FORZE ARMATE. Il Ministro Trenta: “Cambieremo le missioni. Ora via dall’Iraq”. Si va verso un minor impegno internazionale dei nostri militari

Roma, 14 dic 2018 – Il Ministro: Stamani su un quotidiano ho letto che la riduzione dei contingenti in Iraq e Afghanistan era già stata prevista (da chi ci ha preceduto). Non so cosa significhi “prevista”, di solito al governo le cose si fanno, non si prevedono. Intanto oggi sono proprio a Herat, per fare visita ai nostri militari impegnati nella missione NATO – RESOLUTE SUPPORT e ringraziarli dello straordinario lavoro che stanno svolgendo da anni per la popolazione locale e la stabilità dell’area. Segue articolo di stampa di Rainews.  Sulla minaccia terroristica, parla di “una minaccia mutevole, ibrida, alla quale dobbiamo far fronte rivedendo alcuni assetti”, davanti alla quale “dobbiamo far fronte alle nuove forme di attacchi, come quelli cibernetici”: l’Italia deve dotarsi di una National security strategy. “Cambieremo tutte le missioni, ma rispetteremo gli impegni a livello internazionale”. Lo annuncia il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, che sul Corriere della Sera annuncia il ritiro della missione militare italiana in Iraq e il richiamo di altri 100 dall’Afghanistan. Il giorno dopo la polemica scatenata dall’uscita del vicepremier Matteo Salvini contro Hezbollah, il ministro ribadisce la necessità di evitare provocazioni e assicura che “il governo è compatto, io ho solo detto che è indispensabile calibrare le parole, soprattutto quando si opera in contesti internazionali dove sono impegnati i nostri uomini.

È una questione di sicurezza per i militari”. Spostare ambasciata italiana da Tel Aviv a Gerusalemme? Attenti a rompere equilibri Sulla possibilità di spostare l’ambasciata italiana da Tel Aviv a Gerusalemme, di cui ha parlato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, Trenta spiega che “credo che debbano esserci due popoli e due Stati, lo ha ben chiarito il presidente della Camera Roberto Fico. In ogni caso eviterei ogni intervento che possa rompere equilibri già precari”.

Terrorismo: l’Italia deve dotarsi di una National security strategy Sulla minaccia terroristica, parla di “una minaccia mutevole, ibrida, alla quale dobbiamo far fronte rivedendo alcuni assetti”, davanti alla quale “dobbiamo far fronte alle nuove forme di attacchi, come quelli cibernetici”. Secondo il ministro “è il momento che anche l’Italia si doti di una National security strategy sul modello Usa, ovvero un documento di strategia di sicurezza nazionale. C’è un gruppo di lavoro interministeriale che già si sta confrontando sul tema”. Continua a leggere l’articolo >>> Rainews.

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