La difesa europea

Roma, 24 Giu 2017 – di Daniele Oro – Di fatto viene lanciata la cooperazione strutturata permanente in campo militare grazie alla quale i partner Ue, o alcuni di loro, possono unire le forze in caso di necessità. Saranno presenti anche i famosi Battle Groups che furono istituiti ma, mai effettivamente utilizzati. La questione della difesa europea è sempre stata, dopo Maastricht, al centro di numerose discussioni e visioni opposte, dal momento che non tutti gli Stati Membri, in primis il Regno Unito, erano d’accordo ad estendere le competenze della neonata Unione Europea anche in ambito militare.

Eventi come la Guerra in Jugoslavia e nel Kosovo, però hanno evidenziato la scarsa capacità dell’Unione stessa di gestire queste crisi senza l’utilizzo dell’Hard Power, dimostrando come la Politica Estera di Sicurezza Comune (PESC) fosse del tutto inutile senza il supporto di una forza armata europea, senza il quale il suo potere di negoziazione risultava nullo. Nel 1998 venne stipulato il trattato di St. Malò tra Francia e Gran Bretagna. Quest’accordo fu la sintesi delle due visioni prevalenti in Europa: da una parte la posizione britannica tradizionalmente critica, filo-atlantica e timorosa di compromettere i rapporti con la Nato e con gli Stati Uniti; dall’altra parte, la visione francese che aspirava ad una maggiore indipendenza dagli USA. L’articolo completo prosegue qui >>> https://ecointernazionale.com/2017/06/24/la-difesa-europea/

(Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo)

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