PENSIONI / COSA CENTRANO I RISCATTI A PAGAMENTO DELLE MAGGIORAZIONI OPERATIVE CON L’ART. 54 DELLA LEGGE 1092/73, E LA NUOVA CIRCOLARE INPS DEL 18/12/2018?

Roma, 12 gen 2019 – CENTRA, ECCOME SE CENTRA.  L’INPS SEMPRE PIU’ INVASIVA SULLE PENSIONI DEI MILITARI E CARABINIERI. E’ stato un danno enorme passarci dall’INPDAP all’attuale INPS. L’INPS con una circolare a sorpresa, la nr. 119 del 18.12.2018, ha reso note le modalita’ di riscatto delle maggiorazioni operative ai fini pensionistici per il personale militare delle forze armate (articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 165). Si tratta di una possibilita’ di riscatto prevista dal lontano 1997 per quel personale che nei primi anni lavorativi, o anche dopo, lavorava in enti militari NON operativi, e che quindi non aveva la possibilita’ di usufruire della maggiorazione operativa di 1/5 degli anni di servizio. Inizialmente il riscatto serviva soltanto al personale militare per aiutarlo a raggiungere gli anni contributivi per accedere alla pensione. La fregatura di questa circolare la spiego a fondo pagina.

UTILITA’ DEL RISCATTO DELLE MAGGIORAZIONI DEI PERIODI CHE VANNO DAL 1980 CIRCA AL 31.12.1995.

Primo caso molto importante.

Questa possibilita’ e’ stata anche MOLTO utile per quel personale che arruolato ad esempio negli anni 80 in enti NON operativi, riscattando qualche anno di maggiorazione per il periodo 1980 – 1995, gli e” stato utile per maturare i 18 anni contributivi al fine di andare in pensione poi con il sistema vecchio RETRIBUTIVO, piu’ vantaggioso, senza perdere nulla sul rateo di pensione. Il personale piu’ fortunato, colui che al 31.12.1995 aveva piu’ di 18 anni contributivi, sta’ andando ancora in pensione con il sistema RETRIBUTIVO. Attualmente ancora risultano in servizio molti colleghi anziani, che usufruiranno comunque del sistema piu’ vantaggioso RETRIBUTIVO.

PERSONALE MILITARE CHE AL 31.12.1995 NON AVEVA 18 ANNI CONTRIBUTIVI

Secondo caso importante.

Il personale che purtroppo non aveva al 31.12.1995 i 18 anni contributivi, viene tutt’ora inviato in pensione con il sistema misto, CONTRIBUTIVO, molto piu’ penalizzante del sistema RETRIBUTIVO di cui sopra. A conti fatti, tra un pensionato retributivo, e uno contributivo, ci sono circa 200 – 300 euro netti di differenza al mese a sfavore del contributivo. Non poca cosa.

ECCO perche’ torna utile l’applicazione dell’art. 54. Torna utile perche’ il suo coefficiente di calcolo recupera la cifra persa tra un retributivo e un contributivo. Quindi ancora torna utile e indispensabile ricorrere alla Corte dei Conti. Questo fino a quando l’INPS non riconoscera’ d’ufficio l’art. 54 a tutti.

DOVE STA’ LA FREGATURA DELLA NUOVA CIRCOLARE INPS SUL RISCATTO DELLE MAGGIORAZIONI?

L’articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 165 prevede che un militare possa riscattarsi, in qualsiasi momento della sua attivita’ lavorativa, alcuni periodi che gli servono per la pensione. La norma prevede comunque che non si possono maturare piu’ di 5 anni di maggiorazione. Infatti questa legge non pone limiti nel fatto di pagarsi dei periodi che sono molto piu’ utili di altri, anche se poi con i periodi effettivamente svolti, si superano i 5 anni. Lo Stato alla fine ti considera sempre 5 anni ai fini pensionistici, tenendo conto pero’ in quali periodi li hai maturati, per applicarti eventuali benefici di legge diverse.

Con questa circolare, l’INPS ha voluto dare un freno a questi riscatti, precisando che se una persona ha gia’ maturato 4 anni di maggiorazione operativa, non puo’ riscattare a pagamento piu’ di un anno. La fregatura e’ nel fatto che se io ho gia’ maturato 4 anni operativi, e se per il periodo 1982 – 31.12.1995, mi serve da riscattare due anni al fine di superare i 15 anni contributivi per richiedere l’art. 54, rimango fregato. Secondo la nuova circolare INPS io posso riscattare solo 1 anno di maggiorazione. Quindi nulla potro’ piu’ chiedere in merito all’art. 54, non arrivando ai 15 anni di contributi al 31.12.1995.

Probabilmente l’INPS viste le condanne subite dalle corte dei conti, sta cercando di togliere un diritto a coloro che riscattando un periodo che va dal 1982 al 31.12.1995, non possa piu’ maturare i 15 anni utili per rientrare nell’art. 54.

Ecco la fregatura.

Forse all’INPS si sono chiesti: ma perche’ questi militari mal pagati in servizio e in pensione vogliono pagare 12.000 euro circa per il periodo 1982 – 31.12.1995?

Io ad esempio, arruolato nel gennaio 1982, avendo lavorato inizialmente sempre in enti territoriali, NON operativi, fino al 31.12.2001, non ho maturato nessuna maggiorazione operativa per questo periodo. Poi dal 2002 tutti i militari sono diventati “operativi”. Ad oggi, dal gennaio 2002, ho maturato una maggiorazione operativa di circa 3.5 anni. Ho chiesto di riscattare il periodo che va da gennaio 1982 al 31.12.1995. Sotto questa data ho lavorato 14 anni effettivi. Mi serve almeno un anno da riscattare, io ne ho chiesi circa 2.5. Cosi rientro nell’art. 54, allungo il periodo lavorativo prima del 1992, e 1995, ma non rientro purtroppo nei 18 anni di contributi per il RETRIBUTIVO.

Quindi chi si trova al limite dei riscatti deve fare presto a riscattarli.

Spero di aver espresso chiaramente il concetto.

Qui trovi:

Sentenza Corte Conti Centrale, INPS battuta per la seconda volta >>>

Circolare riscatti INPS nr. 119/18 >>>

 

Stralcio legge 30 aprile 1997, n. 165 – Art. 5.
Computo dei servizi operativi e riconoscimento dei servizi prestati preruolo
1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, gli aumenti del periodo di servizio di cui all’articolo 17, secondo comma, della legge 5 maggio 1976, n. 187, agli articoli 19, 20, 21 e 22 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092, all’articolo 8, quinto comma, della legge 27 dicembre 1973, n. 838, e all’articolo 3, quinto comma, della legge 27 maggio 1977, n. 284, e successive modificazioni ed integrazioni, computabili ai fini pensionistici, non possono eccedere complessivamente i cinque anni.
2. Per il personale il cui trattamento pensionistico e’ liquidato in tutto o in parte con il sistema contributivo di cui alla legge 8 agosto 1995, n. 335, gli aumenti del periodo di servizio di cui al comma 1 nel limite massimo di cinque anni complessivi sono validi ai fini della maturazione anticipata dei quaranta anni di anzianita’ contributiva necessari per l’accesso alla pensione di vecchiaia. In tale caso si applica il coefficiente di trasformazione corrispondente al 57 anno di eta’ indicato nella tabella A allegata alla citata legge n. 335 del 1995.
3. Gli aumenti dei periodi di servizio nei limiti dei cinque anni massimi stabiliti, sono computabili, a titolo in parte oneroso, anche per periodi di servizio comunque prestato.
4. Il servizio militare comunque prestato, anche anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto, e’ ricongiungibile ai fini del trattamento previdenziale.
5. Per il personale in ferma di leva prolungata o breve l’amministrazione provvede al versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali previsti dalla normativa vigente.
6. I periodi preruolo per servizio militare comunque prestato, nonche’ quelli utili ai fini previdenziali, anche antecedentemente alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono riscattabili ai fini dell’indennita’ di fine servizio.

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5 thoughts on “PENSIONI / COSA CENTRANO I RISCATTI A PAGAMENTO DELLE MAGGIORAZIONI OPERATIVE CON L’ART. 54 DELLA LEGGE 1092/73, E LA NUOVA CIRCOLARE INPS DEL 18/12/2018?”

  1. Scusate, ma io non riesco ancora a capire una cosa: la legge 1092/73 è stata abrogata?
    Il fatto è che alcuni hanno ricorso, e vinto, in quanto la legge del 1973 prevedeva la percentuale al 44% se andavi in pensione tra i 15 e 20 anni di servizio. Oltre questi anni va aggiunta una percentuale per ogni anno.
    Quindi deduco che tutto il personale militare, prima del 1995, se lascia il servizio militare dopo i 15 anni di servizio, gli spetti l’articolo 54.
    Mi sbaglio?

  2. è GIUSTO. solo che l’inps la pensa diversamente. e per il riconoscimento bisogna fare ricorso. l’inps sta perdendo tutti i ricorsi. quando mollera’ l’osso?

  3. Avendo riscattato a titolo oneroso i 5 anni ai fini del t.f.s., stando a quello che ho capito, se si vuole che i 5 anni di maggiorazione valgano sul futuro assegno di pensione bisogna presentare un’altra domanda a titolo oneroso??

  4. no. nON FARE CONFUSIONE. CREDO TU TI RIFERISCA AL RISCATTO PER LA BUONUSCITA, CHE E’ TUTTA UN’ALTRA COSA. FAI ATTENZIONE. INFORMATI MEGLIO.

  5. Fare ricorso è giusto, ma fate attenzione perchè in merito c’è stato l’assalto ai ricorrenti. Tanti colleghi ed ex, con l ausilio dei propri avvocati, ti invogliano a procedere, e fin quì va bene. Il problema sono i costi ?? ognuno fa il suo prezzo, e a volte molto cari.. Quindi meditate….

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