MIGLIORAMENTI ECONOMICI E PROFESSIONALI DEI MILITARI, POLIZIOTTI E VIGILI DEL FUOCO / Siamo a marzo, all’orizzonte non si vede ancora nulla: tutto tace sui rinnovi dei contratti e sui correttivi al riordino dei gradi

Roma, 10 mar 2019 – DI ANNUNCI E PROMESSE CHE NON ARRIVANO N0N SI VIVE. SERVE DARE SUBITO RISPOSTE AL PERSONALE. Parliamo di: conclusione della coda contrattuale 2016/18; del rinnovo del contratto 2019/21; dei correttivi al riordino dei gradi e carriere del 2017, che ha penalizzato tutti i NON DIRIGENTI e arricchito e avvantaggiato la sola categoria degli ufficiali; i privilegiati delle FF.AA. e FF.PP., promuovendoli tutti dirigenti dello stato, senza se e senza ma; e infine discutere anche del  recupero economico (potere di acquisto degli stipendi) dei contratti di lavoro persi, che vanno dal 2010 al 2015.

Altra fregatura poi e’ stato il passaggio dai contratti biennali ai contratti triennali. Per cui col contratto biennale ti davano circa 80 – 100 euro lordi al mese, ora la stessa cifra te la danno con un contratto che dura tre anni. Una cosa giusta era che se con un contratto biennale ti davano 100 euro al mese, con il contratto triennale dovevano dartene 150 al mese. Un furto legalizzato? E tutti tacciono? Perche’ non si ha il coraggio di denunciarle queste cose? o meglio chiamarle scorrettezze? Dove stavano prima i sindacati, e dove stanno ora i sindacati? Nessuno si lamenta. Va bene cosi’… Ma queste cose e’ bene che il lavoratore se li ricordi. 

Per cui le attese del personale NON DIRIGENTE sono molte, come molte sono state anche le promesse fatte dal Governo e dai Ministri. Le elezioni politiche Europee sono alle porte; il personale e i loro familiari (parliamo di 1.500.000 di voti, dei comparti difesa sicurezza e soccorso pubblico) faranno pesare il proprio voto e lo misureranno anche in base alle proprie aspettative economiche e professionali. E’ dal 2010 che siamo abbandonati a noi stessi. Se non era per il ricorso vinto presso la Corte Costituzionale col cavolo che il Governo Gentiloni ci rinnovava il contratto.

Quindi e’ ora di iniziare a discutere questi argomenti al fine di arrivare ad una conclusione, appagando le giuste aspettative del personale.

L’appello e’ rivolto ai CO.CE.R, ancora detentori delle deleghe contrattuali; ai nuovi SINDACATI dei militari anche se non hanno ancora gli strumenti legislativi per muoversi, e soprattutto al Ministro della DIFESA, molto sensibile e attenta ai bisogni del personale medio basso. Il Ministro e’ un politico, del M5S, e sappiamo bene tutti che i politici hanno sempre bisogno di voti e sostegno. Ma nessuno puo’ dare per scontato nulla. I voti vanno di pari passo con le promesse!

E le promesse da soddisfare sono l’avvio e la conclusione delle questioni qui sopra esposte.

 

 

 

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