Il ministro della difesa Elisabetta Trenta e il caso Daloiso. La pazienza ha un limite

Roma, 30 dic 2018 – Il “caso” riguarda tre militari che a seguito di un concorso bandito nel 2001, dichiarati idonei e vincitori, passarono nel ruolo degli ufficiali con il grado di guardiamarina. A quel concorso i tre però non potevano nemmeno partecipare perché mancanti del “requisito della condotta è delle qualità morali”. Tutti e tre, infatti risultavano gravati da condanne penali e conseguenti sanzioni di stato, ovvero procedimenti penali in corso alla data del bando concorsuale. È questa la sconcertante verità che si legge in una recentissima decisione della Cassazione Civile che non fa sconti nel bollare come “inammissibile” il ricorso proposto da due degli ufficiali è dal Ministro della difesa.  I vertici militari sapevano, la direzione generale del personale militare sapeva. Tutti sapevano ma nessuno ha mai voluto assumersi le responsabilità di coloro che avrebbero potuto e dovuto controllare il regolare possesso dei requisiti dei tre concorrenti, dei loro titoli e delle cause di esclusione.

I tre, risultati idonei e vincitori di quel concorso, da oltre 16 anni percepiscono lo stipendio da ufficiale è da semplici guardiamarina sono arrivati ad indossare i gradi da tenente di vascello (T. V.). Il 3 gennaio 2017 il Consiglio di Stato, massimo organo della giustizia amministrativa in accoglimento delle ragioni dell’ex maresciallo della Marina, Daloiso, ha annullato gli atti relativi alla partecipazione dei tre al concorso. Per l’effetto della decisione dei giudici di Palazzo Spada il ministero della difesa avrebbe dovuto degradare già nel gennaio 2017 i tre ufficiali e ricollocarli nell’originario ruolo e grado posseduti al momento antecedente il concorso. SEGUE VIDEO…

L’amministrazione militare si è ben guardata dal dare esecuzione alla sentenza dei giudici amministrativi e in un disperato quanto inspiegabile tentativo di salvare i suoi ufficiali, e forse anche la faccia, ha proposto l’impugnazione davanti alla Suprema Corte di Cassazione. Un ricorso totalmente inutile tanto da essere dichiarato inammissibile. Gli Ermellini hanno messo la parola fine a questa bruttissima pagina della storia della Marina militare e alla carriera dei tre, si spera prestissimo, ex ufficiali.

 

 

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