SICUREZZA / Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil / OCCORRE CAMBIARE LA MANOVRA DI BILANCIO

Daniele Tissone, Segretario generale del Sindacato di Polizia SILP-CGIL

Roma, 13 dic 2018 – IL SEGRETARIO DEL SINDACATO DI POLIZIA SILP-CGIL A TUTTO CAMPO. PIU’ SICUREZZA E PIU’ ATTENZIONE AL PERSONALE IN DIVISA. Per Tissone questo e’ un Governo del “CAMBIA-NIENTE”. segue articolo“Sono preoccupato perché le tensioni sociali che attraversano la vicina Francia potrebbero diventare un catalizzatore anche in Italia dove le forze dell’ordine, primario presidio di sicurezza e legalità, scontano troppi anni di mancate risposte in materia di risorse e organici. Ciò accade anche con l’attuale governo del ‘cambiamento’ che finora sarebbe meglio definire del ‘cambianiente’, soprattutto per quel che riguarda il nostro comparto”. Così Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil nell’intervista rilasciata al nostro giornale. Si dice preoccupato per la situazione sociale ed economica del nostro Paese oltreché per le tante questioni irrisolte che riguardano i poliziotti. Di seguito il testo dell’intervista.

Tissone, è stato detto di recente che il governo è l’unico argine contro le violenze di piazza. Chiaro il riferimento ai fatti di Parigi. Che ne pensa?

“Penso che un governo non dovrebbe, anche dialetticamente, usare similii espressioni. Le forze dell’ordine registrano da tempo un aumento delle inquietudini sociali in Italia e, se non arriveranno presto le risposte che i cittadini chiedono, potrebbe alzarsi il livello di tensione”.

Ma che ne pensa del vicepremier Salvini che non manca occasione di sfoggiare polo e felpe con la scritta “Polizia”?

“Non scherziamo. Chiariamo, se si vuol far intendere che le lavoratrici e i lavoratori della Polizia di Stato sostengono il governo si sbaglia di grosso. Non sostengono alcun governo, ma servono la Costituzione e le leggi. Nessuno deve tirarci per la giacchetta o, mi si passi il gioco di parole, indossare le nostre giacchette durante feste e eventi di partito. Per altro, cosa  da non sottovalutare, tutto questo rischia di far diventare le forze di polizia un bersaglio rispetto a chi mal sopporta le politiche dell’attuale esecutivo”.

Quali sono, dunque, le risposte che chiedete al governo?

“Direi in sintesi che pretendiamo risposte sulle risorse per la sicurezza che nella legge di bilancio sono largamente insufficienti e inferiori rispetto al passato; sulle assunzioni che non ci sono o, meglio, sono ad oggi quelle previste e finanziate dal vecchio esecutivo, comunque insufficienti; sul contratto di lavoro che scade a fine dicembre e che vede sul piatto aggiustamenti di spesa che consentiranno aumenti da fame, quasi da farci rimpiangere il vecchio bonus da 80 euro; sul riordino interno delle carriere il cui decreto correttivo non corregge alcunché e soprattutto non è adeguatamente finanziato; sulle pensioni, perché senza l’avvio della previdenza complementare, che chiediamo da anni, i poliziotti saranno i nuovi poveri di domani”.  L’articolo continua qui >>> www.jobsnews.it

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