FORZE ARMATE / La Marina Militare nel cuore del cambiamento​. L’ammiraglio Salvatore Vitiello racconta gli eventi di quest’ultimo anno e i progetti per il futuro​

L’ammiraglio Salvatore Vitiello

Roma, 27 gen 2019 – LA NOSTRA MARINA MILITARE, FIORE ALL’OCCHIELLO DELL’ITALIA. Segue articolo di Enzo Ferrari, direttore responsabile di tarantobuonasera.it Per me essere destinato a Taranto, a dirigere il Comando Marittimo Sud, è stato un grande regalo». L’ammiraglio Salvatore Vitiello questo regalo lo vive con grande partecipazione. Uomo di mare, nato all’Isola d’Elba, in poco più di un anno è riuscito a dare un nuovo slancio al rapporto tra Taranto e Marina Militare. Tante iniziative messe in cantiere e realizzate che, in qualche modo, hanno consentito di superare la barriera tra mondo civile e mondo militare. Lo straordinario successo del Castello Aragonese (sul nostro giornale ne abbiamo parlato sabato 19 gennaio con l’ammiraglio Francesco Ricci, ndr) è solo l’aspetto più eclatante del rinnovato rapporto tra Città e Marina Militare. Ma, come dicevamo, nell’ultimo anno le iniziative si sono moltiplicate e altre sorprese stanno per arrivare. Il filo conduttore è uno: tenere vivo lo spirito di collaborazione tra Taranto e Marina e, da parte militare, dare il proprio contributo all’auspicata rinascita della città.

«A Taranto – spiega a Buonasera l’ammiraglio Vitiello – ho trovato notevole apertura e collaborazione da parte delle istituzioni. Ho riscontrato grande volontà di partecipazione, anche da parte delle scuole. Voglio ricordare, ad esempio, i 600 studenti delle scuole della città e della provincia coinvolti nel Trofeo del Mare. E per il 2019 avremo una bella novità: il nuoto di fondo con la circumnavigazione della Città Vecchia. Una esperienza che avrà un forte valore simbolico. A proposito di attività sportive, nel 2018 abbiamo avuto le gare di canottaggio in Mar Piccolo, grazie alla collaborazione con il commissario per le bonifiche, Vera Corbelli. Tutte attività, appunto, rese possibili grazie al clima collaborativo che si è instaurato con le altre istituzioni.

Dice l’ammiraglio: «Abbiamo incontrato grande sensibilità da parte del sindaco Rinaldo Melucci, ma anche da parte della Chiesa con l’arcivescovo monsignor Filippo Santoro. Con le scuole, poi, abbiamo aperto i percorsi di alternanza scuola-lavoro. Vogliamo essere protagonisti di un grande coinvolgimento della Marina nella crescita della città». E la città, quando viene sollecitata, riesce a rispondere alla grande. Come è accaduto il 20 luglio per l’apertura serale del ponte girevole. Racconta l’ammiraglio: «Era a Taranto la giornalista Donatella Bianchi, di Linea Blu. Noi avevamo nave Mimbelli in Mar Piccolo e allora abbiamo pensato di fare qualcosa di molto suggestivo. Anche qui, c’è stata subito grande intesa tra le istituzioni. La risposta del pubblico è stata meravigliosa: diecimila persone erano affacciate sul Canale per ammirare un evento di grande impatto. Stessa emozione e stesso spirito di collaborazione per i 60 anni del ponte girevole. L’apertura mattutina, alle 11, poteva essere percepita come un disagio, invece è stata una grande festa».

All’ammiraglio Vitiello piacciono le scelte coraggiose. Come quella di dare via libera alle riprese di “Six undergound”, lo spettacolare action movie di Michael Bay. Castello e ponte girevole aperti alle riprese e, soprattutto, per ormeggiare il fantastico Kismet, il lussuoso panfilo che per giorni è stato autentica attrazione per i tarantini. «Ho spiegato a Roma che l’evento era importante e che avremmo avuto un ritorno notevole. Hanno capito e ci hanno dato il via libera. Poi, dopo 17 anni, abbiamo celebrato sulla rotonda del lungomare il Giuramento Allievi Marescialli. Tutti questi eventi non solo hanno suscitato entusiasmo ma hanno avuto unn ritorno economico importante per la città. A questo va aggiunto l’aspetto professionale: attraversare il Canale, ad esempio, è addestramento di precisione davvero raro al mondo. Pensiamo al passaggio della Cavour, altro evento vissuto con grande partecipazione dalla città, che ha attraversato il Canale avendo appena otto metri di scarto laterale. Quella è stata una grande prova della Marina Militare e ricordiamo che la Cavour è a Taranto per una scelta precisa: stiamo parlando di una commessa di lavori per 70 milioni di euro».

E qui entriamo negli aspetti più propriamente lavorativi della presenza della Marina a Taranto: «La nostra Scuola Sottufficiali prepara l’80% di tutto il personale non direttivo d’Italia. Stiamo ospitando anche i sottufficiali del Qatar. A Taranto, in totale, abbiamo novemila militari e tremilacinquecento civili della Difesa, a parte l’indotto. Un terzo della forza della Marina Militare italiana è qui, dove ci sono anche le navi più performanti». I posti di lavoro equivalgono dunque a quelli dell’azienda siderurgica; posti che fanno della Marina l’altra più grande fonte di reddito per il territorio. Questo interessante articolo di Enzo Ferrari, continua qui >>> www.tarantobuonasera.it

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