Due carabinieri accusati di violenza sessuale di gruppo, consumata nella camera di sicurezza della caserma

Roma, 15 feb 2019 – Dopo otto anni si avvia alla sentenza di primo grado il processo che ha come imputati due carabinieri accusati di violenza sessuale di gruppo, consumata nella camera di sicurezza della caserma del Quadraro di Roma, ai danni di una donna fermata per furto.

Il fatto risale alla notte del 24 febbraio del 2011 e ora il pm Eleonora Fini ha chiesto la condanna degli imputati. La pena più severa, a nove anni di reclusione, il pm l’ha avanzata per A.B. Secondo l’accusa il carabiniere, quella sera, ha abusato due volte della donna, dopo averla stordita facendola ubriacare con un amaro.

L’altro militare, L.B., dovrebbe essere condannato, secondo il pm, a cinque anni di reclusione perché, nonostante fosse il responsabile della caserma, non ha mosso un dito per impedire la violenza. Ma quella notte i due imputati non sono stati i soli ad approfittare della vittima, all’epoca 32 anni, proveniente da una citta del nord.

Allo stupro hanno partecipato anche un maresciallo dei vigili urbani, F.C., e un altro carabiniere : entrambi hanno scelto il rito abbreviato e sono stati condannati a quattro anni, sempre con l’accusa di violenza sessuale di gruppo. Le sentenze sono definitive.

Questo il racconto della notte da incubo vissuta dalla donna. Verso le cinque del mattino uno dei carabinieri bussa alla cella di sicurezza dove si trova da poche ore dopo il furto in un supermercato. È in attesa della direttissima che si dovrà svolgere alle 11 del mattino. Il militare le offre una sigaretta e la invita a seguirlo nella sala mensa. Lì trova due colleghi e un vigile, che la spingono a bere un amaro. In pochi attimi la situazione precipita. Secondo la testimonianza della donna, un cicciottello, un palestrato tatuato e uno con gli occhiali la costringono ad avere almeno due rapporti intimi.

Un quarto rimane a guardare. Poi viene ricondotta nella camera di sicurezza. Si svolge la direttissima e quando torna libera la donna racconta l’incubo a un amico che la convince a denunciare i violentatori.  Sentenza lunedì.

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