M5S, espulsi i senatori De Falco e De Bonis e gli eurodeputati Valli e Moi. Per molti: anno nuovo, vita nuova

Roma, 31 dic 2018 – UFFICIALE E GENTILUOMO. Giusta la critica anche aspra, ma votare contro il proprio movimento o partito ti mette fuori da qualsiasi organizzazione. Una volta presa la decisione a maggioranza dei votanti ci si deve adeguare. Oppure te ne vai da solo. Non puo’ una minoranza obbligare una maggioranza a fare o non fare una cosa. Questa e’ la democrazia. NON SIAMO IN CASERMA. Segue articolo di Claudio Bozza su corriere.it – Il collegio dei Probiviri del M5S ha espulso dal Movimento i senatori Gregorio De Falco e Saverio De Bonis, e gli eurodeputati Marco Valli e Giulia Moi. Lo comunica il blog delle Stelle in un post. Per il senatore Lello Ciampolillo il collegio dei probiviri ha optato per il richiamo, mentre i procedimenti restano pendenti per Elena Fattori e Paola Nugnes. Archiviati, infine, quelli nei confronti di Matteo Mantero e di Virginia La Mura. «Violazioni dell’articolo 11 dello Statuto e dell’Articolo 3 del Codice Etico». È questa la motivazione con cui il Collegio dei Probiviri del M5S ha varato le espulsioni.

Il senatore De Falco, reo di nona ver votato la fiducia al governo sul decreto sicurezza, apprende della sua espulsione direttamente da una telefonata del Corriere: «Sinceramente non me lo aspettavo. Mi sembra abbastanza autolesionistico da parte del Movimento – commenta mentre è in viaggio in treno – questa sanzione consegue ad una opinione e ad un voto che ho espresso nell’adempimento delle mie funzioni. È il principio cardine della democrazia, che, del resto, funziona così. Questa sanzione è pienamente incostituzionale. Mi consulterò subito con il mio legale». E poi: «Mi aspetto che il Movimento si renda conto di avere votato un provvedimento disciplinare in violazione dell’articolo 68. Si tratta di un’accusa apodittica — aggiunge De Falco — L’articolo 68 della Carta afferma che «i membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni». De Falco fu scelto personalmente da Luigi Di Maio come candidato alle politiche, poi il rapporto si è rapidamente incrinato. Il senatore era diventato famoso in tutto il mondo, quando, da ufficiale della Capitaneria di porto di Livorno, contattò al telefono (qui la telefonata da riascoltare) il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, mentre la nave stava affondando. Epica la frase rivolta a Schettino, che aveva abbandonato la nave: «Salga a bordo c…!».

Il vicepremier e leader del M5S Luigi Di Maio ha commentato le espulsioni con un tweet: «Tutti sono importanti, nessuno è indispensabile. Oggi i probiviri si sono espressi con provvedimenti duri e giusti. Chi non sostiene il contratto di Governo è fuori dal Movimento». L’articolo continua qui >>> www.corriere.it

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