FORZE ARMATE, «Allo studio la licenza solidale per i militari»​. Nei fatti la possibilità di cessione di periodi di licenza non fruiti, ai colleghi in particolari situazioni di bisogno. Questa la nuova iniziativa del Ministro della Difesa On. Trent

Roma, 14 dic 2018 – QUESTA NORMA GIA’ ESISTE, MA NON PER I MILITARI. IL MINISTRO VORREBBE INTRODURLA QUINDI ANCHE PER IL PERSONALE MILITARE. Una buona iniziativa degna di rispetto, soprattutto per i colleghi che vivono un momento delicato della vita familiare. Sono molti gli annunci fatti dal Ministro fino a d oggi. Il 2019 sara’ quindi l’anno delle novita’, in considerazione del fatto che il personale vuole vedere realizzati tutte le “promesse” avanzate dal Ministro nelle varie occasioni pubbliche o istituzionali. Per i numerosi provvedimenti in itinere e per le giuste aspettative del personale, non ci rimane che dire: una lunga permanenza del Ministro della Difesa!  Segue articolo di stampa de il Messaggero.it – «Tra le iniziative che si stanno valutando per il personale militare c’è anche la cosiddetta “licenza solidale”, ovvero la possibilità di cessione di periodi di licenza non fruiti, ai colleghi in particolari situazioni di bisogno».

Lo ha detto il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, al question time alla Camera, sottolineando che «il personale è assoluto protagonista del processo di cambiamento delle Istituzioni; sento, quindi, come mio dovere quello di tutelarlo al massimo grado delle legittime aspettative con particolare riguardo alla propria dimensione familiare».

Riguardo al problema dello squilibrio tra il personale in divisa, in prevalenza proveniente dal Meridione e le infrastrutture militari, per due terzi dislocate al Nord, il ministro ha informato di «aver dato mandato allo Stato Maggiore della Difesa di condurre uno studio omnicomprensivo finalizzato a verificare la possibilità di esplorare nuove soluzioni infrastrutturali per il trasferimento di alcune unità operative al Sud del Paese».

Trenta ha anche sottolineato l’impegno a «garantire una progressione di carriera ancorata a criteri di valutazione oggettivi e trasparenti volti a valorizzare le capacità e la professionalità del personale giudicato, adottando, se necessario, anche forme di pubblicità dei verbali delle commissioni di avanzamento». Dal messaggero: www.ilmessaggero.it

 

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