Ferro (FdI) / ESTENDERE l’APE Sociale a lavoratori comparto difesa e sicurezza

Roma, 10 dic 2018 – L’APE SOCIALE (anticipo pensionistico) ANCHE PER MILITARI E POLIZIOTTI? I MILITARI E POLIZIOTTI ARRUOLATI DI SOLITO GIOVANISSIMI, E CON LE ATTUALI NORME PENSIONISTICHE, GIA’ A 53 ANNI POSSONO ESSERE COLLOCATI IN PENSIONE E SENZA PENALIZZAZIONI DI ALCUN GENERE. QUALCUNO ARRUOLATO PIU’ TARDI PUO’ ARRIVARE A 55, 58 ANNI DI ETA’. IL LIMITE MASSIMO PER LA PENSIONE E’ 60 ANNI. L’APE SI APPLICA AI DIPENDENTI CHE HANNO 63 ANNI. CIO’ VUOL DIRE CHE L’APE DEVE ESSERE ACCESSIBILE GIA’ ALL’ETA DI 50 ANNI DEL MILITARE O POLIZIOTTO? Vediamo cosa si propone e cosa prevede l’APE. I deputati di Fdi chiedono quindi al governo di valutare una modifica normativa per estendere anche alle Forze dell’ordine e ai lavoratori del comparto sicurezza la possibilità di accedere al sussidio in caso di bisogno. Il vice capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, insieme ai colleghi del gruppo Salvatore Deidda, Augusta Montaruli ed Emanuele Prisco, ha presentato un ordine del giorno con l’obiettivo di intervenire sulla legge di bilancio per estendere anche ai lavoratori del comparto Sicurezza la possibilità di usufruire dello strumento dell’Ape Sociale, un sussidio di accompagnamento alla pensione elargito unicamente a soggetti in particolare stato di bisogno.




Il comparto sicurezza è rimasto fuori dal provvedimento “Ape sociale” poiché la maggioranza del personale raggiunge la pensione di vecchiaia prima dei 63 anni previsti come prerequisito, mentre non c’è alcun
problema per l’anzianità contributiva prevista, in considerazione che gli arruolamenti avvengono normalmente a ridosso dei 18/20 anni. I deputati di Fdi chiedono quindi al governo di valutare una modifica
normativa per estendere anche alle Forze dell’ordine e ai lavoratori del comparto sicurezza la possibilità di accedere al sussidio in caso di bisogno. Fonte: www.catanzaroinforma.it

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COSA E’ L’APE SOCIALE (ANTICIPO PENSIONISTICO) E COME FUNZIONA?*

Cos’è

L’articolo 1, commi da 179 a 186, della legge di bilancio 2017
prevede un’indennità a carico dello Stato erogata dall’INPS a soggetti
in determinate condizioni previste dalla legge che abbiano compiuto
almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta
in Italia o all’estero. L’indennità è corrisposta, a domanda, fino al
raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, ovvero
fino al conseguimento della pensione anticipata o di un trattamento
conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia di cui
all’articolo 24, comma 6, del decreto legge n. 201 del 2011, convertito
dalla legge n. 214 del 2011 (c.d. legge Monti-Fornero).

Si tratta di una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017
al 31 dicembre 2018, intesa ad accompagnare verso l’età pensionabile
soggetti in determinate condizioni ed è soggetta a limiti di spesa.

A chi è rivolto

L’indennità c.d. APE sociale spetta ai lavoratori iscritti
all’Assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, alle
forme sostitutive ed esclusive della medesima, alle gestioni speciali
dei lavoratori autonomi, nonché alla Gestione separata di cui
all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1996, i quali si
trovino nelle seguenti condizioni:

disoccupati che hanno finito integralmente di percepire, da almeno
tre mesi, la prestazione per la disoccupazione loro spettante. Lo
stato di disoccupazione deve essere conseguente alla cessazione del
rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni
per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della
procedura obbligatoria di conciliazione prevista per i licenziamenti
per giustificato motivo oggettivo di cui all’articolo 7 della legge
15 luglio 1966, n. 604;
soggetti che al momento della richiesta e da almeno sei
mesi assistono il coniuge, l’unito civilmente o un parente di primo
grado convivente* (genitore, figlio) con handicap grave ai sensi
dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104;
invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%;
 dipendenti che svolgono o abbiano svolto da almeno sei anni in via
continuativa una o più delle attività lavorative di seguito elencate
e meglio descritte nell’allegato A del decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 23 maggio 2017, n. 88. Tali attività
lavorative si intendono svolte in via continuativa quando le
medesime non abbiano subito interruzione nei sei anni precedenti il
momento della decorrenza dell’APE sociale per un periodo
complessivamente superiore a dodici mesi ed a condizione che le
attività lavorative siano state svolte nel settimo anno
precedente la predetta decorrenza, per una durata almeno pari
all’interruzione predetta. Comportano l’interruzione della suddetta
continuità i periodi di svolgimento di attività diverse da quelle
gravose di cui sopra e i periodi di inoccupazione.
o operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della
manutenzione degli edifici;
o conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione
nelle costruzioni;
o conciatori di pelli e di pellicce;
o conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
o conduttori di mezzi pesanti e camion;
o personale delle professioni sanitarie infermieristiche
ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
o addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non
autosufficienza;
o insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido;
o facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
o personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
o operatori ecologici ed altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Come funziona

DECORRENZA E DURATA

L’indennità dell’APE sociale decorre dal primo giorno del mese
successivo alla presentazione della domanda di accesso al beneficio* ove
a tale data sussistano tutti i requisiti e le condizioni previste dalla
legge, compresa la cessazione dell’attività lavorativa.

In deroga a quanto sopra esposto, in fase di prima applicazione e
per le sole domande presentate entro il 15 luglio 2017 e, in caso in
cui residuino risorse finanziarie, al massimo entro il 30 novembre
2017, è corrisposta dal primo giorno del mese successivo alla data di
maturazione dei requisiti e delle condizioni richieste dalla legge e
comunque con decorrenza non precedente al 1° maggio 2017.

L’APE sociale è corrisposta ogni mese per 12 mensilità nell’anno, fino
all’età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia,
ovvero fino al conseguimento di un trattamento pensionistico diretto
anticipato o conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia.

Al fine di valutare se le risorse finanziarie stanziate
risultino sufficienti a copertura del beneficio rispetto al numero
degli aventi diritto, si procede al monitoraggio. Il monitoraggio viene
effettuato sulla base della maggiore prossimità al requisito anagrafico
di vecchiaia e, a parità di requisito, sulla base della data di
presentazione della domanda di riconoscimento delle condizioni.

QUANTO SPETTA

L’indennità è pari all’importo della rata mensile di
pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione (se
inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro (se la pensione è pari o
maggiore di detto importo). L’importo dell’indennità non è rivalutato,
né integrato al trattamento minimo.

Nel caso di soggetto con contribuzione versata o accreditata a qualsiasi
titolo presso più gestioni, tra quelle interessate dall’APE sociale,
il calcolo della rata mensile di pensione è effettuato /pro quota/ per
ciascuna gestione* in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione
maturati, secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento e
sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento.

Durante il godimento dell’indennità non spetta contribuzione figurativa.

Il trattamento di APE sociale cessa in caso di decesso del titolare e
non è reversibile ai superstiti.

Ai beneficiari non spettano gli assegni al nucleo familiare.

Domanda

REQUISITI

Per ottenere l’indennità è necessario che i soggetti in possesso delle
condizioni indicate dalla legge abbiano, al momento della domanda di
accesso, i seguenti requisiti:

 almeno 63 anni di età;
 almeno 30 anni di anzianità contributiva; per i lavoratori che
svolgono le attività di cui all’allegato A del DPCM l’anzianità
contributiva minima richiesta è di 36 anni;
 non essere titolari di alcuna pensione diretta.

L’accesso al beneficio è inoltre subordinato alla cessazione di attività
di lavoro dipendente, autonomo e parasubordinato svolta in Italia o
all’estero.

L’indennità non è compatibile con i trattamenti di sostegno al reddito
connessi allo stato di disoccupazione involontaria, con l’assegno di
disoccupazione (ASDI), nonché con l’indennizzo per la cessazione
dell’attività commerciale.

È invece compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa
dipendente o parasubordinata soltanto nel caso in cui i relativi redditi
non superino gli 8.000 euro lordi annui e con lo svolgimento di attività
di lavoro autonomo nel limite di reddito di 4.800 euro lordi annui.
Nelle ipotesi di superamento del limite annuo così determinato, il
soggetto decade dall’APE sociale e l’indennità percepita nel corso
dell’anno in cui il superamento si è verificato diviene indebita e la
Sede Inps procede al relativo recupero.

COME FARE DOMANDA

I soggetti che entro il 31 dicembre 2017 si trovino o potrebbero venire
a trovarsi nelle condizioni previste dalla legge devono, preliminarmente
alla domanda di prestazione, presentare domanda di riconoscimento delle
condizioni di accesso al beneficio entro il 15 luglio 2017; coloro i
quali vengano o possano trovarsi nelle predette condizioni entro il 31
dicembre 2018 devono presentare la predetta domanda *entro il 31 marzo
2018.

Contestualmente o nelle more dell’istruttoria della domanda di
riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE sociale, il soggetto
già in possesso di tutti i requisiti previsti, compresa la cessazione
dell’attività lavorativa, può presentare la domanda di accesso alla
prestazione.

Le domande, sia di riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’APE
sociale, sia di accesso al beneficio, devono essere indirizzate alle
sedi territoriali Inps di competenza e presentate in modalità telematica
utilizzando i consueti canali istituzionali.

Per l’istruttoria delle domande è stato predisposto, congiuntamente dal
Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, INPS, INAIL, ANPAL ed
INL, un apposito protocollo in cui sono state individuate: le modalità
con cui effettuare lo scambio di dati con gli altri enti, le modalità
attraverso cui effettuare un riscontro delle dichiarazioni rese dal
richiedente e dal datore di lavoro, i casi in cui l’INPS può avvalersi
dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. FONTE: www.inps.it

 

 

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