Sicurezza e cyber-spazio «Recluteremo i giovani». Il generale Graziano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, e le nuove frontiere dal terrorismo alle missioni all’estero, alle emergenze per le catastrofi

Roma, 26 apr 2017 – Hacker al posto dei cecchini. Missioni internazionali anziché la garitta al confine di Stato. Unità ad elevata specializzazione a Amatrice e Forze Speciali a Rigopiano, e niente più ragazzi in servizio di leva ad affollare le caserme. «Tutto è cambiato nel giro di pochi anni e siamo tuttora dentro a una sorta di rivoluzione» sostiene il generale Claudio Graziano, Capo di Stato Maggiore della Difesa. Come dire il Comandante di tutti i militari italiani. «Una nuova minaccia – spiega Graziano – si aggiunge al tema classico della difesa terrestre, aereo-spaziale e navale. Parlo del cyber-spazio, che è la nuova frontiera cui siamo urgentemente chiamati ad operare sul versante della sicurezza. L’evoluzione tecnologica e culturale è tale che un giovane hacker può mettere in crisi degli Stati. E per questo promuoveremo una campagna di reclutamento straordinaria».

Prima di parlare del futuro incombente, iniziamo da una domanda basica, ma nient’affatto scontata. A cosa servono oggi Esercito, Marina e Aeronautica?

«Vero, non è affatto materia scontata. Veniamo da un lungo periodo di difficoltà, in cui siamo spesso stati spettatori di critiche sullo scopo e sull’utilità delle Forze Armate; una mancata comprensione da parte della comunità civile dovuta, in larga parte, al retaggio della sconfitta della Seconda guerra mondiale. Oggi, il nostro ruolo – e, direi, il prestigio – su scala nazionale e globale non sono più in discussione. Abbiamo riaffermato che serviamo essenzialmente per l’impiego legittimo della forza e delle armi a tutela della sicurezza e dell’integrità della Nazione e della comunità internazionale».

Nel concreto e per numeri, quali sono i contenuti principali della vostra missione oggi?

«Nella Prima guerra mondiale, l’Italia contava 34 milioni di abitanti e 6 milioni di militari. Le Forze Armate, a fine anni ’70, consistevano in circa 400mila persone. Tutto è cambiato da quando la difesa dei confini nazionali – peraltro sempre prevista nei compiti istituzionali – ha lasciato il campo alla partecipazione alle missioni internazionali di risposta a situazioni di crisi e alle operazioni a carattere speciale sul territorio nazionale. Siamo così scesi dai 250mila ai 190mila della legge sul professionale, stando al Libro Bianco, dovremo attestarci a circa 150mila unità per consentire anche un graduale ringiovanimento delle Forze armate». L’articolo completo continua qui >>> http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2017/04/19/news/sicurezza-e-cyber-spazio-recluteremo-i-giovani-1.15216871?refresh_ce

(Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo)

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