Sicurezza e difesa, la trattativa per il rinnovo va a rilento

Roma, 14 gen 2018 – Dopo l’incontro dell’11 gennaio, Fp e Silp Cgil esprimono preoccupazione: “Mancano dati e proiezioni su cui ipotizzare la destinazione e la ricaduta delle risorse su parte fissa e accessoria. Servono tempi certi.” Nuovo round mercoledì 17 gennaio. Preoccupazione per i ritardi con cui si sta svolgendo la trattativa e la mancanza di dati e proiezioni su cui ipotizzare la destinazione e la ricaduta delle risorse su parte fissa e accessoria. La esprimono Fp e Silp Cgil, commentando l’andamento della trattativa per il rinnovo del contratto Sicurezza e Difesa all’indomani del tavolo tecnico tra sindacati e governo. Nell’incontro, fanno sapere i sindacati, “la parte pubblica, che ha rinviato per due volte il prefissato incontro del 9 gennaio, si è presentata senza aver preventivamente fornito alle rappresentanze e ai sindacati dati e tabelle sulla destinazione delle risorse a disposizione”. 

Al tavolo – aggiungono – ci sono stati illustrati in modo del tutto sommario dati e cifre”. Le linee per la prosecuzione dei lavori prevedono che la parte economica anticiperà la discussione complessiva, tenendo però insieme anche la parte normativa, e l’intenzione è quella di portare, nel rispetto dei saldi, il più possibile sulla componente fissa (parametri e indennità pensionabile), nella misura del 90%. La vacanza contrattuale è invece costituita da risorse aggiuntive, che andranno a sommarsi alle risorse previste esistenti. In questa cornice, poi, dovranno essere definiti gli effetti sugli arretrati del 2016 e 2017, mentre sui 150 milioni del Decreto del presidente del consiglio da varare stanziati per la specificità, è emersa la disponibilità della parte pubblica a discutere sulla destinazione.

Fp Cgil e Silp Cgil sono quindi preoccupati per l’andamento della trattativa. “Abbiamo accolto con favore la proposta formulata al tavolo precedente di procedere unitariamente con la discussione su parte fissa e parte accessoria e su parte normativa – hanno detto – . Abbiamo anche accolto con soddisfazione che le risorse da destinare con successivo decreto saranno oggetto di discussione”, ma restano preoccupati “per la persistente mancanza dei dati, che non permettono di avere certezze sul mantenimento del minimo accordato degli 85 euro medi lordi”.

Per i sindacati, infatti, “è necessario oggi costruire un metodo di lavoro per raggiungere in poco tempo un’intesa, in tempi certi. Il tavolo è stato riaggiornato a mercoledì 17 gennaio, con preventivo invio dei dati e delle proiezioni sulle ricadute economiche e da quella data le convocazioni saranno almeno settimanali”. Fonte: www.rassegna.it

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