PENSIONI / Quota 41 per tutti, cosa significa? Guida alle novità della prossima riforma delle pensioni

Roma, 4 mar 2019 – ALLO STUDIO UNA RIFORMA DELLE PENSIONI PIU’ VANTAGGIOSE PER IL PERSONALE LAVORATORE. Si lavora su una contribuzione cumulativa di 41 anni. Segue articolo di Simone Micocci su money.it – Presto 41 anni di contributi potrebbero bastare per andare in pensione: il Governo ha confermato di voler estendere al più presto Quota 41 per tutti i lavoratori, ponendo questa novità tra le priorità della prossima riforma delle pensioni. Di Quota 41 per tutti ne ha parlato sia la Lega che il Movimento 5 Stelle, ponendola come il prossimo obiettivo della riforma delle pensioni. Anzi, più che del “prossimo” si dovrebbe parlare dell’obiettivo finale della riforma, visto che è con questo che il Governo conta di superare quanto fatto nel 2011 dalla Legge Fornero così da rendere più flessibile l’uscita dal lavoro.

Che Quota 41 per tutti sia la novità che il Governo cercherà di introdurre nei prossimi anni, quindi, non è più un mistero: d’altronde lo stesso sottosegretario al Lavoro – Claudio Durigon – ha confermato ai sindacati che l’Esecutivo è già al lavoro per realizzare la fase due della riforma delle pensioni.

Non è chiaro a tutti però cosa significa Quota 41 per tutti, né tantomeno quando questa novità sarà introdotta nel nostro sistema previdenziale. A tal proposito, in attesa di novità su Quota 100 visto che il decreto 4/2019 arriverà alla Camera nei prossimi giorni, abbiamo deciso di scrivere una guida dedicata a Quota 41 e alla sua prossima estensione.

Prima di vedere cosa potrebbe cambiare, però, vediamo cosa accade oggi e per quali categorie di lavoratori questa è riservata.

Quota 41 oggi: come funziona?

Quota 41 è una forma di pensione anticipata oggi riservata solamente ad alcune categorie di lavoratori svantaggiati. Nel dettaglio, questi possono andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica una volta maturati 41 anni di contributi, requisito valido sia per donne che per uomini.

Specialmente quest’ultimi sono avvantaggiati da Quota 41 dal momento che per loro il requisito contributivo per la pensione anticipata è di 42 anni e 10 mesi; usufruendo di questa forma per il pensionamento anticipato, quindi, riescono ad andare in pensione quasi due anni prima. Per le donne invece lo sconto è di appena 10 mesi, visto che per loro la pensione anticipata si raggiunge alla maturazione di 41 anni e 10 mesi di contributi.

Con Quota 41, quindi, il diritto alla pensione si raggiunge con 41 anni di contributi; per la decorrenza della stessa, però, bisogna attendere una finestra mobile di tre mesi, così come pure per la pensione anticipata. Questa è stata introdotta proprio dal decreto 4/2019 (lo stesso di Quota 100), con il quale Quota 41 e pensione anticipata sono stati sterilizzati dall’effetto dell’adeguamento con le aspettative di vita, evitando così l’incremento di 5 mesi del requisito contributivo.

Quota 41 oggi: chi vi può ricorrere?

Come anticipato oggi Quota 41 è riservata ad alcune categorie di lavoratori, vediamo quali. Come prima cosa per farvi ricorso è necessario che il lavoratore sia riconosciuto come precoce, ossia che abbia maturato 12 mesi di contributi – non per forza continuativi – prima del compimento del 19° anno di età.

Non basta però essere un lavoratore precoce per accedere a Quota 41, visto che questa è riservata solamente a coloro che fanno parte anche di una delle seguenti categorie:

  • disoccupati: a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, e che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi;
  • caregiver: ossia coloro che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità. I cosiddetti caregiver;
  • invalidi civili: percentuale pari almeno al 74%;
  • dipendenti che svolgano da almeno sei anni all’interno degli ultimi sette attività lavorative usuranti e gravose;
  • lavoratori dipendenti addetti alle attività usuranti o ai lavoratori notturni con almeno 64 notti lavorate l’anno.

Si tratta di requisiti particolarmente restrittivi ed è per questo che ogni anno Quota 41 non raggiunge un numero elevato di richieste; questo potrebbe cambiare in futuro qualora il Governo dovesse mantenere la sua promessa estendendo a tutti i lavoratori la possibilità di ricorrere a questa misura.

Quota 41 per tutti: cosa significa?

Partiamo con il capire cosa intende il Governo con il termine “per tutti”.

Dando un’interpretazione più estensiva del termine, ciò significa che tutti coloro che hanno maturato 41 anni di contributi – indipendentemente se facenti parte di una delle suddette categorie – potrebbero andare in pensione.

In questo caso Quota 41 prenderebbe il posto della pensione anticipata che per ovvi motivi non avrebbe motivo per esistere.

La seconda interpretazione, più restrittiva ma più fattibile almeno per l’immediato, è quella per cui “per tutti” riguardi solamente i precoci. Per accedere a Quota 41, quindi, basterebbe essere un lavoratore precoce senza per forza far parte di una delle categorie svantaggiate elencate in precedenza.

Ovviamente la prima ipotesi avrebbe un costo molto più elevato per il Governo rispetto alla seconda, ed è per questo motivo che Quota 41 per tutti i precoci sembra essere l’ipotesi più fattibile nel breve periodo.

Quota 41 per tutti: quando?

Resta da capire quando Quota 41 verrà estesa a tutti i lavoratori. L’articolo di Simone Micocci continua qui >>> www.money.it

 

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