Aumentano le somme pignorabili sugli stipendi

Roma, 13 gen 2018 – Meno contante per controllare meglio i cittadini e recuperare piu’ facilmente somme pignorate. Il rischio per chi ha debiti nel momento in cui la retribuzione viene accreditata direttamente sul conto corrente bancario o postale. Dal 1° luglio 2018 lo stipendio, qualsiasi sia l’importo, si può riscuotere solo in banca o comunque con modalità che escludano l’uso dei contanti (ad esempio con assegno). Chi vorrà prendere i soldi della busta paga, dovrà quindi rivolgersi prima allo sportello. Ma quali effetti comporterà questa riforma su chi ha debiti, con privati o con l’Agenzia delle Entrate Riscossione, e teme un pignoramento del conto corrente? 

Sembra di rivedere quel terremoto del 2011 quando il Governo Monti, per evitare l’evasione fiscale, impose all’Inps di pagare le pensioni superiori a mille euro in banca e non più alla posta. L’effetto fu quello di cancellare, di fatto, il pignoramento presso terzi davanti all’ente di previdenza. Questo perché, dovendo i soldi confluire per forza in un conto corrente ed essendo l’Agente della Riscossione a conoscenza dell’istituto di credito ove il contribuente tiene i risparmi (non dimentichiamo che è pur sempre una “dépendance” dell’Agenzia delle Entrate), finiva per preferire all’Inps la banca, dove il prelievo poteva essere “totale” e non solo di un quinto (ne avevamo parlato all’epoca in una clamorosa denuncia: Abolito di fatto il limite del quinto pignorabile). L’articolo completo continua qui >>> www.laleggepertutti.it

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