Gli infermieri militari che esercitano la professione senza essere iscritti all’Albo commettono il reato di abusivo esercizio di professione

Roma, 8 mar 2019 – Dallo scorso 15 febbraio 2018, gli infermieri militari che esercitano la professione senza essere iscritti all’Albo commettono il reato di abusivo esercizio di una professione e il loro datore di lavoro è penalmente responsabile.

Dallo scorso 15 febbraio 2018, gli infermieri militari che esercitano la professione senza essere iscritti all’Albo commettono il reato di abusivo esercizio di una professione e il loro datore di lavoro è penalmente responsabile.

Con l’entrata in vigore della legge 3/2018 chi esercita una professione sanitaria deve essere iscritto all’Albo professionale. Cosa sta facendo la ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, per evitare che migliaia di infermieri militari e delle altre professioni sanitarie che prestano servizio negli enti, reparti e strutture delle forze armate continuino a violare la legge penale? Per ora nulla.

“E’ chiaro che né la ministra, né i baroni della sanità militare che la circondano, né i vertici militari hanno ben chiara la portata dell’articolo 348 c. penale e le responsabilità penale che la norma fa ricadere sia sui militari che, non essendo iscritti all’Albo professionale, esercitano abusivamente la professione sanitaria e quelle maggiori che investono il datore di lavoro o coloro che li comandano”, ha spiegato Luca Marco Comellini, il segretario generale del Sindacato dei Militari (SM).

Il sindacato, per garantire la tutela degli iscritti, e dei fruitori delle competenze degli infermieri militari esercitate in virtù del servizio e delle collaborazioni già in essere tra sanità militare e civile e i fruitori dei servizi erogati dalla sanità militare, “ha dato espresso mandato – ha spiegato Comellini – al proprio legale, Giulio Murano del foro di Roma, per presentare una denuncia nei confronti delle persone che verranno ritenute responsabili del reato di abusivo esercizio di una professione”.

Il sindacalista ha anche chiesto “alle competenti autorità giudiziarie” un appello affinché intervengano con la massima urgenza per accertare e impedire la prosecuzione dell’abuso esercizio della professione da parte di personale militare che opera nell’ambito degli enti, reparti, direzioni e uffici delle forze armate, dell’Arma dei carabinieri, del Corpo della guardia di finanza e del Corpo delle Capitanerie di Porto”. Requisito obbligatorio per poter esercitare la professione infermieristica all’interno del Servizio Sanitario Nazionale e in libera professione è quello di iscrizione all’Ordine Professionisti Infermieri.

La maggior parte degli infermieri militari ne sono sprovvisti. Con una nota del 28 febbraio scorso, l’Amministrazione della Difesa aveva disposto immediate ed urgenti verifiche sulla giusta applicazione della normativa che sancisce l’obbligo di iscrizione al relativo Albo Professionale anche per il personale militare delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, riabilitative e tecnico-sanitarie. Una brutta gatta da pelare per la ministra Trenta, ma anche per le Forze Armate che, se verrà applicata la legge in vigore, potrebbero trovarsi in una situazione di stallo sanitario molto pesante.

Dovrebbe comunque essere giunta al capolinea un battaglia di legalità iniziata nel lontano 2011 dal radicale Maurizio Turco, che aveva più volte evidenziato il problema delle circolari e delle interpretazioni degli obblighi di legge, finanche a dettagliare, negli anni che seguirono, come le stesse potessero rappresentare di per sé causa ostativa nello scambio di servizi “dual use” con la sanità civile, come nel caso della collaborazione tra Marina e Asl Spezzino n. 5”.

Sia chiaro, il sindacato non mette sotto processo la formazione professionale degli infermieri. Riguardo la formazione e l’inquadramento normativo degli infermieri militari interessante la lettera che un maresciallo ha scritto al direttore di nurse24.it. “

E’ stato scritto che gli infermieri militari svolgono un percorso formativo differente da gli altri infermieri. Posso smentire questo indicandole che i corsi sostenuti da noi infermieri militari sono svolti presso le stesse Università in cui molti altri colleghi affrontano il loro percorso di studi e precisamente presso l’Università Tor Vergata di Roma per l’Esercito; l’Università La Sapienza (sede di Viterbo) per l’Aeronautica e Università di Bari per la Marina (Dlgs 66/2010 art 212 comma 2 – L 43/2006 art 2 comma1). Detto ciò, potete approfondire l’argomento chiedendo ai rispettivi Presidenti dei corsi di Laurea, se realmente la formazione degli infermieri militari differisce dagli altri colleghi o segue lo stesso identico iter”.

https://www.primapaginanews.it/articoli/infermieri-militari-chi-esercita-abusivamente-professione-rischia-denuncia-449524

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