Un oceano di soldi e le accuse delle procure. L’ammiraglio De Giorgi nella bufera: “Ecco la mia verità”

Roma, 13 gen 2018 – I rapporti con Renzi e la Pinotti, le accuse della procura della Corte dei Conti, l’inchiesta Tempa Rossa. Per la prima volta l’ammiraglio rompe il silenzio e decide di raccontare la sua versione. “Supererò anche questa tempesta”. di Paolo Salvatore Orrù. “Il mare insegna ai marinai sogni che i porti assassinano” (Bernard Giraudeau, scrittore). L’ex capo di stato maggiore della Marina Militare, Giuseppe De Giorgi, ha cavalcato con successo gli Oceani, rispettato dai colleghi di tutte le Marine, ha dovuto fare fronte a qualche burrasca giudiziaria in Patria. Eppure, leggendo il suo curriculum, si scopre che ha fatto riaprire le basi storiche della Marina (per poter fronteggiare con più raziocinio le minacce asimmetriche), ha ripensato e comandato le operazioni Mare Nostrum, Norman Atlantic, Mare Sicuro, Periplo dell’Africa del 30° Gruppo navale. Con lui in plancia la Marina Militare, ha collaborato con la società civile e migliorato il naviglio. Azioni che, oggettivamente, lo confermano anche le attestazioni di stima degli osservatori internazionali, hanno reso più moderna la nostra arma. 

Avanti tutta, dunque? Non si direbbe, se si leggono le accuse che gli sono state portate dalle procure. Gli inquirenti non sono mai stati teneri con lui, in ultimo, la procura della Corte dei conti del Lazio ha chiesto il sequestro preventivo di beni personali dell’Ammiraglio per 15 milioni: è accusato di danno erariale per le modifiche costruttive da lui richieste sulle fregate multimissione (Fremm) commissionate a Fincantieri. Di questo, sul caso ‘Tempa Rossa’ e altre ‘vicissitudini’ tiscali.it ha chiesto conto direttamente a De Giorgi. “Sull’aspetto giudiziario e sull’ammontare delle somme contestate dalla Corte dei Conti bisogna tenere a mente come si tratti di un’istanza di sequestro cautelare e che non è stato assunto alcun provvedimento giurisdizionale definitivo e quindi non è corretto esprimere ulteriori considerazioni”, ha detto a Tiscali News De Giorgi. Ovvia l’attenzione dell’Ammiraglio nell’uso delle parole, il processo è in corso, il ragionamento è chiaro e comprensibile: meglio non mostrare il fianco al ‘nemico’.

Il soldato batte il passo ma non arretra. “La mia linea difensiva è la Verità, essendomi sempre scrupolosamente attenuto al perseguimento del bene della Marina, nel rispetto della legge. Del resto è noto che simili commesse, in quanto disposte da Enti pubblici, sono soggette a complesse procedure di controllo sulle quali non avrei potuto certo influire”. Gli inquirenti sostengono, invece, che le modifiche abbiano prodotto un danno erariale. Se vero o falso saranno gli stessi magistrati a dirlo (anche se a volte la verità processuale è diversa dalla verità sostanziale). Per De Giorgi, le modifiche avevano un senso: “Le Fremm – spiega – furono concepite circa un decennio fa. Il ventaglio d’impiego si è nel frattempo ampliato, la consistenza dell’equipaggio è aumentata sensibilmente, rispetto alle previsioni iniziali, le missioni si sono prolungate significativamente, le occasioni di imbarcare comandi complessi nazionali e internazionali sono molto più frequenti. Di qui le migliorie relative alle sistemazioni logistiche, alle mense, alla funzione di ospedale da combattimento, ai quadrati ufficiali e sottufficiali, alla “sea cabin”, adiacente alla plancia, utile per consentire una maggiore tempestività d’intervento da parte del Comandante in Navigazione, ai maggiori spazi attrezzati per il supporto al comando di gruppi navali da parte di comandi complessi imbarcati”.

De Giorgi ha anche aggiunto che il tanto deprecato ritocco del quadrato ufficiali “ha riguardato non solo il suo ampliamento in termini di superficie e di incremento dei posti a sedere (per tenere conto del maggior numero di utenti), ma è stato reso idoneo anche per eventi di “Naval Diplomacy”, razionalizzando in modo opportuno la sua disposizione interna. L’efficacia delle modifiche è stata ampiamente provata dalle numerose e gravose missioni condotte dalle Fremm a partire proprio dalla missione promozionale e di presenza navale della durata di 5 mesi in Medio Oriente e intorno all’Africa”.

Qualche volta si è avuta la sensazione che dietro le decisioni di De Giorgi ci fosse qualcuno, forse Fincantieri, forse qualche corrente politica, o il ‘consigliere’ non c’è mai stato. “Tutte le modifiche alle Fremm seguono una procedura definita dal contratto stipulato tramite OCCAR mediante l’approvazione delle cosiddette Engineering Change Proposals che coinvolgono necessariamente l’Industria, in questo caso Orizzonte Sistemi Navali. Ogni Marina estera sceglie le navi in base alla configurazione ritenuta più consona alle proprie esigenze. La configurazione delle nostre Fremm ritengo sia molto interessante anche per molte Marine estere. Il personale imbarcato di ogni grado, a partire dai Comandanti hanno espresso il loro gradimento per le migliorie nelle occasioni che ho avuto di visitare le Fremm in mare”, ha spiegato De Giorgi. Una volta completata la consegna verranno realizzati i pattugliatori polivalenti d’altura (Pps), un’unità logistica (Lss) e un’unità da sbarco (Lhd)”. Il governo nel 2104 ha avviato un “programma navale” finanziato in Legge di Stabilità da 5,4 miliardi. Un Oceano di soldi. Spesi bene, spesi male? Sarà il tempo a dirlo.

L’ex capo di Stato maggiore della Marina era stato accusato di avere avuto un ruolo su “Tempa Rossa” (accusa archiviata dalla Procura di Potenza): era sospettato di aver messo le mani sul business del petrolio e delle navi, che avrebbe avuto nel porto siciliano di Augusta il suo snodo principale. Quella volta l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi e la ministra della Difesa Roberta Pinotti avevano partecipato a quella che era stata chiamata “l’operazione di soccorso dell’ammiraglio De Giorgi”. Non è che lei stia scontando l’alleanza, sostanziale, con certe correnti politiche ed economiche del nostro Paese? “La vicenda Tempa Rossa – ha detto De Giorgi – era inesistente com’è apparso evidente da tempo. La mia sola alleanza è stata e sempre sarà con lo Stato, la Marina Militare e con il suo personale. Ho servito la Repubblica per 45 anni, con passione. Per il resto non faccio vittimismi. Supererò anche questa tempesta”.

Osservatori, cronisti e commentatori hanno sostenuto che l’Ammiraglio aveva trasformato, con chiaro riferimento ai migranti, la Marina Militare in una di Croce Rossa dei mari. “Il soccorso della vita in mare è un dovere di civiltà e umanità. Gli uomini e le donne delle Marina hanno operato sempre con la massima abnegazione anche a rischio della propria incolumità. La Marina con le Capitanerie hanno fatto miracoli, spesso in condizioni proibitive, salvando centinaia di migliaia di persone. Le nostre navi sono costantemente in mare nelle operazioni basti pensare a Mare Sicuro e Sofia”. Spesso piove sul bagnato, la procura della Repubblica di Civitavecchia ha chiesto il suo rinvio a giudizio per la morte del sottocapo nocchiere brindisino Alessandro Nasta, che il 24 maggio 2012 perse la vita su nave Amerigo Vespucci, a seguito di una caduta dall’albero di maestra. “Non credo ci siano misteri, ma c’è un processo in corso e non mi sembra corretto esprimere pareri”.

“Non c’è niente di misterioso per un marinaio se non il mare stesso, che è padrone della sua esistenza e imperscrutabile come il destino” (Joseph Conrad). Dal sito: http://notizie.tiscali.it

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