MISSIONI MILITARI ALL’ESTERO / Afghanistan, fonti della Difesa: “Entro un anno ritiro del contingente italiano”

Roma, 28 gen 2019 – POCHI FONDI ECONOMICI, NUOVO GOVERNO, CONTRAZIONE MISSIONI ESTERO. Le Forze Armate saranno in futuro molto meno impegnate all’estero. Secondo le fonti del ministero, Elisabetta Trenta ha dato disposizioni al Coi di valutare l’avvio del ritiro. In queste ore, si parla inoltre di un accordo fra Stati Uniti e talebani. A rivelarlo fonti della Difesa alle agenzie di stampa: “Il ministro Elisabetta Trenta ha dato disposizioni al Coi di valutare l’avvio di una pianificazione per il ritiro del contingente italiano in Afghanistan“. Secondo le fonti, “l’orizzonte temporale potrebbe essere quello di 12 mesi“. Non sono arrivate ancora conferme da parte del ministero. Ma la notizia arriva in un momento abbastanza importante dello scenario afghano. In queste ore, infatti, si parla sempre più insistentemente di un accordo fra Stati Uniti e talebani per la pacificazione dell’Afghanistan. Un accordo che sembra sia stato intavolato in questi mesi, ma siglato a Doha durante l’incontro fra delegazione Usa e rappresentanti dei guerriglieri islamici afghani.

I talebani si sarebbero impegnati a negoziare una pausa dai combattimenti per poi trovare un accordo con il “governo in carica“. La bozza dell’accordo prevede anche la garanzia da parte talebana di non usare l’Afghanistan per le operazioni contro le forze occidentali. In cambio di questa garanzia, i talebani chiedono al governo Usa una tempistica certa per il ritiro.

In questo quadro di possibili accordi e fine delle ostilità, il possibile ritiro del contingente italiano, impegnato da sempre nella lotta al terrorismo al fianco delle forze occidentali, potrebbe essere un segnale molto chiaro sul prossimo futuro di un conflitto in cui l’Italia è stata coinvolta direttamente e con il sacrificio di molti dei suoi uomini.

La strategia italiana

Il possibile ritiro del contingente italiano rientra nella rinnovata strategia italiana sulle operazioni all’estero. Il ministero della Difesa ha da tempo messo in atto un pinao che prevede una rimodulazione dell’impegno in Medio Oriente e in Afghanistan per spostare l’attenzione su altri contesti operativi, soprattutto in Africa. Come ricorda Il Corriere della Sera, l’Italia “entro pochi mesi dovrebbe diminuire anche il numero di soldati presenti in Iraq, in particolare quelli schierati a difesa della diga di Mosul“. E probabilmente ci sarà un maggiore impegno sui due fronti caldi nella lotta al traffico di esseri umani in Libia e Niger, dove la missione sembra definitivamente partita.

I dubbi del generale Camporini

L’ex capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini, ha esposto ad Adnkronos le sue perplessità sull’annuncio del ritiro. L’articolo continua qui >>> www.ilgiornale.it

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