Verso la chiusura il contratto di polizia e forze armate. Nella Pa una media di aumenti da 59 a 103 euro. Da domani i tavoli su scuola, sanità ed enti locali. Il 17/1 tornano in aula poliziotti e militari. In attesa del rinnovo 2,8 milioni di statali

Roma, 14 gen 2018 – IL CONTRATTO RIGUARDA IL: PERSONALE MILITARE, CARABINIERI, POLIZIA DI STATO, GUARDIA DI FINANZA, VIGILI DEL FUOCO, POLIZIA PENITENZIARIA. INTERESSATI AL RINNOVO DEL CONTRATTO: 528 MILA PERSONE. AUMENTI MEDI DI 103 EURO LORDI MESE, SECONDO IL SOLE 24 ORE. L’accordo sui nuovi contratti degli statali firmato l’antivigilia di Natale sta provando la corsa al ministero dell’Economia e in Corte dei conti per ottenere il via libera definitivo e portare i soldi in busta paga a fine febbraio. Giusto in tempo per le elezioni. Per le forze armate e di sicurezza l’architettura dei fondi per i contratti è definita. Il prossimo incontro per le FF.AA. e FF.PP. è previsto per il 17 gennaio 2018. A guardare i numeri, però, sul piano nazionale il traguardo è poco più che simbolico: tra ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici nazionali, quel contratto interessa 270mila dipendenti. Sono 2,8 milioni, invece, le persone che lavorano negli altri settori del pubblico impiego: e le trattative che li riguardano entrano nel vivo da domani. I più vicini all’intesa appaiono forze dell’ordine, polizia e vigili del fuoco, i cui tavoli tecnici hanno lavorato a pieno ritmo nei giorni scorsi e potrebbero arrivare all’accordo in settimana. L’articolo continua all’interno con domande e risposte. POLIZIA ED ESERCITO

Polizia, vigili del fuoco, Guardia di Finanza e forze armate sono in regime di diritto pubblico, le trattative per il rinnovo contrattuale si svolgono direttamente con la funzione pubblica. In questi settori, il beneficio contrattuale a regime si attesta a quota 103 euro lordi al mese. Ma anche in questo settore i livelli retributivi sono differenziati. Nei corpi di polizia, per esempio, lo stipendio complessivo medio calcolato dall’Aran è di 38.965 euro lordi, di poco superiore a quello delle forze armate (38.641 euro), mentre per i vigili del fuoco la media è più bassa (31.829). Di conseguenza la media dei 103 euro sarà articolata in modo proporzionale nei diversi settori, anche se è ancora in via di definizione la distribuzione effettiva. Il contratto mette poi a disposizione altri 150 milioni di euro per i servizi operativi, che si  aggiungono agli stanziamenti previsti per attività specifiche come l’operazione «strade sicure» dell’esercito, rifinanziata dall’ultima manovra.

DOMANDE & RISPOSTE

Come si calcolano gli aumenti medi previsti con i rinnovi contrattuali?
I finanziamenti messi a disposizione dalla legge di bilancio per la pubblica amministrazione statale, e da replicare in modo proporzionale in tutti gli altri comparti, producono un aumento della retribuzione complessiva del 3,48 per cento. Per questa ragione, l’aumento è diverso per ogni comparto, sulla base delle retribuzioni medie effettive registrate nei singoli settori. Questa media è il frutto dei diversi aumenti specifici, che sono proporzionali alle retribuzioni registrate in ogni livello di inquadramento. Le cifre riportate in questa pagina indicano il beneficio lordo a regime.

Quali variabili ulteriori entrano in gioco nel calcolo degli effetti finali del rinnovo in busta paga?
La variabile principale è rappresentata dall’«elemento perequativo», cioè dall’aumento aggiuntivo temporaneo che è stato introdotto per i dipendenti delle fasce più basse nella Pa centrale (nei ministeri oscilla a seconda dei casi dai 21 ai 25 euro al mese) e dovrebbe essere replicato negli altri comparti. Il suo obiettivo è di evitare che chi guadagna intorno ai 25-26mila euro lordi annui perda una parte del bonus da 80 euro per effetto del rinnovo contrattuale. Si tratta però di un elemento temporaneo, previsto solo per il 2018. Degli anni successivi si dovranno occupare la manovra e i successivi rinnovi contrattuali (quello in discussione ora riguarda il triennio 2016-2018).

Da quando decorrono gli aumenti?
Dipende dalla tempistica di entrata in vigore del contratto. Per le funzioni centrali, l’intesa firmata il 23 dicembre è ora all’esame del ministero dell’Economia e della Corte dei conti, superato il quale si arriverà alla firma definitiva del contratto e alla sua traduzione in busta paga. La speranza di governo e sindacati è che il via libera arrivi in tempo per le buste paga di febbraio, ma i tempi tecnici sono strettissimi.

Come si calcolano gli arretrati?
L’arretrato è pari all’aumento reso disponibile per il 2016-2017, e per la parte del 2018 che precede l’entrata in vigore del nuovo contratto, dagli stanziamenti precedenti all’ultima legge di bilancio (per il 2018, nel caso degli statali, si tratta di circa 48 euro lordi al mese).

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  1. Semper scrive:

    tempo al tempo, sono passati 9 anni dal blocco e 3 dalla sentenza e in meno di pochi giorni si accorgano che i tempi sono strettissimi per il contratto, ma di cosa stiamo parlando…avevano un decennio per risolvere il problema e stiamo ancora fermi, ma la cosa peggiore che fine hanno fatto i 38 miliardi risparmiato che alludeva l’avvocatura dello stato nell’anno 2015 e quindi anche oggi forse più di 40 miliardi e si perdono in pochi milioni di eruo.

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