SI FA RISENTIRE IL GENERALE ANGIONI E BACCHETTA SUBITO IL MINISTRO SALVINI, PER LE PAROLE USATE A GERUSALEMME: gli Hebzollah sono terroristi islamici

L’ex presidente Pertini e il Generale Angioni durante un incontro in Libano.

Roma, 16 dic 2018 – C’E’ CHI DICE CHE IL MINISTRO HA FATTO BENE AD USARE LE GIUSTE PAROLE, PERCHE’ COMUNQUE GLI HEBZOLLAH SONO DEI TERRORISTI. E C’E’ CHI INVECE LO CRITICA PER DIFENDERE L’INCOLUMITA’ DEI NOSTRI MILITARI. Segue articolo di Angelo Federici su ilGiornale.it – Il generale Angioni bacchetta Salvini: “Deve avere più oculatezza nel gestire le proprie dichiarazioni. Un politico deve pesare le parole”. Per chi frequenta la storia militare del Libano, soprattutto quella più recente, il generale Franco Angioni è un’autorità. È stato infatti lui, dal 1982 al 1984, a guidare la missione italiana nel Paese mediorientale, la prima dalla fine della Seconda guerra mondiale. E ai microfoni dell’AdnKronos interviene nella disputa innescata ieri dal ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha definito “terroristi islamici” i miliziani sciiti di Hebzollah: “Un politico deve pesare le parole. Salvini è un ministro in carica, deve avere più oculatezza nel gestire le proprie dichiarazioni dal momento che l’Italia ha sempre cercato, in un’area così delicata del mondo, di mantenere l’equidistanza tra tutte le parti in causa“.

In Libano, sottolinea il generale, sono presenti i nostri militari con l’operazione Leonte e “sono in questo modo esposti a fraintendimenti e incomprensioni. Chi vuole approfittare della situazione potrebbe trovare pretesti per speculare su parole di questo genere. La cosa mi rattrista perché i militari italiani in Libano hanno dato prova concreta di saper dimostrare sempre, in tutti questi anni, l’assoluto equilibrio tra le parti“.

Anche Elisabetta Trenta, questa mattina, ha chiesto più compattezza da parte del governo quando si parla di militari e missioni all’estero: “In Libano, così come in altri teatri questo fanno i nostri militari: rischiano la vita per noi. E lo fanno da molti anni. I nostri uomini e le nostre donne delle forze armate vanno tutelati sempre, incluso chi opera in Italia ovviamente, come i soldati di Strade Sicure. L’articolo continua qui >>> www.ilgiornale.it

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