Un Esercito italiano di vecchi, ecco la riforma partorita dal governo

Roma, 6 mag 2017 – 22:19:57 – Prendiamo spunto da un recente articolo apparso su Il Sole 24 ore che a sua volta riprende una inchiesta de La Verità per fare una riflessione sulla riforma del Ministro Roberta Pinotti che promuove 13mila ufficiali in un colpo solo. Questa promozione in blocco è stata fatta “linearmente” per aumentare gli stipendi del personale con le stellette al pari di quello che si fa per i dipendenti pubblici civili; il problema qui però, come riporta molto intelligentemente l’articolo de Il Sole 24 ore, è che nel campo militare non è possibile avere due comandanti di una stessa compagnia o 3 comandanti di una stessa divisione, soprattutto in un Paese che vede gli organici diminuire con Reggimenti che riconsegnano la bandiera di guerra, Stormi che chiudono, e dismissioni di unità navali.

Cosa succederà quindi? Si prospetta una parcellizzazione di compiti, una creazione di nuovi uffici, inutili, e una ridondanza di incarichi che contribuirà solo ad una cosa: generare caos e confusione in un sistema che andrebbe razionalizzato. E la riforma Di Paola? Dimenticata a quanto pare.

L’ex Ammiraglio e Ministro della Difesa aveva stilato un piano, ratificato poi nel Libro Bianco della Difesa, per una effettiva razionalizzazione degli incarichi, accorpando quei comandi e quelle specifiche che risultavano doppie, se non triple, per snellire l’apparato burocratico militare e renderlo più efficiente (e reattivo, cosa che in caso di guerra non fa mai male).

Ora, con questo non vogliamo tessere le lodi di una riforma, quella Di Paola, che abbiamo aspramente criticato perché ha portato, direttamente, alla chiusura di Stormi e Reggimenti che, nel quadro del mutato panorama politico internazionale, andrebbero potenziati invece che tagliati, però il piano dell’ex Ammiraglio prevedeva un drastico taglio degli effettivi nei quadri delle Forze Armate con un progetto di riallocazione in ambito civile per quegli ufficiali e sottufficali, di ogni grado, che dovevano uscire dagli organici.

Parallelamente si sarebbe dovuta avere una campagna di arruolamento per la truppa, a tempo determinato, con la possibilità di passare in SPE solo per gli elementi più qualificati: un modo anche per svecchiare le nostre Forze Armate che invece si avviano verso una rapida senescenza. L’articolo completo continua qui >>> http://www.ilprimatonazionale.it/economia/la-riforma-dei-gradi-partorisce-un-esercito-vecchi-62620/

(Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo)

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