Facevo il poliziotto a Roma ma non arrivavo a fine mese. Così a 46 anni ho ricominciato da zero

foto e articolo: ilfattoquotidiano.it

Stefano Messina se n’è andato dall’Italia nel 2012, nonostante il posto fisso. E in un’isola del nord Europa, Flekkeroi, ora è felice e ha avuto il secondo figlio. “Lavoro in una ditta di ittica. Guadagno 3000 euro al mese e vivo bene. Qui ci sono efficienza e agevolazioni per chi ha famiglia. Quando me ne sono andato dall’Italia credevo che ci sarei stato male. E invece ero sollevato”

Roma, 11 gen 2019 – (di Martina Milone – ilfattoquotidiano.it) – “L’Italia non mi manca perché sono arrabbiato con lei. Non dovevo essere costretto ad andarmene”. Tutto comincia nel 2012 quando Stefano Messina ha 46 anni, una figlia appena arrivata e il posto fisso. “Ero in polizia da 25 anni. Mai avrei pensato di espatriare. Ma dopo la nascita di Amina non riuscivo più a vedere un futuro per lei. Era mortificante non riuscire ad arrivare a fine mese”.

Così comincia a guardarsi intorno: Canada, Stati Uniti, infine i paesi del Nord Europa. “In Norvegia c’erano incentivi per i giovani, ma anche per mettere al mondo figli e farli studiare”. Dopo aver mandato diversi curriculum, Stefano parte a marzo 2013. “Avevo in tutto 900 euro per il viaggio in roulotte e da mangiare. Non è stato semplice”, racconta. “Quando la ditta mi chiamò per un lavoro stagionale, il cuore mi batté forte e dissi subito di sì”. La partenza era carica di responsabilità. “Non potevo fallire, sapevo di dover trovare qualcosa di meglio”. Così Stefano si mette in aspettativa e parte. Guida per chilometri, da Roma, dove viveva, fino a Flekkeroy. “Sono andato prima da solo, poi dopo pochi mesi mi ha raggiunto la mia compagna con la bambina. Per tre mesi abbiamo vissuto nella roulotte, poi ci siamo trovati una casa”. Passare dal lavoro occasionale a un impiego fisso non è stato facile, soprattutto per via della lingua. “Avevo i titoli ma non sapevo il norvegese. Sono stati mesi difficili, la mia fidanzata era preoccupata. Uscivo la mattina e andavo a portare curriculum”, racconta. Alla fine, però, la stabilità arriva. “Si sono affacciate due ditte, la prima di trasporti, la seconda di ittica. Qui si possono avere senza problemi due lavori contemporaneamente – spiega Stefano -. Avevo preso in tempi non sospetti tutte le patenti. Mi sono state molto utili”. E così inizia la nuova vita in Norvegia: durante la settimana Stefano lavora in una ditta che vende il pescato del giorno, il sabato e la domenica invece viaggia con il camion.

“Dopo due anni ho lasciato il lavoro nel weekend e ho tenuto solo quello con l’azienda di ittica dove sto tuttora”, spiega Stefano, che sottolinea anche la differenza di stipendio. “In Italia prendevo come assistente capo (di polizia ndr.) 1500 euro al mese, qui ne guadagno 3000 e sono considerato al pari di un operaio”, dice. Sicuramente i prezzi non sono gli stessi. Aumenta infatti il costo di alcuni generi alimentari, ma in qualche ambito si può addirittura risparmiare. “L’elettricità costa meno e anche l’affitto. Qui pago 700 euro per una villetta, a Roma ne spendevo 800 per un appartamento in periferia. Qui si lamentano delle tasse, ma io che so quanto paghiamo in Italia e quali servizi riceviamo, dico a tutti di non farlo”. CONTINUA A LEGGERE>>>>>ilfattoquotidiano.it

Potrebbe interessarti

Resta in contatto con noi. Ricevi le news del sito sul tuo smartphone in tempo reale. Scarica da Play Store l'app TELEGRAM, cerca il canale "Forzearmateeu" e unisciti. Siamo oltre 5.000 - Ti aspettiamo! ECCO COME FARE>>>

  •  
  • 183
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.