MINI NAJA / “Sei mesi nell’Esercito per formare i giovani”. La proposta di Fi ha un appoggio bipartisan: “Così si alleva la classe dirigente del futuro”

Roma, 25 mar  2019 – IL PUNTO. E’ DA QUANDO SI E’ PASSATI AD UN ESERCITO PROFESSIONALE CHE CI SONO FORTI “SPINTE” AFFINCHE’ SI POSSANO ARRUOLARE ANCORA I GIOVANI PER SVOLGERE UN PERIODO BREVE DI MILITARE DI LEVA. Fare cio’ crea due grossi problemi: il primo e’ un aggravio dei costi per gestirli, che vanno dall’arruolamento, al vestiario, dal vitto all’alloggio, dall’addestramento al personale militare di ruolo che sara’ distaccato per addestrarli e farli studiare. Il secondo e’ un costo, un aggravio e una distrazione di personale militare del quadro permanente che dovra’ arruolarli, gestirli, seguirli, addestrarli. E poi una volta che sono stati addestrati, resi militari, utili all’impiego, devono essere congedati. Le forze armate ormai hanno bisogno soltanto di professionisti militari. E il mondo lavorativo civile non ha bisogno di una formazione militare dei giovani per la futura classe dirigente, impiegatizia e operaia che sia. Poi non si capisce dove sia il problema: tutti i cittadini giovani, ragazzi e ragazze, possono arruolarsi per svolgere un anno di militare come VFP1. Se uno vuole per forza arruolarsi viene a fare il vfp1 e poi alla scadenza torna a casa. Perche’ cercare altre strade secondarie e di intralcio alle normali funzionalita’ delle forze armate?

Segue articolo di Fabrizio de Feo su ilgiornale.it

Risvegliare il senso di appartenenza alla Repubblica, vivere un’esperienza che avvicini i giovani al mondo della Difesa e gli consenta di responsabilizzarsi, sperimentando la vita militare e acquisendo al contempo conoscenze specifiche nel campo della cybersicurezza.

Chiamarla mini-naja sarebbe riduttivo perché gli obiettivi sono più ambiziosi, ma domani in aula verrà votata con ampio consenso della maggioranza e del Pd, una proposta di legge di Forza Italia di cui è primo firmatario il deputato azzurro Matteo Perego, giovane imprenditore nel campo della moda e vicecoordinatore azzurro in Lombardia. La proposta prevede un percorso formativo volontario di 6 mesi nelle forze armate per giovani dai 18 ai 22 anni al termine del quale vengono assegnati crediti formativi universitari. Dal punto di vista politico è un successo di Forza Italia perché da un lato risponde in maniera concreta e realistica al dibattito sul ripristino della leva, dall’altro accontenta le forze armate che vengono rimesse al centro della formazione dei giovani.

Già il titolo (Istituzione di percorsi formativi in ambito militare), cerca di spiegare che la proposta depositata da Perego (relatore il leghista Roberto Paolo Ferrari), esce dal tradizionale perimetro dell’addestramento militare e si addentra nel campo della geopolitica, della cybersicurezza o dell’industria militare puntando a definire un modello di difesa del Terzo Millennio. I destinatari del provvedimento sono ragazzi e ragazze che «abbiano interesse a avvicinarsi e conoscere in maniera diretta il contributo delle Forze armate alla storia dell’Italia e l’alto valore etico che contraddistingue i nostri militari nell’assolvimento dei propri compiti istituzionali in patria e all’estero», si legge nella relazione della Pdl.

Con i corsi si intende inoltre «fornire una conoscenza approfondita delle principali sfide alla sicurezza interna e internazionale e dei principali mutamenti intervenuti nello scenario geo-politico mondiale». «L’evoluzione del modello della Forze Armate, così come noi lo interpretiamo, dovrebbe contribuire a formare anche la classe dirigente del futuro – spiega Matteo Perego all’Adnkronos… L’articolo completo continua qui >>> www.ilgiornale.it

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