Lo stress post-traumatico, la malattia silenziosa che colpisce i nostri militari

Roma, 2 giu 2017 Marco Sarti – È un disturbo diffuso, ma ancora poco noto. Colpisce i soldati di ritorno dal fronte: in particolare dalle missioni in Afghanistan e Iraq. Talvolta spinge fino al suicidio. La Difesa riconosce diversi casi, ma ammette che il fenomeno è sottostimato. Tra le vittime anche le forze di polizia. «Nella notte si è alzato frequentemente dal letto, ed impugnata la baionetta si avviò per uscire dall’ospedale dicendo che vi erano dei compagni che l’attendevano fuori. Interrogato sul perché di questo strano comportamento, disse di non ricordarsi più nulla». Così si legge nella cartella clinica di un giovane soldato ricoverato dal fronte. È il 2 gennaio 1916, l’Italia è da poco entrata nella Grande Guerra. A Ferrara, nelle retrovie, il professor Gaetano Boschi ha appena trasformato l’antica Villa del Seminario in un ospedale militare all’avanguardia. Un centro specializzato in quello che già allora appariva come un nuovo disturbo neurologico: la nevrosi traumatica da guerra. Nel centro ospedaliero vengono accolti i soldati italiani reduci dalla vita di trincea. Truppe e ufficiali marchiati da invisibili, ma evidenti, cicatrici ereditate dalle esperienze belliche. Accessi catatonici, crisi epilettiche, paralisi e perdita della parola, enormi attacchi di panico. Patologie nate sotto i bombardamenti e durante le carneficine in prima linea.

A un secolo di distanza, il progresso scientifico va avanti. Oggi la medicina si occupa dello stress post-traumatico che spesso colpisce i soldati di ritorno dal fronte. È una patologia comune, diffusa anche nel nostro Paese. Eppure ancora poco conosciuta. Dall’Iraq all’Afghanistan, le missioni militari internazionali degli ultimi anni hanno visto aumentare l’incidenza del disturbo. Ancora una volta l’esperienza del combattimento e il dramma della guerra lasciano nei militari segni profondi, talvolta molto difficili da superare. In alcuni Paesi il fenomeno è così diffuso da aver assunto il profilo di un allarme sociale. Secondo alcune stime, negli Stati Uniti almeno il 20 per cento dei reduci da teatri operativi accusano sintomi di post-traumatic stress disorder. Un fenomeno che nei casi più estremi si lega a una drammatica conseguenza: la diffusione dei suicidi. L’articolo continua qui >>> www.linkiesta.it

(Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo)


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