ANCHE I BENESTANTI PIANGONO / Pensioni, a Milano manifestazione dei dirigenti dello Stato, militari dirigenti compresi

Roma, 13 dic 2018 – CI VIENE DA DIRE, COME NEL TITOLO, CHE ANCHE I BENESTANTI PIANGONO. Magari non tutti lo sanno, ma i militari pur non avendo ancora i sindacati, c’e’ una categoria che ha sempre usufruito dei privilegi e di alcune conquiste perche’ rappresentata dal sindacato dei dirigenti, e che sono gli ufficiali militari dirigenti, fino a poco tempo fa da colonnello in su, oggi da maggiore in su. La protesta dovrebbe essere motivata dal fatto che il Governo ha deciso di tagliare le pensioni che superano un certo tetto mensile. Da qui la protesta.  Detto questo, si consiglia la lettura dell’articolo che segue. Non c’è equità senza merito – L’attacco alle pensioni mortifica professionalità e responsabilità, mina la certezza del diritto, riduce la fiducia sul futuro’. Questo il titolo e il tema dell’assemblea, in programma domani, 14 dicembre, a Milano, presso il Teatro Nuovo (Piazza San Babila, 3) dalle 10,30. Ad organizzare l’evento le associazioni più rappresentative dei dirigenti pubblici e privati e delle alte professionalità: Cida, Confedir, Assdiplar, magistrati ed avvocati dello Stato, diplomatici, militari, medici. In pratica 850mila soggetti espressione del ‘ceto produttivo’ del Paese, che hanno deciso di rendere pubblico il proprio disagio per sentirsi vessati nei propri beni materiali e denigrati nella propria dignità.

“Sono mesi che subiamo attacchi ingiusti nel patetico tentativo di farci apparire dei privilegiati agli occhi della pubblica opinione”, ha detto Giorgio Ambrogioni, presidente di Cida, la Confederazione dei dirigenti privati e pubblici.

“Ci siamo rivolti – ha continuato – al presidente del Consiglio e ai maggiori rappresentanti dei partiti di governo, per essere ascoltati, per spiegare le ragioni del nostro dissenso a tale oltraggiosa campagna mediatica e dimostrare, dati alla mano, che le nostre pensioni sono frutto di contribuzioni versate e sempre commisurate a un impegno professionale costruito sul merito e sulla competenza. Ma i nostri tentativi sono finiti contro il muro di gomma di una politica autoreferenziale e con scarsa sensibilità culturale. Rifiutiamo di essere discriminati sulla base delle nostre pensioni (retribuzioni differite, ricordo per inciso) perché le nostre carriere sono state costruite sulla base di lavoro duro, ambizione personale e sacrifici delle nostre vite private”.

“Abbiamo deciso – ha aggiunto Ambrogioni – di dire basta a questo gioco al massacro e di manifestare, pubblicamente, la palese ingiustizia che si vuole perpetrare ai nostri danni. Adotteremo ogni iniziativa per contrastare questo tentativo e ci opporremo in tutte le sedi, istituzionali e giurisdizionali, per far valere i nostri diritti garantiti dalla Costituzione”. L’articolo completo continua qui >>> www.adnkronos.com

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