RUOLO SERGENTI / Ricorso contro il Concorso Straordinario Marescialli – Il risentimento del Ruolo Sergenti

Roma, 9 gen 2019 – EX 958: UN CONCORSO PENALIZZANTE CHE NON ACCONTENTA TUTTI, MA SOLTANTO COLORO CHE HANNO CONTRIBUITO A FARLO APPROVARE”… Mentre i prossimi correttivi al riordino non lasciano più alcuna speranza a causa dell’insufficienza dei fondi…” – A riscontro delle richieste pervenute pubblichiamo ulteriori informazioni relative al ricorso organizzato dalla Sideweb riservato agli appartenenti al ruolo Sergenti. In primo luogo occorre precisare che la Sideweb ha avviato da tempo lo studio delle norme che disciplinano il concorso in argomento, rilevando significativi elementi di illegittimità che sostengono la proposizione del ricorso e che danno luogo ad un malcontento generalizzato di tutto il ruolo sergenti.

Il concorso palesa evidenti elementi di illegittimità in quanto basato su una norma introdotta dal recente riordino evidentemente scritta senza criteri di logica e di coerenza.

Nella sostanza il bando (che si richiama alla norma del riordino) definisce i soggetti titolati a partecipare da quelli non titolati utilizzando come “criterio selettivo” il c.d. rinvio normativo, ovvero non individua esplicitamente dei soggetti ma si richiama alle figure soggettive definite da un’altra norma, il precedente riordino delle carriere definito con d.lgs. 196/1995.

Ora, sono ormai note nel diritto le consolidate pronunce della giurisprudenza costituzionale che obbligano il legislatore a esercitare il proprio potere normativo in modo razionale ovvero secondo una logica che innanzitutto eviti sperequazioni ingiustificate.

Di qui il primo punto.

Occorre avere riguardo proprio alla ratio normativa che, in teoria, avrebbe dovuto considerare i soggetti arruolati con la legge n. 958/1986 i quali, prima del riordino del 1996 avrebbero tutti avuto un’opportunità di avere uno sviluppo di carriera paritetico a quello dei sottufficiali arruolati con la legge n. 212/1983 (ovvero prima della divisione dei sottufficiali in diversi ruoli Graduati Sergenti e M.lli). Tali sottufficiali sono stati invero “congelati” nel ruolo sergenti subendo nel tempo notevoli danni economici e morali.

Ebbene, tutto sarebbe andato liscio se nella rete del bando fossero finiti solamente tali soggetti, ciò, tuttavia, non è avvenuto. Illegittimamente il bando, a causa del sopramenzionato rinvio normativo e di una serie di distorsioni amministrative createsi già con il riordino del 1995, ha inserito altre figure soggettive prive della titolarità originariamente intesa con la ratio normativa ovvero con la delega legislativa. Conseguentemente, venuta a mancare la effettiva ragione che discrimina la partecipazione al bando, dovrebbe venire meno qualsiasi ragione logica che escluda altri arruolati con la medesima legge 958 e, in generale tutti gli altri appartenenti al ruolo sergenti.

Ma non basta.

Anche volendo fare come gli struzzi e nascondere la testa sotto la sabbia…., ovvero anche volendo tralasciare il non tralasciabile…, se è vero che il bando aveva l’originale intento di sanare un danno fatto a determinate figure di sottufficiali, è pur vero che non è costituzionalmente permesso sanare una sperequazione creandone una più grave.

Basti pensare, infatti, che il numero dei posti messi a disposizione per il bando è così elevato che preclude ogni effettiva opportunità ai non titolati a parteciparvi, di transitare al ruolo marescialli a causa del “tappo” causato dal riempimento del ruolo derivante dal bando in discussione, causato appunto dall’elevato numero di posizioni a concorso.

E’ così che da tale provvedimento deriverà un danno anche per i sergenti e i volontari non arruolati con la legge n. 958.

Ed ancora non è finita.

Il Bando evidentemente fa scontenti anche i sottufficiali titolati a parteciparvi poiché le condizioni previste di accesso al ruolo marescialli costituiscono una ulteriore mortificazione per coloro che si aspettavano una sanatoria reale del danno causato dal d.lgs. 196/1995. Ed invero, trattasi nella maggior parte dei casi di sottufficiali molto anziani sia in termini anagrafici che di servizio, i quali, evidentemente, non hanno alcun interesse a transitare al ruolo marescialli perché in età così avanzata, e per avere quello che era loro diritto avere, si ritrovano sul nuovo ruolo senza una ancor minima ricostruzione di carriera, nemmeno economica, vanificando di fatto il senso della disposizione normativa che doveva sanare e non penalizzare queste figure di sottufficiali che, oltretutto, dovrebbero esporsi al reimpiego per lo svolgimento delle medesime funzioni malgrado tali incarichi siano svolti da sempre al pari degli appartenenti al ruolo marescialli, oltretutto con un trattamento economico inferiore.

Per finire, con riferimento a taluni, a dire il vero isolati, chiacchiericci, pubblicati peraltro su siti di minore rilievo mediatico, evidentemente  finalizzati a boicottare il ricorso, se per un verso rappresentano verosimilmente uno sfogo di coloro che sono interessati al bando e al suo proseguimento (probabilmente preoccupati proprio dalla fondatezza del ricorso), per l’altro costituiscono una incomprensibile mortificazione degli stessi appartenenti al ruolo Sergenti che intendono semplicemente esercitare un diritto, a prescindere da quello che sarà l’esito (al pari di ogni procedimento giudiziario), che è quello di tutelarsi in giudizio, una facoltà riconosciuta dalla Carta Costituzionale. Diversamente non può essere dato che, per evidenti ragioni professionali, lo studio legale non ha mai pubblicato i contenuti del ricorso ma solo i principi su cui verrà strutturato.

A dire il vero non siamo nuovi a questo tipo di critiche conosciute nel corso nei nostri numerosi anni di attività di tutela legale dei militari, le quali, sistematicamente, sono sempre provenute da soggetti che avevano interessi politici, di rappresentanza, economici e, oggi, evidentemente sindacali, tutti interessi puntualmente smascherati dai fatti.

Basti pensare al ricorso accolto per il ripristino della Indennità di Buonuscita che ha permesso a tutti i militari di mantenere il sistema del TFS (ovvero retributivo) e non quello del TFR (contributivo) con un indiscutibile vantaggio economico. Anche questa iniziativa legittima e finalizzata alla tutela di tutto il personale militare, era stata puntualmente “strombettata” come una iniziativa infondata e priva di argomenti giuridici. I fatti hanno dimostrato il contrario. Per venire all’ultima iniziativa sul riordino delle carriere (marescialli -8) dove si è visto persino sedicenti giuristi impegnarsi contro la nostra iniziativa con commenti tecnici, mentre sono stati gli stessi giudici a darci ragione sollevando la questione di legittimità costituzionale (i fatti appunto).

Potremmo andare avanti con altri numerosi esempi, ma preferiamo invitare i nostri lettori a valutare in via autonoma le fonti e soprattutto le personalità sottese a tali fonti, si potrebbe scoprire, forse, che dietro a tutto c’è l’interesse di chi ha ideato e approvato il riordino ovvero la stessa norma sul bando straordinario, ovvero di chi intende, peraltro in modo piuttosto banale, strumentalizzare l’argomento per favorire l’immagine di talune neo costituende organizzazioni sindacali di militari, comprensibilmente impegnate con la logica dei tesseramenti e della sopravvivenza economica.

Certo organizzare un ricorso non significa necessariamente anche vincerlo, ma questo è valido per ogni iniziativa processuale, e la forma collettiva del ricorso tutela in qualche modo i ricorrenti, se non altro per il contenimento dei costi, anche in caso di esito negativo.

Ciò detto, evidenziamo che la Sideweb ha organizzato i tre distinti ricorsi con l’intendo ovviamente di ottenere l’annullamento del bando e la revisione della norma su cui è fondato, evidenziando che, come si è già visto in passato, una massiccia adesione ad un ricorso di questa natura può altresì essere positivamente strumentalizzata ai fini politici a dimostrazione del malcontento diffuso tra gli interessati. A maggior ragione in un momento in cui il governo è chiamato da valutare la destinazione di ulteriori fondi.

Sul sito www.sideweb.it gli interessati possono trovare tutti i riferimenti del ricorso e la procedura per aderire.

Precisiamo che al termine della procedura verrà inviata una email contenente i documenti di adesione che i ricorrenti dovranno spedire e l’elenco dei documenti amministrativi da allegare da cui si evinca lo status giuridico di arruolamento (anno e norme di arruolamento, eventuali ferme congedi ecc. – vedi mail istruzioni). Per tale ragione, tenendo conto dei tempi necessari agli interessati per procurarsi la documentazione amministrativa necessaria, consigliamo di aderire quanto prima al fine di garantire una tempestiva ricezione delle istruzioni e quindi di una regolare adesione.

Per info sul ricorso gli interessati possono contattare i nostri consulenti legali al seguente numero:

+39 3938548111 dalle ore 18.00 alle ore 19.30 (potete inviare un sms per essere richiamai oppure contattare il servizio sul sito www.forzearmate.org

Per aderire al ricorso accedi al seguente link: www.sideweb.it   e accedi al ricorso che ti interessa alla voce ricorsi personale in servizio.

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