FORZE ARMATE / Il Generale Vecciarelli alle commissioni parlamentari: “significative criticità” nella Difesa

Roma, 20 feb 2019 – VIDEO ALL’INTERNO. Si attesta all’ 1,15% del Pil il budget per la Difesa nel 2019. Una situazione, ha detto il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, in audizione alle commissioni DIfesa congiunte di Camera e Senato il 14 febbraio, “che occorre migliorare sostanzialmente”, altrimenti “dovremo rinunciare non solo all’ efficienza di molti sistemi ma, già dal prossimo futuro, anche ad interi profili capacitivi”. “L’ attuale Stato di salute delle forze armate – ha rilevato il generale Vecciarelli (qui sotto il video integrale del suo intervento)  – evidenzia, purtroppo, significative criticità che hanno determinato una diminuzione delle capacità operative esprimibili, che trova la sua ragione nel progressivo invecchiamento di una larga parte delle piattaforme in inventario e nel rallentamento, se non nell’ assenza, di un piano di ammodernamento”.

Il capo di Stato Maggiore ha poi sottolineato “la necessità di rivalutare i contenuti delle norme che hanno disposto il taglio lineare degli organici, entro il 2024, da 190.000 a 150.000 unità, specie se poste in relazione con il progressivo invecchiamento sofferto per le politiche di reclutamento associate alla cosiddetta professionalizzazione”. “Quando le risorse non sono sufficienti – ha proseguito – ci si attrezza.

Sono ormai parecchi anni che abbiamo imparato astringere la cinghia. Chiaramente questo non consente di soddisfare una pluralità di esigenze e lasciamo quindi sempre qualche ambito scoperto. Ci rendiamo conto – ha aggiunto – delle difficoltà che il Paese sta affrontando; arrivare al 2% del Pil per le spese militari sarebbe auspicabile, ma sapremmo rendere efficiente il sistema anche con qualcosa di intermedio e con la stabilità delle risorse per pianificare con un orizzonte almeno di medio periodo”.

Circa l’acceso dibattito sull’F-35 Vecciarelli ha detto che “il caccia non è una macchina fine a se stessa, ma rappresenta effettivamente una rivoluzione politico-militare, che potrà portare chi ce l’ha ad esser parte di quel gruppo di Paesi che guideranno le azioni e prenderanno le decisioni e chi non ce l’ha invece a seguire”. L’articolo completo continua qui >>> www.analisidifesa.it

 

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