Pensioni, da aprile cambia l’adeguamento al costo della vita. Inps chiederà il conguaglio degli aumenti non dovuti

Roma, 23 mar 2019 – PENSIONI: CI SARA’ UN MINORE AUMENTO, MA SEMPRE DI AUMENTO SI PARLA. Una protesta politica. Perche’ non si protesta invece anche per coloro che stanno andando in pensione e a parita’ di inquadramento con i colleghi gia’ in pensione prendono un assegno mensile di pensione decisamente  molto piu’ basso di chi e’ gia’ pensionato? Segue articolo di F.Q. su IlFattoQuotidiano.it – . Il taglio riguarda 5,6 milioni di assegni e, rispetto alla normativa precedente, sarà in media di 28 centesimi per 2,6 milioni di beneficiari. Supererà i 25 euro al mese solo per chi riceve un trattamento oltre 10 volte il minimo. I sindacati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil hanno annunciato una mobilitazione contro la “totale mancanza di attenzione” del governo. L’1 giugno manifestazione a Roma.

Parte dal primo aprile il nuovo schema di rivalutazione delle pensioni per il triennio 2019-2021 previsto dalla legge di Bilancio. Per i trattamenti superiori a tre volte il minimo cioè 1.522 euro al mese ci sarà un piccolo taglio rispetto agli aumenti previsti se non ci fossero stati interventi. Fa eccezione chi prende tra i 1.539 e i 2.052 euro lordi, che avrà comunque un mini vantaggio. Nei prossimi mesi l’Inps chiederà il conguaglio di quanto indebitamente dato nei primi tre mesi dell’anno, perché la nuova perequazione andava applicata già dal 1 gennaio.

I sindacati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil hanno annunciato l’avvio della mobilitazione dei pensionati per protestare contro la “totale mancanza di attenzione” del governo lamentando proprio che “l’unica misura messa in campo è stata quella del taglio della rivalutazione” mentre “la tanto sbandierata pensione di cittadinanza invece finirà per riguardare un numero molto limitato di persone e non basterà ad affrontare il tema della povertà“. Tre le assemblee fissate per il prossimo 9 maggio a Padova, Roma e Napoli mentre una manifestazione nazionale si terrà il 1° giugno in piazza del Popolo a Roma.

L’Inps in una circolare appena pubblicata spiega che i trattamenti interessati dalla rimodulazione della perequazione sono 5,6 milioni. Per circa 2,6 milioni delle posizioni interessate la riduzione media mensile risulta di 28 centesimi. Per i trattamenti fino a tre volte il minimo la rivalutazione è piena mentre per le altre andrà dal 97% per i trattamenti tra le tre e le quattro volte il minimo (da 1.522 a 2.029 euro al mese) al 40% per quelle superiori a 4.569 euro. Se le pensioni fino a 1.522 euro avranno un incremento dell’1,1% quelle oltre le nove volte il minimo recupereranno solo lo 0,44% (vedi tabella). Comunque il taglio, rispetto alla normativa precedente, supererà i 25 euro al mese solo per chi riceve un assegno oltre 10 volte il minimo. L’articolo di F.Q. continua qui >>> www.ilfattoquotidiano.it

 

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