Sindacati militari: Per il Presidente del CO.CE.R. ESERCITO Gen. Brig. Maria Ceravolo “Il Comandante sarà sempre il primo rappresentante dei suoi soldati”

Fonte foto www.difesa.it

Roma, 30 gen 2019 – Il Generale di Brigata Francesco Maria Ceravolo è, oggi, il presidente del Consiglio Centrale di Rappresentanza Esercito (COCER). Segue intervista al presidente del Cocer EI, di Luca Tatarelli su reportdifesa.it – Generale, come giudica la costituzione dei Sindacati nelle Forze Armate? Le associazioni sindacali militari, secondo quanto già sancito dalla circolare emessa lo scorso mese di ottobre dal nostro ministro della Difesa Elisabetta Trenta, rappresentano, ormai, il futuro della nostra Forza Armata. Ciò che ci si auspica è che la legge preveda anzitutto un numerico preciso di associazioni sindacali riconosciute, in modo da rappresentare effettivamente esigenze legittime del personale e non sparuti gruppi o peggio interessi di singoli.

In tal modo si avrebbero interlocutori ben definiti per rendere ancor più concretamente e fattivamente efficace ed efficiente il confronto tra le parti. Inoltre ci si augura, e sono certo che sarà così, come già dichiarato dal ministro – cito la stessa testualmente – che “esse sorgano e agiscano entro i limiti che la specificità del comparto richiede” e, aggiungerei, che conservino al loro interno, nel tempo, le specifiche peculiarità che la nostra Forza Armata sottende.

Vien da se che, soprattutto in Teatro operativo, in missione in Italia o anche in attività addestrative, dove si impiegano armi e mezzi sofisticati e dove c’è di mezzo la vita delle persone, non può esistere la messa in discussione di un ordine dato da un comandante a chi ha giurato fedeltà alla Repubblica Italiana nonché di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina e onore tutti i doveri dello Stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere Istituzioni, come recita il giuramento che ognuno di noi presta alla Repubblica.

Una volta che sarà promulgata una legge ad hoc, quale sarà il futuro dell’attuale Rappresentanza?

È chiaro che con la promulgazione di una legge ad hoc le “vecchie” rappresentanze militari non potranno coesistere con le costituende associazioni sindacali.

Di fatto con la nascita delle seconde, si attesterebbe l’incompatibilità della sussistenza delle prime. Sempre auspicabile sarebbe la coesione e l’unicità di vedute tra le diverse nascenti associazioni sindacali militari sui temi di fondo e che queste realmente abbiano a cuore l’andamento della vita lavorativa dell’uomo/soldato e che siano davvero rappresentative di tutte le categorie di personale e affrontino concretamente le numerose problematiche presenti nel comparto difesa in maniera omnicomprensiva, partecipativa e senza pregiudizi.

Il ministro Trenta l’ha definita una “opportunità”. Qual e’ la sua opinione?

La nascita delle associazioni sindacali militari può rappresentare un’opportunità se regolamentata in maniera precisa e ben definita da una legge ad hoc che presti attenzione fondamentalmente ai punti già accennati nelle risposte su date e ne sancisca chiaramente i termini, ossia, ribadisco in sintesi: numero definito e limitato di associazioni sindacali militari in modo che siano rappresentative, campo di intervento delle stesse e regole ben precise allo scopo di garantire la piena aderenza delle Forze Armate ai principi della Costituzione repubblicana quindi l’impossibilità di influenze esterne e non istituzionali sulle Forze Armate da parte di gruppi di pressione/potere per mezzo dei sindacati. In sostanza ben vengano i sindacati militari se opportunamente adeguati alla variegata e complessa realtà delle nostre Forze Armate. L’intervista completa di Luca Tatarelli la trovi qui >>> www.reportdifesa.it

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