L’anticipo del TFR/TFS per le Forze Armate (e per tutti i dipendenti pubblici) è una delle novità contenute nel decreto che riforma le pensioni; vediamo in che modo

Roma, 22 gen 2019 – L’anticipo dell’indennità di fine servizio è una delle novità contenute nel decreto che riforma le pensioni e introduce il reddito di cittadinanza.

I dipendenti pubblici – come anche le Forze Armate – come avevamo visto in un precedente articolo – per ricevere il TFR o TFS (in base al regime d’appartenenza) devono attendere mesi interi. Quest’attesa è dovuta alla motivazione che ha portato alla cessazione del rapporto di lavoro.

Il Decreto Salva Italia del 2011 – approvato dal Governo Monti per salvaguardare i conti del Paese – infatti ha allungato i tempi per il pagamento del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) e del TFS (Trattamento di Fine Servizio) spettante ai dipendenti pubblici.

Nel dettaglio, eccezion fatta per il caso di inabilità o decesso (per cui bisogna attendere 105 giorni per il pagamento del TFR/TFS), la liquidazione viene pagata dopo 12 mesi, per pensione di vecchiaia, o dopo 24 mesi in caso di pensione anticipata o dimissioni, con altri 3 mesi di tolleranza. Detto questo, la prima rata di massimo 50.000 euro, nel caso peggiore, potrebbe arrivare dopo 27 mesi.

Nel decreto che riforma le pensioni è stato invece stabilito che i dipendenti pubblici, comprese le Forze Armate, possono ricevere fino a 30.000 euro di TFR/TFS al momento della cessazione del rapporto di lavoro, grazie ad un prestito erogato da un istituto di credito con un tasso di interesse agevolato.

Viene poi introdotta una detassazione Irpef che varia dall’1,5% al 7,5% sulla quota di TFS pagata nei mesi successivi al pensionamento.

Che differenza c’è fra il TFR e il TFS?

Il TFS, letteralmente Trattamento di Fine Servizio, e il TFR, Trattamento di Fine Rapporto, sono un compenso corrisposto a titolo di indennità di liquidazione a seconda dell’anno di assunzione del candidato.

Si parla infatti di TFR per lavoratori assunti a tempo determinato dopo il 30 maggio 2000 (o assunti a tempo indeterminato dopo il 1 gennaio 2001); si parla invece di TFS per i lavoratori assunti a tempo indeterminato prima del 1 gennaio 2001. CONTINUA A LEGGERE…..

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3 thoughts on “L’anticipo del TFR/TFS per le Forze Armate (e per tutti i dipendenti pubblici) è una delle novità contenute nel decreto che riforma le pensioni; vediamo in che modo”

  1. Spett.le Redazione,
    la detassazione sull’anticipo TFS non è applicata a coloro i quali sono in pensione prima del 31 dicembre 2018 quindi già in attesa di ricevere il TFS dopo due anni.
    L’articolo 24 del decreto recita infatti:
    1. L’aliquota dell’imposta sul reddito delle persone fisiche determinata ai sensi dell’articolo 19, comma 2-bis del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sull’indennità di fine servizio comunque denominata è ridotta, per le cessazioni dal rapporto di lavoro successive al 31 dicembre 2018,

    quindi per chi è andato in quiescenza nel 2017 e 2018 non c’è nessun rimborso degli interessi. Spero che nel corso della discussione Parlamentare questa sperequazione venga sanata. Cordiali Saluti

  2. buongiorno ma non si era detto che a noi delle forze armate l,anticipo del tfs non spettava bhaaa chiaritemi buona giornata

  3. Quella che avevi sentito riguardava il tfs di quota 100, che a noi militari non riguarda, perche’ usciamo dal lavoro prima dei 62 anni di eta’. Questa nuova norma deve essere approvata, forse, con il pacchetto riforma pensioni, in etinere.

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