MILITARI E DIPENDENTI PUBBLICI / Previsto il licenziamento e da subito stretta sulle assenze: arriva il tetto massimo per le malattie gravi

Roma, 13 giu 2017 Lo Stato che no c’e’! Un tetto massimo di assenze per malattia durante l’anno anche in caso di gravi patologie che richiedono terapie salvavita quali chemioterapia ed emodialisi. Lo Stato come al solito abdica sulla verifica delle applicazioni ed eventuali abusi alle Leggi vigenti optando come al solito su tagli lineari immediati e a costo zero anziche’ scovare e punire coloro che abusano delle assenze per malattie. Siccome costa di piu’ verificare se una malattia comporta determinati giorni di assenza e se magari e’ vera, si inventano che ti danno un tot di giorni e poi ti arrangi (cosa che deve valere per un malato finto o semifinto e un matato vero, vero). Quindi chi abusa puo’ facilmente cavarsela ma chi ha una patologia veramente grave dovra’ pregare qualche Santo. Quindi cosa ci inventera’ il Ministro di Turno?  Dove e’ finito il lato umano? che fino ad oggi il dipendente malato veniva rispettato e garantito nel suo percorso di recupero medico?Perche’ un malato vero deve pagare per coloro che abusano? Perche’ non scovare i finti malati e premiare chi rispetta la legge? Abbiamo vissuto da qualche anno un momento di ampliamento dei diritti per i lavoratori ed ora iniziano a riprendersi quasi tutto. Facili a punire e togliere ai dipendenti (parte debole del mondo lavorativo) ma restii a limitarsi i loro diritti, stipendi e privilegi di sorta parlamentare. Cosi’ da sempre vanno le cose e l’Italia per questo rasenta la bancarotta. Ricordo ad inizio di questa Legislatura Parlamentare, a seguito di pressione dell’opinione pubblica sui mezzi di comunicazione internet,  che il Presidente del Senato – On. Grasso, insieme al Presidente della Camera, On. Boldrini, si presentarono spontaneamente in TV, poco dopo la loro elezione, inpegnandosi pubblicamente, tra le altre cose, per la riduzione dei privilegi e stipendi dei Parlamentari. E’ stato fatto?

Di seguito proponiamo la lettura dell’approfondimento di QuiFinanza.it – Un tetto massimo di assenze per malattia durante l’anno anche in caso di gravi patologie che richiedono terapie salvavita quali chemioterapia ed emodialisi. È l’ulteriore stretta sull’assenteismo prevista dalla riforma Madia che rimette mano anche al capitolo licenziamenti nel pubblico impiego.

Il prossimo 22 giugno entrerà in vigore infatti il nuovo codice disciplinare per gli statali. Le nuove regole del decreto 75/2017 sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale numero 130 del 7 giugno. Lo statale bocciato per tre anni di fila potrà essere licenziato, ma la scure si abbatterà anche sui furbetti del cartellino, sugli assenteisti e per chi è reo di “scarso rendimento” a causa di reiterate violazioni degli obblighi per cui è già stato sanzionato.

NUOVE NORME – Saranno previste norme, si legge sul decreto 75/2017, “in materia di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti finalizzate ad accelerare e rendere concreto e certo nei tempi di espletamento e di conclusione l’esercizio dell’azione disciplinare”.
Nel mirino delle nuove misure anche chi dichiara il falso per ottenere posti e promozioni e per chi viola in modo grave e reiterato i codici di comportamento come accettare regali costosi e abusare dell’auto di rappresentanza. Dito puntato, poi, verso chi si assenta dal lavoro quando più serve, rischiando di creare difficoltà, magari in coincidenza con un grande evento, l’iscrizione alle scuole o la presentazione del 730.

TETTO MASSIMO MALATTIA – Sarà l’Aran a negoziare, in sede di trattativa, il computo dei giorni di assenza collegati al l’effettuazione di terapie salvavita “anche se non coincidenti con i giorni di terapia e a condizione che si determinino effetti comportanti incapacita lavorativa”. Un ampio capitolo dell’atto di indirizzo del resto è dedicato a permessi, assenze e malattia, un tema delicato che da settembre sarà affidato ai controlli dell’Inps secondo quanto previsto dal nuovo testo unico del pubblico impiego.

Madia prevede inoltre una disciplina specifica sui permessi orari per visite mediche, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici fruibili a giorni e addirittura a ore. Ma anche permessi brevi a recupero, permessi per motivi familiari e riposi connessi alla ‘banca delle ore’ che viene indicata come “base di partenza per ulteriori avanzamenti nella direzione mi una maggiore conciliazione e tra tempi di vita e di lavoro”.

L’articolo continua qui >>> http://quifinanza.it

(Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo)

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