“Truffe Alert”, incontro al Circolo Unificato dell’Esercito di Genova. Nessuno e’ immune, facciamo sempre attenzione

Genova, 14 mar 2019 – NESSUNO E’ IMMUNE ALLE TRUFFE ON-LINE. PRIMA O POI ARRIVA PER TUTTI. BASTA UN ATTIMO DI DISATTENZIONE, DI STRESS, ECC E LA TRUFFA SI CONCRETIZZA. Quindi non pensiamo che il problema riguarda soltanto gli anziani, ma riguarda tutti, giovani e meno giovani. Segue articolo. Truffe Alert! Consigli per difendersi da truffe e raggiri” è il titolo dell’incontro con il vicequestore di Genova Alessandra Bucci, organizzato dall’Associazione 50&Più – Genova e in programma giovedì 21 marzo alle ore 15, nel salone di rappresentanza del Circolo Unificato dell’Esercito (via S. Vincenzo 68, Genova), a ingresso libero.

L’intervento del vicequestore di Genova consiste in un’analisi aggiornata sul fenomeno dei reati predatori di cui soprattutto sono vittime gli anziani e le persone che vivono sole, soggetti spesso privi di una rete sociale di riferimento, quindi considerati facilmente condizionabili. Si va dalle truffe online, alle richieste dei finti dipendenti di enti pubblici o società fornitrici di servizi (Inps, Enel, Carabinieri), alla simulazione dell’incidente stradale, recente variante del raggiro.
La conferenza prevede l’esposizione di consigli pratici per opporre le difese più efficaci ai malintenzionati in grado di mettere in atto strategie psicologiche molto raffinate e sempre nuove. Il loro primo obiettivo, infatti, è abbattere le normali barriere che tengono lontani gli sconosciuti portatori di richieste impreviste e non annunciate, producendo un senso di imbarazzo che prende il sopravvento sulla consapevolezza di essere di fronte a un malvivente.
Vanno inoltre sottolineate le conseguenze psicologiche sui soggetti caduti vittime di questi raggiri, spesso ingiustamente accusati di ingenuità anche dai propri familiari, amplificando il senso di colpa e di inadeguatezza in cui a lungo si deprime la quotidianità di chi ha subito un reato. Occorre quindi sensibilizzare anche i familiari e le persone vicine alle vittime, affinché queste ultime siano rassicurate e possano godere della solidarietà sociale senza essere travolte senza motivo da una colpevolizzazione secondaria, foriera di un trauma ulteriore. L’articolo completo lo trovi qui >>> www.genovapost.com

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