RIORDINO GRADI E CARRIERE FORZE ARMATE (ESERCITO, MARINA, AERONAUTICA, CARABINIERI) / Gli undicimila dirigenti delle forze armate. La riforma delle carriere che scatena le polemiche. Abbiamo 45 generali di corpo d’armata, 108 di divisione, 269 di brigata e 2149 colonnelli. A questi dovrebbero aggiungersi 9.305 tenenti colonnelli e Maggiori

Roma, 24 giu 2017 – OTTIMO RIORDINO ECONOMICO E DIRIGENZIALE PER GLI UFFICIALI. UN TOTALE DISORDINO DEI GRADI ED ECONOMICO PER MARESCIALLI, SERGENTI E GRADUATI. La sintesi fatta da Comellini gia’ nel febbraio u.s. si e’ avverata nella sua complessita’ e veredicita’ confermando gli ottimi benefici immediati e soprattutto futuri per gli ufficiali, lasciando a totale bocca asciutta su tutto il resto del personale militare contrattualizzato, personale questo che avrebbe piu’ bisogno di altri di un miglioramento ecomonico. Segue articolo di Luca Marco Comellini (Tiscali.it) – L’amministrazione militare è forte di un esercito di dirigenti che conta al suo interno 45 generali di corpo d’armata, 108 generali di divisione, 269 generali di brigata e 2149 colonnelli. A questi, se tutto filerà liscio, si aggiungeranno dal 1 gennaio 2018 altri 9.305 tenenti colonnello e maggiori che, senza colpo ferire passeranno nei ruoli dei dirigenti, con il connesso trattamento economico. A conti fatti la Difesa, compresa l’Arma dei carabinieri, su un organico di circa 270mila militari avrà ben 11.876 dirigenti. Cioè un dirigente ogni 23 dipendenti, circa. Sicuramente è questo l’aspetto più inquietante del riordino delle carriere del personale delle forze armate e di polizia annunciato da una raggiante ministra Pinotti al termine del Consiglio dei ministri dello scorso 23 febbraio. Militari e poliziotti attendevano la notizia da oltre un ventennio l’approvazione dello schema di decreto legislativo per riordinare i ruoli le carriere del personale delle forze armate e di polizia e del corpo dei vigili del fuoco.

La soddisfazione dei Cocer

Per dare forza alle sue parole la ministra ha parlato della soddisfazione dei Cocer – e non poteva essere altrimenti visto che in questi giorni il Cocer ha incassato il secondo anno di proroga del mandato elettivo, con un costo per il contribuente di 4,2 milioni di euro per le sole spese di missione e una evidente prevaricazione del diritto-dovere di voto dei restanti circa 300mila cittadini con le stellette – e ha raccontato che mentre era in tour in Kuwait un militare dell’Aeronautica, fuori dai rigidi rapporti gerarchici, incontrandola durante la pausa pranzo, le avrebbe chiesto se sarebbero riusciti a portare a termine il provvedimento. Forse in realtà quell’aviere era preoccupato per il disastro che oggi è sotto gli occhi di tutti.

I problemi di truppa e sottufficiali

Per i militari, quelli della truppa i sottufficiali – i cosiddetti ruoli non direttivi – i guai erano iniziati nel 1995 quando il Governo Dini approvò un corposo pacchetto di decreti legislativi nel tentativo di dare attuazione all’art. 3 della legge 6 marzo 1992, n. 216, in materia di riordino dei ruoli, modifica alle norme di reclutamento, stato ed avanzamento del personale non direttivo e non dirigente delle Forze armate, dell’Arma dei carabinieri, del Corpo della guardia di finanza e del corpo forestale, della polizia e del corpo di polizia penitenziaria.

“Il disordino delle carriere”

Già all’epoca le organizzazioni sindacali delle forze di polizia a ordinamento civile – e non i Cocer – avevano bollato quei provvedimenti come il “disordino delle carriere” tant’è che nel 2003, l’allora governo Berlusconi, per rispondere alle pressanti richieste di un complessivo riordino delle carriere dei poliziotti e dei militari, fu costretto ad inserire nella legge finanziaria una norma che creava una specie di salvadanaio dove ogni anno sarebbero stati accantonati un po’ di soldi fino a quando non sarebbe stata raggiunta la somma necessaria a finanziare i provvedimenti normativi. Somma che all’epoca era stata stimata in oltre un miliardo di euro.

Il riordino delle carriere

Prima del 2010 il fondo per il riordino delle carriere, dal 2006 alimentato con 122 milioni l’anno, conteneva poco più di 760 milioni. Come tutti i salvadanai anche quello creato da Berlusconi in tempi di crisi tornò utile ad altri che lo utilizzarono prelevando la maggior parte di quei soldi per finanziare altre esigenze fino a quando, nel 2015, in occasione della svendita del corpo forestale all’Arma, si tornò a parlare del riordino delle carriere per accorgersi che dopo 13 anni di attesa di quei risparmi erano rimasti disponibili solo 119 milioni: briciole in confronto al miliardo di euro che sarebbe servito per risistemare i danni fatti nel 1995.

Contenti ufficiali e i dirigenti

Tornando al motivo di giubilo della Pinotti basta leggere il corposo provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri per capire che gli unici ad essere contenti saranno gli ufficiali e i dirigenti. Il tanto atteso e acclamato riordino a conti fatti si è tradotto, per un verso, in una illogica modifica del trattamento economico che a ben vedere ha ampliato ancora di più le distanze già ampie tra la paga della truppa e quella dei generali e, per l’altro, nell’inserimento in alcuni ruoli di qualifiche apicali e requisiti più stringenti per passare al grado successivo.

Certo sarebbe stato discutibile per altri versi anche un provvedimento opposto ma, come hanno fatto notare tutte le organizzazioni sindacali: il governo ha disatteso lo spirito della norma del “92 e non è riuscito a sanare gli errori commessi nel “95. Nel complesso i provvedimenti varati hanno deluso le aspettative di tutti gli interessati che ora temono di dover subire, oltre al danno, la beffa di doversi accontentare di pochi spiccioli tra riordino e rinnovo del contratto di lavoro e che questi potrebbero essere nel complesso anche inferiori al bonus renziano di 80 euro che comunque è destinato a sparire già dal 2018. di Luca Marco Comellini. Fonte: http://notizie.tiscali.it del (28.2./2017)

IL RIORDINO ORA E’ DIVENTATO LEGGE DELLO STATO. TROVI TUTTO QUI >>>

(Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo)

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9 thoughts on “RIORDINO GRADI E CARRIERE FORZE ARMATE (ESERCITO, MARINA, AERONAUTICA, CARABINIERI) / Gli undicimila dirigenti delle forze armate. La riforma delle carriere che scatena le polemiche. Abbiamo 45 generali di corpo d’armata, 108 di divisione, 269 di brigata e 2149 colonnelli. A questi dovrebbero aggiungersi 9.305 tenenti colonnelli e Maggiori”

  1. Una parte del cocer carabinieri è molto soddisfatto di questo riordino e riporta notizie dei benefici per i marescialli, sovrintendenti e appuntati e carabinieri che per quanto mi riguarda sono di poco conto e briciole se rapportate ai benefici degli ufficiali che sembra non ne vogliono parlare. A loro dico pubblicate come avete fatto per tutti gli altri le tabelle ed i
    benefici di questi dirigenti. Giovani ufficiali a dirigenti, luogotenente che diventa grado e per vecchi aps e brig.ca. sentite un po QUALIFICHE!!! Ripeto QUALIFICHE! e spiccioli. Addirittura a livello economico un v.brig. non guadagna NULLA O QUASI IL NULLA. Ma loro il cocer e nn solo dell’arma lo difendono. Pubblicate questi dati chiari per tutti anche per gli ignoranti come me e nn ve ne uscite con frase direi stupida leggete gli atti del riordino. Scrivete VOI. Fateci capire che l’eguaglianza del riordino. A questi Sigg dico che un grado in più e’ sicuramente onorifico ma deve seguire anche una degna retribuzione come i Sigg Ufficiali.
    Sono in attesa di leggere

  2. Ma come pensiamo a sto soggetti ke prendono gia un bel stipendio e noi ke lavoriamo alla pari nello stesso ufficio nn se ne parla anzi abbiamo dovuto pagare il concorso interno per livello superiore con il nostro fus Bha ke vergogna l’esercito……….

  3. assurdo, assurdo, assurdo, assurdo, si tratta di un provvedimento che amplia ancora di più la disparità di trattamento economico esistente tra Ufficiali e Sottufficiali/Truppa.
    ma qual’è il criterio e il metro usato per questi provvedimenti????

  4. Penso che se la “distanza tra truppa e generali” (che come paragone già mi sembra azzardato) dovesse essere ridotta, non avrebbe senso mirare a ruoli di comando, per valorizzare la propria persona, il proprio percorso professionale e di studi.

    Tanto vi sarebbe (come auspicherebbe qualcuno) una differenza esigua di trattamento economico.

    Con ciò che fare l’ufficiale comporta in termini di responsabilità e ore di lavoro, sottratte alla famiglia e alla serenità, non mi sembra per niente opportuno questo discorso.

    L’aumento è giusto e necessario per tutti, ma cortesemente evitate i populismi orientati quasi a “mettere il cacio sotto e i maccheroni sopra”, perché non è proprio il caso.

  5. Sig. Marotta la sua risposta sul cacio ed i maccheroni è poco signorile,offensiva. Le ricordo che anche gli altri sottraggono molto tempo ai loro familiari per compiti istituzionali da rendere alla propria amministrazione. Ritengo che ognuno per il
    proprio status e l’attivita’ che svolge debba essere
    adeguatamente e non
    straordinariamente pagato. La retribuzione di chi opera sul campo tutti i giorni non è affatto adeguata alla loro enorme
    responsabilità. Cmq il discorso è
    troppo lungo per affrontarlo su
    questo sito. Si ricordi che il piatto che ha rappresentato è molto buono ma per essere tale dev’essere composto necessariamente da entrambi gli alimenti. Diversamente è sciapo di sapore. Saluti

  6. Quanta ignoranza e superficialità emergono dalla lettura di questo articolo, scritto in maniera palesemente faziosa da qualcuno che non è per nulla informato sulle forze armate e di polizia. Inanziutto, per gli ufficiali non vi è stato alcun miglioramento economico: la nomina a dirigente, infatti, non è andata assolutamente a comportare spese per il ministero della difesa o dell’interno. Già prima della riforma, gli ufficiali con 13 anni di anzianità data nomina percepivano un’indennita di omogenizzazione che, di fatto, veniva anche chiamata “dirigenza”, pur senza essere appunto dirigenti. Ora, con la riforma, si diverrà formalmente dirigenti e a livello stipendiale non cambierà assolutamente nulla. Seconda inesattezza: non ci sarà nessun aumento delle promozioni a maggiore o tenente colonnello, quindi vorrei capire questi fantomatici 9.000 e passa Ufficiali superiori riportati nell’articolo dove saltano fuori.
    La riforma, al contrario, ha toccato profondamente il ruolo Ispettori, Sovrintendenti e la Truppa, andando a modificare anche i parametri stipendiali e le progressioni di carriera. Nessuno ha percepito aumenti stipendiali consistenti, si parla di cifre che si aggirano tra i 60 e i 100 euro netti mensili per qualche figura…di certo non per gli ufficiali.
    Invito chi scrive questi pseudo-articoli ad informarsi e riportare notizie fondate…non le classiche chiacchiere da spaccio.

  7. Ottima disinformazione. Complimenti a chi ha redatto questo “articolo” ma, soprattutto, a chi ne ha approvato la pubblicazione.

  8. È vero sig. Augusto la riforma ha toccato profondamente il ruolo ispettori… infatti come nel mio caso… rimango Maresciallo Aiutante sUPS e da grado apicale prima di questa riforma vengo degradato poiché Luogotenente diventa un grado e non più una qualifica.. Inoltre mentre i Luogotenenti possono ambire a diventare Ufficiali ed anche i Marescialli Aiutanti con massimo 45 anni di età… Io non posso ne ho 48… Mi dica quale vantaggio ho???…. Grazie

  9. Non ho mai visto tanti dirigenti. Uno ogni 23 persone. Ma tutti comandano a chi ?

    Beati voi.

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