NEWS Statali / ECCO LA BOZZA PARTE NORMATIVA DEL CONTRATTO DI LAVORO 2016-2018 / Prosegue la trattativa per il rinnovo del contratto. Previsti altri incontri.

Roma, 7 dic 2017 – Il tavolo tra Aran e sindacati si è appena concluso il 5/12 e per il momento non è stato fissato un nuovo incontro. Ma le riunioni si dovrebbero succedere a ritmo abbastanza serrato. Di certo la parte cosiddetta “normativa” del contratto è in fase avanzata, la bozza presentata oggi supera le 70 pagine. Una parte del sindacato del pubblico impiego fa pressing per ridurre da 36 a 35 ore l’orario di lavoro settimanale per chi nella P.a svolge il servizio su turni o al front office. La richiesta è stata avanzata al tavolo all’Aran, l’Agenzia che rappresenta il Governo nelle trattative per il rinnovo del contratto. Bozza parte normativa all’interno. 

Qui puoi prendere visione della bozza del contratto 2016/18 – parte normativa >>>

In realtà i vecchi accordi già prevedevano questa possibilità, limitandola però a diverse condizioni. Paletti che avrebbero reso difficile l’applicazione della misura. Per ora la bozza di contratto presentata dall’Aran ripropone la stessa formula utilizzata dei precedenti contratti. “Al personale adibito a regimi d’orario su più turni” o con “significative “oscillazioni”, causate “all’ampliamento dei servizi all’utenza e/o comprendenti particolari gravosità”, è applicata “una riduzione d’orario sino a raggiungere le 35 ore settimanali”. Il tutto, si legge, in “autofinanziamento”, fronteggiando il costo con un minor ricorso allo straordinario o con un cambianti degli “assetti organizzativi”.

Nella P.a il lavoro da ‘precario’ potrà essere fatto valere nei concorsi. Il testo del nuovo contratto degli statali, proposto dall’Aran ai sindacati, apre infatti al suo riconoscimento, magari attraverso un punteggio ad hoc. “I periodi di assunzione con contratto di lavoro a tempo determinato presso un’amministrazione, per un periodo di almeno 12 mesi, anche non continuativi, possono essere – si legge – adeguatamente valutati nell’ambito delle selezioni pubbliche disposte dalla stessa amministrazione” per posti “di profilo e categoria identici”.

L’obiettivo della misura sta nel superare il precariato nel pubblico impiego, visto che resta fermo il principio per cui il rapporto a tempo determinato “in nessun caso” può trasformarsi in indeterminato. D’altra parte la ministra della P.a, Marianna Madia, ha a più riprese spiegato come sia necessario sanare il fenomeno del precariato storico. Come noto il nuovo contratto riscrive le regole sul lavoro flessibile, limitandolo al tempo determinato, che potrà durare massimo 4 anni, e alla somministrazione. Fonte: www.conquistedellavoro.it

(Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo).

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