Forze Speciali – Intervista al Generale di Brigata Ivan Caruso

Roma, 3 apr 2019 – SONO SEMPRE PIU’ NUMEROSE E PIU’ ADDESTRATE LE NOSTRE FORZE SPECIALI, CHE LO RICORDIAMO, NE ESISTONO MOLTISSIMI, IN GENERE OGNI FORZA ARMATA NE HA PIU’ DI UNA. Report Difesa ha incontrato il comandante del COMFOSE (Comando Forze Speciali) dell’Esercito, Generale di Brigata, Ivan Caruso. Prima di procedere con l’intervista, il Generale Caruso, ha fatto riferimento ad un malinteso senso di riservatezza, che ha accompagnato, in passato la figura delle nostre Forze Speciali e che fino a poco tempo fa, ne ha tenuto le porte chiuse.

Dallo scambio di opinioni, si è avuto modo di evincere che vi è una rinata necessità, di far conoscere, lì dove possibile, le eccellenze che fanno parte delle Forze Speciali dell’Esercito e che sono rappresentate dai Reparti del 9° Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”, il 28° Reggimento Pavia e i neo costituiti Reparti di Forze Speciali quali il 185° RRAO e il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti.

“Ritengo – ci ha detto – che tutti questi Reparti debbano essere conosciuti per il lavoro che fanno, per l’impegno che ci mettono. Il prodotto di sicurezza che offrono e le capacità che hanno di poter intervenire in qualsiasi momento e in brevissimo tempo. la liberazione di cittadini italiani all’estero, il tenere la sicurezza nelle ambasciate, il fare attività di antiterrorismo, anche in tempo di pace, sono aspetti che devono essere evidenziati i segreti sono altri. Vedere i Reparti in addestramento, cosa fanno, come si impegnano, la loro preparazione. Credo sia un giusto riconoscimento a quello che fanno”.

Generale Caruso, cosa è il COMFOSE?

Il Comando delle Forze Speciali dell’Esercito, il COMFOSE, è un Comando che ha il compito di selezionare il personale che entrerà a far parte del comparto, di addestrarlo, di coordinarne l’addestramento, di approntare i Reparti che affronteranno le operazioni e di conseguenza, fornire degli elementi pronti per le esigenze all’estero e in Italia. Il COMFOSE, nella sua totalità, comprende il 75% delle Forze Speciali della Difesa. Nel bacino della Difesa, tra Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri noi ricopriamo un bel ruolo. Tutti i Reggimenti che diamo a disposizione della Difesa, sono delle Forze Speciali.

A questi quattro Reggimenti se ne aggiunge un quinto, che non è sotto il comando diretto del COMFOSE, ma con il quale abbiamo un collegamento tecnico funzionale che è quello del 3° Reggimento Elicotteri per operazioni speciali (REOS) “Aldebaran”. Un Reparto orientato alle operazioni speciali ed è munito di velivoli specificatamente disegnati per un determinati tipo di operazioni.

Gli operatori di questo Reggimento, sono un sostegno alle operazioni speciali, anche se sono addestrati e preparati a svolgere determinati tipi compiti. Anche gli allenamenti vengono svolti tra noi e il 3° REOS, per cui la fase di pianificazione e delle operazioni viene svolta insieme. Non si tratta di avere un elicottero che arriva e ti porta dal punto A al punto B, ma le fasi di preparazione iniziale, la selezione, e ripeto, la pianificazione delle operazioni, vengono svolte insieme. Ci sono delle attività, che richiedono la presenza di piloti particolari. Non ci si può permettere di sbagliare. Siamo un tutt’uno, non potrebbe essere altrimenti.

Quali sono le caratteristiche dei Reggimenti che ha alle sue dipendenze?

Il COMFOSE ha quattro Reggimenti alle mie dipendenze, il 185° Reggimento, Ricognizione e Acquisizione Obiettivi, che è un Reggimento specializzato nella ricognizione strategica, uno dei tre compiti essenziali delle operazioni speciali. Si tratta di un Reparto che è stato da poco  elevato a Forze Speciali. E’ in grado di svolgere tutti i task delle operazioni speciali con una specializzazione che è la ricognizione strategica.

C’è poi il 9° Col Moschin, che è il Reparto incursori. Si tratta di unità ad alta specializzazione, qualificate anche esse a svolgere tutti i task delle operazioni speciali e nello specifico il compito di svolgere attività controterrorismo.

Poi c’è il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti Ranger, anch’esso neo costituita Forza Speciale, la quale ha il compito di svolgere come gli altri, tutti i task delle operazioni speciali, in particolare, dove è richiesta la massa. Il suo personale, numericamente più elevato, è specializzato in combattimenti in montagna e in ambienti artici.

Infine abbiamo il 28° Reggimento Pavia, specializzato nelle comunicazioni operative. E’ un Reggimento che si occupa di guerra psicologica, specializzato nello studio dei media, dei social network e delle lingue.

Si tratta dell’unico comparto dell’Esercito in grado di individuare specifici target audiens, in grado di influenzare la percezione di una determinata popolazione, a favore dei nostri contingenti all’estero. Un esempio è quello dell’Afghanistan, dove lo studio di questa popolazione, permette di inviare messaggi, di parlare con i leader del posto, in modo da poterne influenzare la percezione e facilitare il lavoro del contingente italiano che si trova lì.

E’ un Reggimento che si distacca dalle Forze Speciali vere e proprie, ma che con il proprio operato, racchiude gli effetti strategici delle Forze Speciali. Ripeto: è l’unico assetto di guerra psicologica della Difesa.

Lavora infatti in supporto alla Difesa con Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri e viene utilizzato per lo più, per la parte di intelligence, come l’individuazione di K Leader avversari, le reti di collegamenti tra i vari K Leader.

Che cosa pensa del passaggio a Forze Speciali del 185° Reggimento RRAO e del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti?

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