patrimonio immobiliare resta al palo? Le Forze Armate possiedono circa 20.000 alloggi, che per legge devono essere destinati ad ufficiali e sottufficiali che ricoprono un particolare incarico (devono garantire la “pronta reperibilità”). Una buona parte di questi allogginon è occupata perchè da anni non viene fatta alcuna manutenzione, per cui sono considerati cadenti e pericolosi. «Ma, nel 2003, furono individuati 4.493 alloggi considerati “non più utili alle esigenze della Difesa”, stabilendo anche il prezzo di riscatto: che avrebbe portato nelle casse dello Stato circa 500 milioni di euro – dice ancora Bianco -. Il decreto ministeriale (con annesso l’elenco degli alloggi) fu inviato alla Corte dei Conti, che lo registrò il 21 marzo 2006. Ai destinatari fu comunicato che il loro appartamento era stato “cartolarizzato” e che, quindi, la Difesa non avrebbe più fatto nemmeno la manutenzione straordinaria». Poi arriva il Governo Prodi e la vendita delle case dei militari promesse agli stessi militari viene cancellata. Al punto che gli occupanti, da proprietari in pectore, rischiano (ancora oggi) lo sfratto definitivo. «Ecco perchè abbiamo deciso di scendere in campo. Non vorremmo trovarci con una pensione bassa e, per di più, senza le nostre case». di Mario Fabbroni
http://www.ultimenotizie.tv
 
Di Admin (del 11/08/2010 @ 08:53:08, in News, linkato 158 volte)
Il presidente del municipio Pasquale Calzetta: "È stato già avviato il progetto". Dopo 15 anni di chiusura, arriva il sì della Difesa. "Così meno auto sulla Laurentina"
 
Riaprirà al traffico anche una delle ultime città militari italiane rimaste interdette alle auto private, la Cecchignola. È arrivato il mese scorso il nulla osta dei militari al municipio XII. Così dagli uffici del parlamentino è partita la progettazione per rendere accessibile agli autoveicoli via dei Genieri. "A settembre incontrerò i vertici del ministero della Difesa per stipulare una convenzione, ma finalmente dopo 15 anni abbiamo il placet della città militare - sottolinea Pasquale Calzetta, presidente del municipio XII - L'obiettivo è riaprire la strada entro il 2011".
 
Una battaglia che va avanti ormai dalla metà degli anni '90, quando via dei Genieri venne chiusa dopo un incidente stradale. Da quel momento solo i veicoli della Difesa sono potuti transitare nell'area, completamente "off limits" al traffico privato. Così decine di associazioni sono scese in strada e hanno raccolto 20mila firme. "L'ipotesi di collegare via Kobler con via dei Genieri o con viale dell'Esercito non comporta la realizzazione di nuove strade, è economicamente molto più vantaggiosa che non costruire altre arterie, ma soprattutto è più facilmente attuabile dal punto dei vista dei costi - spiega Massimiliano Di Gioia, presidente dell'associazione "Colle della Strega" - La riapertura della città militare al traffico permette di sbloccare la mobilità di alcuni quartieri come Millevoi, Cecchignola, Castel di Leva e Laurentina senza andare a intaccare l'ultimo polmone di verde rimasto, il Fosso della Cecchignola. Basta solo collegare via Kobler alle strade esistenti".
 
Una decisione che mette tutti d'accordo: cittadini e municipio si schierano per l'accesso alle auto nella città militare. La politica romana del resto si è confrontata per molto tempo sulla riapertura al traffico della Cecchignola. Dapprima, nel 2002, ci fu la votazione di un ordine del giorno nell'aula Giulio Cesare; poi nel 2008 la questione fu proposta nell'assise del parlamentino dell'Eur dalla capogruppo della Sinistra, Matilde Spadaro, ottenendo il plauso generale; infine ci fu la mozione approvata in consiglio comunale nel 2009. E oggi il presidente Calzetta è riuscito ad incassare il via libera dai militari. "È un'operazione dai costi irrisori che prevede un risultato immediato - sottolinea la consigliera Spadaro - perché il traffico si decongestiona e questo va a beneficio di tutti i quartieri circostanti. Ora attendiamo la realizzazione di questo sogno che permetterebbe di dimostrare la validità delle battaglie intraprese da tanti cittadini e finalmente la realizzazione di un atto di buona amministrazione".
 
La progettazione è già partita: "Viene realizzata con fondi municipali", dice il minisindaco dell'Eur. Si tratterà di riasfaltare via dei Genieri e di realizzare un nuovo fondo stradale, creare dei pozzetti per il deflusso delle acque piovane e procedere con delle potature. Un'operazione realizzata d'intesa con la Difesa. E intanto, "entro la fine dell'anno sarà concluso il passaggio della via dalle competenze ministeriali a quelle comunali", rivela Calzetta.
Fonte: www.repubblica.it
 
Di Admin (del 21/07/2010 @ 19:27:10, in News, linkato 24335 volte)
Continua su questa nuova pagina la discussione sui tagli economici subiti dal Personale Militare, della Polizia e del Pubblico Impiego in generale, con il D.L. nr. 78/2010.
Grandissima è stata la partecipazione su questo portale da rendere necessaria la creazione di una nuova pagina web per alleggerire la precedente che ormai era diventata di 3 mb. e di difficile apertura.
I precedenti post sono sempre disponibili su questa pagina web:

http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=359

IL COMUNICATO STAMPA INVIATO ALLE ISTITUZIONI
Manovra finanziaria 2010 e Forze Armate 
Il malcontento dei militari diretto alle Istituzioni
Gli effetti della manovra finanziaria ricadranno pesantemente sui dipendenti statali, ma fuor di misura sul personale dei comparti difesa e sicurezza, tanto oggetto di strumentalizzazione politica e propagandistica in passato quanto oggi facile fonte di recupero per le casse dello stato.
Ed infatti, nel mentre il ddl di conversione del decreto legge n. 78/2010 è presente in Senato, a migliaia giungono presso la redazione di www.forzearmate.org  i messaggi di sconcerto, di delusione e di rabbia da parte di coloro che si sentono distinto “bersaglio” della presente manovra. 
Si stimano in diverse migliaia di euro annui, mediamente, le perdite che subiranno i militari. E non ci si riferisce solo ai mancati aumenti stipendiali, ma altresì ai “prelievi” che saranno effettuati dalle loro buste paga, come più volte specificato in dettaglio attraverso puntuali informazioni diffuse da questo portale. 
L’impressione è che questa manovra si rifletta proprio a danno della “specificità” dei comparti: colpire infatti le indennità operative, le indennità di comando, le progressioni di carriera, gli assegni funzionali, ogni adeguamento automatico stipendiale e, non ultimo per importanza, il passaggio obbligato al trattamento di fine rapporto malgrado l’impossibilità per i militari di costituire fondi pensione negoziali;  tutto ciò non può che essere interpretato quale ingenerosa “ostilità” nei confronti del settore, nessun grado escluso. 
I cittadini in divisa lamentano di non voler essere considerati statali qualsiasi. Ciò non sta a prefigurare una “guerra tra poveri” ma evidenzia che i diritti – pochi – ed i doveri – tanti – non possono che palesare ogni differenza: dai personali tributi pagati nelle missioni internazionali, alla sicurezza dei cittadini, dalla “mondezza” di Napoli all’emergenza terremoto, solo per fare degli esempi: questi “dipendenti statali” esigono rispetto e riconoscenza. 
Migliaia sono i militari che hanno scritto e che continuano a scrivere ancora oggi chiedendo di diffondere la loro voce. Essi si sentono traditi, ingannati da chi ha approfittato del loro giuramento e della loro fedeltà alle Istituzioni.  Il loro pensiero può essere liberamente letto negli interventi del blog aperto a chiunque:
“Specificità” significa disagio, abnegazione, spirito di sacrificio, senso del dovere, compressione dei diritti. Non è giusto mortificarne il senso essendo buoni solo per il 2 giugno, ancor meno per il 2 novembre: tante lacrime quando si torna nelle bare, tanta irriconoscenza quando si è caccia di riscontri. 
Se questa manovra è “contro gli sprechi” e contestualmente si colpiscono gli stipendi dei militari significa che la politica non intende dare cittadinanza a chi difende la Patria, il Popolo, la Costituzione e le libertà.
Non si vive di solo onore, e sono le esigenze di vita ad averlo stabilito. 
“Sono veramente turbato dal silenzio del nostro Ministro come dei nostri vertici militari. Come faccio a motivare i miei uomini al sacrificio, alla disciplina, alla lealtà, quando giorno dopo giorno anch'io mi sento sempre più solo? Dove sono i nostri Capi? Perchè non ci parlano con franchezza? E soprattutto perchè non raccontano al Paese del malessere che corre tra i soldati, soprattutto quelli dei gradi più bassi, che sono poi quelli che hanno pagato in questi anni il maggior tributo di sangue? Ci sono momenti, la maggior parte, in cui bisogna obbedire tacendo. Ma penso che questo sia il momento di parlare alla vostra gente, Signori Generali e Ammiragli, perchè a rischio c'è lo spirito delle Forze Armate, quello che ci ha consentito di rimanere compatti e di tenere alta la bandiera italiana anche quando tutto il resto andava a puttane. E se distruggono lo spirito di questi uomini e donne in divisa, allora distruggono quel poco di anima che è rimasto in questo Paese. Non è una questione di soldi, ma di dignità. Personalmente continuerò a fare quello per cui ho giurato e lo farò sempre e comunque. Ma se devo ordinare ad un Caporale di andare a morire per la Patria, devo poterlo fare guardandolo negli occhi senza vergogna, perchè so che quella stessa Patria non lo considera solo carne da macello. Questo silenzio intorno a noi è davvero assordante”.
 
Di Admin (del 11/07/2010 @ 10:16:38, in News, linkato 316 volte)
 
La Manovra finanziaria all'esame del Parlamento sta gettando nello sconforto tantissime famiglie di militari residenti nella nostra Regione.
E' stato infatti inserito nella manovra un emendamento che, se accolto, vedrebbe migliaia di residenti di alloggi della Difesa - famiglie di militari in servizio, pensionati, vedove - abbandonare le loro abitazioni poiché si vedrebbero addossare un canone di mercato, che non sarebbero in grado di sostenere", lo ha dichiarato Giuseppe Celli, capogruppo della Lista Civica cittadini/e alla Regione Lazio.
"Secondo il testo dell'emendamento, il canone di mercato è previsto -fermo restando l'obbligo del rilascio. Ricordo che questi alloggi sono stati realizzati come alloggi di edilizia economica e che le famiglie che li abitano esercitano, secondo legge, un diritto di utenza, pagando un canone proporzionale al reddito familiare.
I canoni di mercato che si vorrebbero introdurre con obbligo di rilascio, di conseguenza priverebbero di un'abitazione le famiglie che non possono permetterseli", ha spiegato.
"Un simile emendamento vanifica il percorso iniziato dal precedente Governo con la finanziaria 2008, che prevedeva un programma pluriennale per l'acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio, da attuarsi attraverso l'alienazione delle proprietà, dell'usufrutto o della nuda proprietà di abitazioni non più funzionali alle esigenze istituzionali.
Un piano che avrebbe dovuto fungere da volano per consentire di far fronte alle esigenze sia dell?amministrazione, sia del personale militare", ha aggiunto.
 
"Purtroppo, il regolamento di attuazione previsto dalla Legge Finanziaria ed elaborato dal Ministero della Difesa, discostandosi dalla legge del 2008, introduce una norma che non tutela le fasce deboli e rischia di gettare in strada le famiglie dei servitori dello stato.
Tutto ciò si traduce, nel solo territorio di Roma e Provincia, in 2000 famiglie che dovranno abbandonare le proprie case, vuoi per insostenibilità dei canoni di marcato, vuoi in conseguenza del piano di alienazione degli alloggi previsto dal regolamento".
"Ho presentato un'interrogazione urgente alla Presidente Polverini per chiedere quali interventi intenda mettere in campo la Regione al fine di arginare gli effetti nefasti di una vera e propria norma di macelleria sociale", ha concluso.
http://www.tusciaweb.it
 
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