Aeronautica Militare, scatta l’allarme legionellosi. L’informativa che preoccupa

A seguito di indagine ambientale svolta dal CETLI di Civitavecchia presso il 72° Stormo di Frosinone, è stata riscontrata, in alcuni tratti dell’impianto idrico aeroportuale, la presenza di colonie di microrganismi noti come “legionella pneumophila”, con valori di concentrazione “importanti”

Il primo a sollevare l’allarme contaminazione, in merito alle acque utilizzate dai militari, era stato il maresciallo infermiere della Marina Emiliano Boi, spezzino, che per questo era stato processato e assolto dopo 7 anni di sofferenza dal tribunale di Verona. A ribadire quella denuncia, era stato il rappresentante del Sindacato dei militari, Luca Marco Comellini, che aveva puntato l’indice sui rischi derivanti dal consumo di quell’acqua auto prodotta dalla Marina Militare. Ora ad essere nella stessa condizione è l’Aereonautica militare. Proprio in queste ore l’ufficio del 72 stormo di Frosinone ha inviato “a elenco indirizzi in allegato” una circolare che ha per oggetto “misure urgenti di gestione rischio di salmonellosi”.

La relazione tecnica del CETLI
La inquietante comunicazione fa riferimento alla relazione tecnica Centro Tecnico Logistico Interforze (CETLI) numero 2019/06. “A seguito di indagine ambientale svolta dal CETLI di Civitavecchia presso il 72° Stormo – si legge nel documento – è stata riscontrata, in alcuni tratti dell’impianto idrico aeroportuale, la presenza di colonie di microrganismi noti come ‘legionella pneumophila’, con valori di concentrazione importanti”. Per capire quanto può essere pericolosa questa malattia mutuiamo la spiegazione di oggiscienza.it: “La legionella è uno degli agenti eziologici della polmonite batterica e prende il nome proprio da una inaspettata epidemia di polmonite, che si verificò nel 1976 a Philadelphia. L’epidemia colpì i partecipanti a una riunione di veterani della Legione Americana, i legionnaires, da cui deriva il nome della malattia legionellosi o malattia del legionario. Ben 221 ex militari si ammalarono e 34 di essi morirono. In seguito alle indagini si scoprì la causa dell’epidemia: un batterio, denominato legionella, isolato nel vetusto impianto di condizionamento dell’albergo Bellevue Stratford Hotel, dove si stava svolgendo la riunione”. Una dramma che sconvolse il mondo.

Le indicazioni del sindacato
La legionella è dunque un batterio da prendere con i guanti. “Per quanto sopra, al fine di gestire o mitigare eventuali criticità – si legge ancora nella circolare – in attesa di poter attuare soluzioni tecniche, per le quali ricorrerà alla competenza di ditta specializzata, si dispone, con effetto immediato: la chiusura o il divieto di utilizzo di tutte le utenze idriche elencate in una tabella ad hoc”. Inoltre, sempre nell’informativa, si leggono importanti indicazioni “per tutte le altre utenze idriche all’interno dell’aeroporto”. Al personale, fra le altre cose, viene consigliato “che, quotidianamente, si faccia defluire acqua alla massima temperatura per almeno 5 (cinque) minuti. Tale operazione dovrà essere registrata giornalmente, tramite un apposito modulo (allegato “C”). L’informativa è stata girata ieri 5 marzo a tutto il personale dipendente. Ora bisognerà capire come si comporteranno gli alti comandi. Le organizzazioni sindacali vigilano. Quando si era trattato di tutelare i militari della Marina, Comellini aveva chiesto che ogni nave fosse dotata di laboratori a norma, per accertare che all’acqua fosse garantita la completa conformità al consumo umano.

https://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/aeronautica-militare-legionella-informativa/

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