Libia – I caccia intercettori finiscono intercettati

Nel giorno in cui la popolare piattaforma di microblogging compie i suoi primi cinque anni, finisco ‘tweettate’ le conversazioni dei piloti militari in volo sopra la Libia, durante l’operazione ‘Odissea all’alba’. A farsi beffa del segreto militare è stato un ex soldato e radioamatore olandese che ha subito pubblicato tutto proprio su Twitter.

Finiscono su Twitter le comunicazioni tra gli aerei della missione internazionale in Libia. Informazioni che le autorità militari custodiscono gelosamente sono oggi alla portata di tutti grazie ai radioamatori che, da una postazione in Olanda, captano le trasmissioni in chiaro fra le torri di controllo e i jet in volo, per poi postare nomi in codice, posizione e movimenti sul popolare sito di microblogging.
L’obiettivo principale, ha raccontato Huub, ex membro delle forze armate olandesi, “è ascoltare ‘la verità’ escludendo la propaganda militare o politica”. La formula vincente, ha sottolineato il radioperatore, sta nella combinazione fra “l’informazione libera e globale su Internet e le informazioni che ricevo dall’etere”.
Negli ultimi due giorni, Huub ha postato notizie su diversi aerei in missione, compresi due Tornado italiani in volo verso Trapani, una coppia di F-16 americani sulla rotta di Sigonella, in Sicilia, e un aereo-cisterna inglese che stava lasciando lo spazio aereo francese dopo aver rifornito cinque Eurofighter. Fra gli intercettati c’è anche il leggendario ‘Commando Solo’, l’aereo delle forze americane specializzato in guerra psicologica e attività propagandistica.
Ascoltando le trasmissioni ad alta frequenza, Huub ha seguito i movimenti in cielo del velivolo – un EC-130J, versione modificata dell’Hercules – la cui partecipazione alla missione ‘Odyssey Dawn’ in Libia è stata confermata da un ufficiale del
Pentagono, il vice ammiraglio Bill Gortney. Quest’ultimo, tuttavia, ha sottolineato di “non essere autorizzato a parlare delle comunicazioni radio”.
A farlo, si legge sulla rivista Wired, ci ha pensato il radioamatore olandese, che ha reso pubblica una delle comunicazioni captate. Una voce maschile – in inglese, francese e arabo – invita le navi libiche a “non lasciare il porto. Le forze del regime di Gheddafi stanno violando una risoluzione Onu che impone di mettere fine alle ostilità nel vostro Paese. Se tenterete di lasciare il porto, verrete attaccati e distrutti immediatamente”.

Twitter compie 5 anni
La beffa è avvenuta proprio nel giorno del compleanno di Twitter: il servizio di microblogging, con oltre 200 milioni di iscritti, ha completato i suoi primi cinque anni di attività. Un breve periodo durante il quale il sito ha cambiato il modo di comunicare diventando uno strumento fondamentale nel mondo dell’informazione.
Dall’Onda verde in Iran, alla rivolta egiziana, fino alla guerra in Libia, testimonianze, immagini e notizie sono arrivate, attraverso Twitter, alle redazioni delle maggiori testate internazionali. Così, quotidiani autorevoli come il Guardian e il New York Times hanno cominciato a ricevere e inoltrare tweet in tempo reale da tutto il mondo. Il video con gli ultimi istanti di vita di Neda, la donna iraniana uccisa nel giugno del 2009 dalle milizie basiji, fecero il giro del mondo fino ad arrivare sui monitor della Casa Bianca.

Il successo dei tweet
“C’e’ un aereo nel fiume Hudson, sono su un traghetto e stiamo andando a prendere i passeggeri”: questo il messaggio, corredato da foto, di Janis Krums che il 15 gennaio di due anni fa informò il mondo dello spettacolare atterraggio di un aereo in avaria nel fiume di New York. Fu quello, probabilmente, il salto di qualità del socialnetwork inaugurato il 21 marzo del 2006 dal co-fondatore Jack Dorsey con il tweet: “Inviting coworkers” (invitando i colleghi).
Twitter, ha spiegato l’altro co-fondatore, Biz Stone, è diventato oggi uno “strumento di democratizzazione” ed è
utilizzato anche durante le rivolte nel Maghreb per aggirare la censura imposta dai regimi. Il punto di forza è l’immediatezza dell’informazione e la possibilità inviare messaggi in rete anche con un semplice sms, senza collegarsi a Internet.

fonte: http://www.grr.rai.it

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