Blocco della perequazione: altre sentenze negative da Strasburgo e dall’Italia. Respinti tutti i ricorsi

Roma, 31 dic 2018TUTTI I RICORSI FINORA SONO STATI RESPINTI DALLA CEDU. NIENTE DA FARE QUINDI PER CHI AVEVA PROSEGUITO L’ AZIONE  PER VEDERE RICONOSCIUTI I PROPRI DIRITTI DOPO IL BLOCCO INTERVENUTO CON LA SENTENZA N. 250/17 DELLA CORTE COSTITUZIONALE. DI SEGUITO LE COMUNICAZIONI DEGLI STUDI LEGALI CHE AVEVANO RACCOLTO PIU’ ADESIONI :

STUDIO LEGALE FRISANI (RIMBORSOPENSIONI.IT) – Perequazione: la CEDU respinge tutti i ricorsi

Ci è stato comunicato pochi giorni fa da parte della cancelleria della Corte EDU il rigetto anche del ricorso proposto da coloro i quali non avevano adito le previe vie interne.

Come ricorderete lo staff legale di Rimborso Pensioni ha sempre sostenuto che in ragione degli effetti “erga omnes”  della sentenza della Corte Costituzionale fosse possibile ricorrere alla Corte EDU anche per coloro i quali non avevano previamente adito le vie interne.

Per questa tesi abbiamo ricevuto attacchi concentrici da svariati personaggi che, forse perché alla testa di qualche sindacato, si sentivano automaticamente anche esperti giuristi!
Ma siccome  l’ esperienza e la professionalità non ci mancano e neanche il coraggio di portare avanti le nostre tesi abbiamo perseverato.
Il tempo è, come noto, galantuomo  e la decisione del giudice unico della Corte EDU quantunque negativa ci ha sul punto dato ragione.

La Corte EDU infatti anche in questo caso, come nel precedente, non ha respinto il ricorso per questioni procedurali ciò che avrebbe dovuto fare se avesse ritenuto la obbligatorietà del previo ricorso interno, ed ha deciso la questione nel merito  richiamando la nostra precedente sentenza emessa dalla Camera lo scorso luglio che ribadiamo è stata ad oggi l’unica procedura che ha avuto il privilegio di essere decisa dalla Corte EDU in composizione collegiale formata da sette giudici.

Ci è stato poi per le vie brevi comunicato che TUTTI i ricorsi depositati anche da parte di altri legali italiani ed aventi ad oggetto la questione della rivalutazione delle pensione ovvero la contestazione della sentenza della Corte Cost. n 250 del 1/12/2017 SONO STATI TUTTI ANALOGAMENTE RESPINTI.

Ci hanno ulteriormente confermato che come a noi anche a TUTTI gli altri legali interessati è stata inviata la comunicazione di rigetto del ricorso. Come sempre siamo i primi a comunicare anche le “brutte” notizie non essendo nel nostro stile tacere alcunché ai nostri assistiti.

Non ci risulta che altri studi legali, anche coloro i quali hanno dichiarato, con malcelata supponenza di  aver sostenuto tesi ben diverse dalle nostre ritenendo il loro ricorso suscettibile di accoglimento, abbiano ad oggi comunicato la ricezione della lettera di rigetto ai propri assistiti.  Siamo certi che lo faranno quanto prima altrimenti potrebbe legittimamente insinuarsi il dubbio che qualcuno custodisca la lettera nel cassetto continuando  a diffondere false speranze oltre ad accreditarsi un primato tanto infondato quanto inutile.

In ogni caso ricordiamo, a beneficio di coloro i quali volessero  avere conferma di quanto sopra, che è possibile scrivere personalmente  alla Cancelleria  della Corte EDU per chiedere notizie del  proprio ricorso. La Corte risponderà come sempre puntualmente.

Con questa comunicazione cala il sipario sulla questione perequazione una triste pagina del costante abuso del potere perpetrato da uno Stato di (non) diritto a danno dei propri amministrati.

Come abbiamo avuto occasione di ripetere più volte ci sono molti segnali che ci inducono a ritenere che di pensioni dovremo tornare ad occuparci quanto prima. Il salvadanaio dei nostri pensionati infatti suscita una irrefrenabile attrazione per i nostri avidi politicanti!!

Perequazione: la CEDU respinge tutti i ricorsi

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STUDIO LEGALE IACOVIELLO (IACOVIELLO.IT) – Blocco della perequazione: altre sentenze negative da Strasburgo e dall’Italia

Continuano purtroppo i segnali negativi dalla Corte di Strasburgo, ed anche dall’Italia.

La Corte di Strasburgo ha recentemente respinto altri ricorsi:
– Il ricorso collettivo 25178/18 presentato dalla Federmanager tramite lo Studio Orrick di Milano (clicca qui)
– Il ricorso collettivo 34074/18 presentato dallo Studio Frisani di Firenze (clicca qui)
– Un solo ricorso (sui 49 da noi presentati) n. 34781/18 relativo solo a due nostre assistite (clicca qui), che avevano altresì chiesto di avviare la procedura di causa pilota. La Corte si è adeguata a quanto aveva già deciso negativamente il 19 luglio 2018 in un’altra causa che non era patrocinata dal nostro Studio. E’ risultato quindi vano ogni nostro ulteriore sforzo difensivo, in cui abbiamo messo anche in evidenza la diversa problematica della pensione integrativa (che deriva da un risparmio privato) rispetto alle pensioni a carico dell’ INPS, che invece sono a carico del pubblico denaro. Evidentemente, però, la strada era ormai tracciata, e la Corte di Strasburgo si è adeguata al suo precedente del 19 luglio.

Noi non abbiamo ricevuto nessuna notifica per tutti gli altri ricorsi e quindi abbiamo presentato un’ apposita istanza alla Corte per conoscere l’ esito – se già ci fosse – degli altri 48 ricorsi. (Avvisiamo per chiarezza che i 49 nominativi indicati nella istanza sono soltanto quelli dei singoli capifila. Ogni singolo ricorso, poi, contiene tutti i nominativi degli altri ricorrenti. L’ istanza originale in inglese si trova cliccando qui), ed in più alleghiamo anche la versione in italiano.)

A questo punto, però, dopo queste sentenze, non possiamo certo essere ancora ottimisti.

Nel frattempo non abbiamo lasciato nulla di intentato anche sul fronte italiano, chiedendo ai Giudici italiani di sollevare la questione di rinvio pregiudiziale all’altra Corte Europea, ovvero la Corte di Giustizia Europea, con sede in Lussemburgo, che è competente per la violazione dei Trattati Europei e della Carta di Nizza.

Ci abbiamo provato in tutti i modi, come ognuno può leggere nelle nostre ulteriori difese sul punto (clicca qui).

Senonchè gli stessi (ottimi) Giudici italiani che avevano sollevato la questione di illegittimità costituzionale davanti alla Corte Costituzionale italiana, non sono andati oltre la sentenza n. 250/17 della Corte Costituzionale, ed anche purtroppo della sentenza della Corte di Strasburgo del 19 luglio 2018 (clicca qui), emessa in un ricorso non nostro.
Si vedano sul punto le recenti sentenze italiane:
– Trib. Genova (Est. Basilico)
– Trib. Cuneo (Est. Casarino)

Infine abbiamo cercato di evidenziare la differente problematica della previdenza complementare (privata), rispetto a quella dell’ INPS che è a carico del bilancio pubblico.
Senonchè le ultime sentenze negative della Corte Costituzionale e di Strasburgo hanno ormai finito per influenzare i Giudici anche su questa problematica della previdenza complementare.
Sono state quindi emesse di recente queste due ulteriori sentenze:
– Trib. Firenze (Est. Davia) del 39 novembre 2018
– Trib. Genova (Est. Dito), non ancora depositata.
Verso queste sentenze italiane noi faremo il nostro dovere difensivo anche in appello, ma sembra che ormai ogni sentenza negativa finisca per influenzarne un’altra.

Di più, purtroppo, non possiamo fare.

Ringraziamo ancora una volta tutti per la fiducia accordata al nostro Studio, e cerchiamo di esserne degni con il nostro massimo impegno professionale.

http://www.iacoviello.it/blocco-della-perequazione/2018/blocco-della-perequazione-altre-sentenze-negative-da-strasburgo-e-dall-italia/

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