Stipendio statali, ad aprile aumento per mancato rinnovo del contratto 2019/21. Anief: servono aumenti veri. Polemica sulla flat tax

Roma, 20 mar 2019 – E’ ORA DI AUMENTARE GLI STIPENDI ANCHE AI MILITARI. BASTA CON IL MENEFREGHISMO. Dal 2010, anno del blocco degli aumenti, il eprsonale militare ha perso il potere di acquisto del proprio stipendio, ammontante a circa 500 euro lordi al mese! Segue comunicato ANIEF – Monta la polemica per il costo eccessivo sulla flat tax, pari a 60 miliardi di euro, che la Lega vorrebbe estendere a tutte le famiglie italiane: l’ultima legge di bilancio ha infatti permesso ai titolari delle partite Iva fino a 65 mila euro di pagare un 15% forfettario di tasse e dal 2020 i professionisti con ricavi tra i 65 e i 100 mila euro potrebbero rientrare in una seconda aliquota pari al 20%, ma ora il vicepremier Matteo Salvini ha ventilato l’ipotesi di una flat tax allargata ai lavoratori dipendenti.

Per Anief i dipendenti statali non possono rimanere legati ad un progetto di legge ancora tutto da definire. Perché il tempo passa e il contratto sottoscritto un anno fa è scaduto a dicembre 2018. E gli 85 euro di aumento medio lordo sono stati già divorati dall’inflazione. Marcello Pacifico (Anief): Basta promesse, servono aumenti veri.

Cresce l’attenzione sulla flat tax. Secondo la simulazione effettuata dal ministero delle Finanze, riportata oggi dal Corriere della Sera, la “tassa piatta” riguarderebbe circa 16,4 milioni di famiglie con un vantaggio medio familiare di circa 3.600 euro. Due le aliquote previste nella simulazione: il 15% fino a 80 mila euro di reddito e il 20% per i redditi eccedenti tale soglia. Del costo totale della misura, il peso della clausola di salvaguardia sarebbe di 4,4 miliardi di euro.

In attesa di comprendere come reagirà il parterre politico di maggioranza parlamentare alla proposta del vicepremier Matteo Salvini, Anief sostiene che la flat tax per i lavoratori pubblici potrebbe finalmente muovere in modo sostanzioso i salari di oltre tre milioni di lavoratori, di cui un terzo appartenenti alla scuola. Tuttavia, anche alla luce delle perplessità espresse dal Movimento 5 Stelle, i dipendenti statali non possono rimanere legati ad un progetto di legge ancora tutto da definire. Perché il tempo passa e il contratto sottoscritto un anno fa è scaduto a dicembre 2018. E gli 85 euro di aumento medio lordo sono stati già divorati dall’inflazione, considerando che pure dopo gli incrementi il costo della vita continuava comunque a sovrastare i salari degli statali di oltre il 5% visto che 8 punti percentuali sono stati accumulati tra il 2007 e il 2015.

IL MINI AUMENTO IN ARRIVO

L’unica buona notizia è che dal mese prossimo, proprio perché non è stato rinnovato il contratto, per tutti i dipendenti pubblici arriverà un piccolo aumento: come indicato dalla normativa vigente, scrive oggi Orizzonte Scuola, la legge di bilancio ha previsto che, qualora entro il mese di aprile dell’anno seguente alla scadenza del CCNL non si sia ancora provveduto al rinnovo, è riconosciuto un anticipo dei benefici che saranno ottenuti con la stipula del Contratto medesimo, ai sensi dell’articolo 47-bis del D.lgs. 165/01. Si tratta della cosiddetta indennità di vacanza contrattuale (IVC) pari allo 0,42 per cento dal 1° aprile 2019 al 30 giugno 2019 e dello 0,7 per cento a decorrere dal 1° luglio 2019.

Solo che l’indennità di vacanza contrattuale sarà calcolata non sull’intera retribuzione ma sulle sole voci stipendiali, quantificate in media per il settore statale in 25.184 euro l’anno: applicandola, si arriva ad un aumento di 8 euro a partire dal 1° aprile 2019, che può arrivare a 13–14 da luglio 2019 (sempre che nel frattempo non si giunga alla firma di un nuovo contratto): tale possibilità, tuttavia, è oggi da scartare al 100 per cento, considerando che l’impegno finanziario necessario, nell’ordine dei miliardi di euro, deve passare necessariamente per una nuova manovra economica; quindi se ne riparlerebbe non prima del gennaio 2020. 

Tutti i dipendenti pubblici, quindi, si devono fermare alla comunicazione di NoiPA, il portale dalle pubblica amministrazione, che ha comunicato l’erogazione, a partire dallo stipendio di aprile, dell’indennità di vacanza contrattuale: “Come previsto dall’art. 1, comma 440 della legge n. 145/2018 (legge di bilancio 2019), nelle more della definizione dei contratti collettivi nazionali di lavoro e dei provvedimenti negoziali riguardanti il personale in regime di diritto pubblico relativi al triennio 2019-2021, a favore del personale amministrato da NoiPA verrà erogata l’indennità di vacanza contrattuale a partire dal cedolino del mese di aprile, aumentata a partire dal mese di luglio 2019”, ha scritto il portale gestito dal Mef.

Nel frattempo, anche le forze di opposizione continuano a parlare di stipendi. Soprattutto degli insegnanti. Ieri è toccato a Nicola Zingaretti, nuovo segretario del PD, che parlando all’assemblea del Partito Democratico si è soffermato sull’aumento dei salari per maestre e maestri, nonché sull’idea di tenere le scuole aperte di pomeriggio in tutti i quartieri. Zingaretti, dopo avere spronato i suoi affermando che è necessario che il PD si rimetta in cammino e che, come partito “non è finito”, ha fatto intendere di avere a cuore la questione degli stipendi dei docenti italiani davvero troppo indietro rispetto all’Europa.

QUANTO PERDONO I DIPENDENTI

Solo pochi giorni fa è stato calcolato che ammonta a mille euro il potere d’acquisto negli ultimi sette anni persi dai lavoratori italiani, mentre nello stesso periodo in Germania e Francia sono invece saliti. Entrando nel dettaglio, ha scritto La Repubblica sul rapporto nazionale della Fondazione Di Vittorio, nella nostra Penisola dal 2001 al 2017 c’è stata una sostanziale “stazionarietà” dei salari, mentre dal 2010 al 2017 si è verificata una perdita di 1.059 euro, circa il 3,5 per cento. Basta dire che se nel 2010 la retribuzione media in Italia era di 30.272 euro nel 2017 è scesa a quota 29.214. Così, possiamo comprare mille euro di beni e servizi in meno. L’articolo completo continua qui >>> www.orizzontescuola.it

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One thought on “Stipendio statali, ad aprile aumento per mancato rinnovo del contratto 2019/21. Anief: servono aumenti veri. Polemica sulla flat tax”

  1. Prima il reddito di cittadinanza, avete aspettato dieci anni per avere un riordino pari a zero e un aumento di 85 euro renziane tassate con il 38% cosa vi aspettate di più, se ne parla fra altri tre anni se tutto va bene

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